Landi: “Il ponte Garibaldi presentato al Mastai”

02/07/2016 - Una suggestione forte quella provocata a palazzo Mastai sull’attenta platea in occasione della presentazione della proposta di riqualificazione urbana incentrata sulla sostituzione di ponte Garibaldi con una nuova struttura monumentale.

Non è mancato neanche qualche riferimento critico sul piano Cervellati carente, a mio avviso, di idee e proposte capaci di apportare  valore aggiunto alla città e fossilizzato solo su una intransigente riproposizione storica con totale disinteresse all’evoluzione della città attuale e futura. 

Preceduto da un breve excursus di Gianluca Quaglia che ha illustrato i trascorsi storici di ponte Garibaldi a partire da metà del 700 con la seconda  ampliazione della città, nell’articolata relazione ho poi evidenziato, supportato da eloquenti immagini, l’opportunità di recuperare alla fruibilità con una proposta innovativa il letto fluviale, in passato protagonista assoluto della fortuna di Senigallia con la fiera franca.

La realizzazione di sponde contestuali alla chiusura dello scolmatore Penna ha inibito l’utilizzo dell’alveo occultato anche alla visuale se non da poche e sporadiche postazioni. La nuova idea di fruizione tende a ricreare un corridoio ambientale che non altera la sezione idraulica attraverso un modesto escavo per la percorribilità di piccole imbarcazioni con a lato una banchina appena al di sopra del letto di magra per un percorso passeggiata naturalistico. Sovrastanti nuove ed eleganti passerelle di attraversamento in legno, per brevi tratti in asse al fiume creeranno una congiunzione diffusa tra le sponde diventando osservatori privilegiati di una scenografia unica con gli sfondi dei portici, del fiume, del foro annonario e del nuovo ponte visto come icona dominante di un’inventata piazza.

Immediatamente dopo, la presentazione è proseguita con l’illustrazione del ponte, anticipandone le diverse sinergie che ne vengono movimentate a partire dal costo zero per l’amministrazione alla quale è stornata la parte carrabile vera e propria, dall’assoluta sicurezza anche in caso di esondazione, da una fattibilità economica sostenibile per finire alla più godibile postazione panoramica della città dal terrazzo a supporto dei locali di intrattenimento posti al livello intermedio sopra ai negozi e sotto un grande spazio museale.

Nel dibattito che è seguito sono state avanzate alcune osservazioni che proponevano per il ponte la completa pedonalizzazione o un ridimensionamento volumetrico, di qui la replica puntuale che ha controbattuto escludendo nel primo caso questa possibilità onde evitare ripercussioni devastanti su tutto il traffico urbano e nel secondo caso giustificando il manufatto come elemento di contesto addirittura di dimensioni ridotte rispetto a un qualsiasi segmento di portico.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2016 alle 18:59 sul giornale del 04 luglio 2016 - 1463 letture

In questo articolo si parla di attualità, senigallia, ponte garibaldi, Paolo Landi

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luigi alberto weiss

04 luglio, 08:33
Se l'immagine rende giustizia al progetto, si tratterebbe di un VERO SCHIFO. Mi piacerebbe sentire pareri diversi, tipo Italia Nostra o il FAI oppure anche i piccoli contestatori degli stemmi papali di piazza Garibaldi.

Maria Soldani

04 luglio, 10:51
Quoto decisamente il parere del Sig.Weiss...Per quello che il mio giudizio può contare (essendo romana e quindi lontana,e di molto,da Senigallia),mi preme,almeno in veste di turista,ribadire il mio estremo disgusto X l'installazione,che reputo:a)troppo ingombrante;b) pacchiana;c) antiestetica...in una parola :orribile !
Appare,non c'è dubbio,più consona ad una città barocca come Venezia,improponibile,perciò, X Senigallia,i cui portici e il contorno stesso dei palazzi, visti sullo sfondo,dalle sponde del Misa,mi hanno,sin dalla prima volta,rievocato alla memoria un'immagine,appena abbozzata, di Parigi o Praga(sebbene non avessi mai visitato q 2 città,presenti tuttavia in molti TG o fiction :si tratta soltanto di una suggestione personale,del tutto soggettiva...)!
Insomma: secondo me il progetto..."pagoda-sul -fiume-Misa"(non si può definire altrimenti, questa sorta di padiglione tipo "Esposizione Universale di Parigi" della metà/ottocento,e credo di essere stata persino gentile,usando q definizione )e' da bocciare alla sola vista del disegno qui riprodotto.... A q punto,aspetto, con ansiosa curiosità, il parere dei Senigalliesi, gli unici a cui appartiene,a buon diritto,la facolta' di pronunciarsi sulla faccenla ... Nigallia.

Caro Weiss,
i piccolo contestatori hanno studiato storia.

Francamente che un ignorante con la terza media si permetta di contestare chi il risorgimento l'ha studiato indica lo stato dell'intelligenza media italiana.

Torni al bar a tifare l'italia, è il massimo che può fare.

Roba da matti, gente che pretende di "pontificare" senza mai aver aperto un libro di storia.

Male, molto male.

Maria Soldani

04 luglio, 15:10
Seppure non direttamente coinvolta dal Signor Farano,sento il dovere non di fare l'avvocato del Signor Weiss(credo sia benissimo in grado di difendersi da solo), ma di spezzare una lancia in favore di chi,come me,non ha avuto modo o voglia di continuare gli studi dopo la Licenza di Terza Media(fattore discriminante solo riguardo al mondo del lavoro; privatamente poi,ognuno può integrare il gap scolastico con studi e letture,dipende dalla propensione mentale o dal tempo a disposizione...); detto ciò,vorrei precisare, Signor Farano,che non tutto,negli ideali di Libertà e di Nazionalità promossi dai padri dell'Unità d'Italia,rifulge per incontaminata purezza e sacralità;
Pagine oscure(ad esempio,la misteriosa morte di Ippolito Nievo,su cui aleggiano ombre inquietanti di mandanti in seno stesso al movimento mazziniano),offuscano il sacrificio dei tanti,troppi,caduti combattendo nelle varie spedizioni o guerre d'Indipendenza(molti di essi,in perfetta,adamantina fede patriottica).Allo stesso modo, dietro il pontificato di Pio IX,v'erano figure cardinalizie(e ministri e boia e funzionari,ecc.) non proprio di "specchiata" santità e moralità,(lo Stato Pontificio era un regime politico a tutti gli effetti,e, come tale, assolutista ed autoritario,cosi' come l'Austria )...Con cio',e concludo, intendo dire che ogni stemma,di qualsiasi colore,potrebbe,in teoria,disturbare la visuale mentale del pacifico osservatore, in quanto evocatore di concetti ideologici di contrapposte fazioni... Anch'io ho le mie idee politiche(e religiose)e rispetto le Sue,ma,ripeto, quando avrò la possibilità di vedere le citate opere araldiche, le giudichero' solo in base al mio gusto estetico(farei lo stesso X quelle laiche,al bisogno), certo non in base a parametri ideologici, capaci solo d'indurire gli animi,e di togliere la pace interiore... P.S.
A chi desidera la Par Condicio:perché non proponete on line una petizione X l'apposizione di una targa,di uno stemma laico/Repubblicano, così son contenti tutti?
Nigallia .




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