Fusioni: Morro d'Alba vuole "incorporarsi" con la Spiaggia di Velluto

senigallia turismo 01/07/2016 - Morro d'Alba strizza l'occhio alla spiaggia di velluto. Il sindaco dell'entroterra Alberto Cinti in Consiglio comunale ha presentato ufficialmente l'atto di indirizzo per procedere alla “fusione per incorporazione” di Morro d'Alba con Senigallia.

Si tratta di un mandato esplorativo, atto a valutare l'opportunità di una tale prospettiva rispetto alla quale l'ultima parola spetterà comunque ai cittadini di Morro d'Alba (circa 1900 abitanti) tramite il referendum consultivo. Dal canto suo Senigallia ha aperto le porte a questa nuova possibilità che, se dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe la prima esperienza della provincia dal momento che la nascita di Trecastelli è venuta per fusione diretta di tre comuni, mentre in questo caso è un comune (Morro) che verrà “incorporato” in uno più grande.

Morro d'Alba, che dal 2001 ha aderito ad una Unione dei Comuni con Belvedere Ostrense e Morro d'Alba, si dice pronto a concludere quelle esperienza per procedere alla fusione. “L'esperienza associativa dell’Unione dei Comuni, pur determinando un aumento di servizi all’utenza (con particolare riguardo all’istituzione dell’Istituto Comprensivo scolastico, alla gestione dell’isola ecologica, ecc.) non è ad oggi riuscita a produrre per il bilancio del Comune di Morro d’Alba significativi risparmi di spesa e/o aumenti di entrate -ha detto Cinti- raggiungere una più efficiente gestione dell’Unione necessiterebbe di un completo conferimento dei servizi comunali all’Unione che al momento non è impraticabile, sia per una non condivisa volontà da parte dei Comuni aderenti sia per l’opportunità di attendere una probabile riforma della normativa”. Alla prospettiva di una fusione con San Marcello e Belvedere, Morro preferisce l'incorporazione con Senigallia.

“La creazione di un nuovo comune di dimensioni significative (sopra i 5 mila abitanti per ottenere i finanziamenti regionali ndr) mediante la fusione con comuni limitrofi non è possibile data anche la posizione ufficiale di Belvedere Ostrense” -continua Cinti. Con la fusione per incorporazione Senigallia manterrebbe la propria personalità e i propri organi, mentre gli organi del comune incorporato decadrebbero ma il comune incorporante potrà essere integrato da significative misure di partecipazione e di decentramento. L'atto di indirizzo votato ieri dal Consiglio di Morro per uno studio di fattibilità verrà trasmesso al sindaco Maurizio Mangialardi.







Questo è un articolo pubblicato il 01-07-2016 alle 08:55 sul giornale del 02 luglio 2016 - 5508 letture

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Se oltre a Morro d'Alba questo discorso lo facessero anche altre località che appartengono alla Diocesi senigalliese (comprese quelle in provincia di Pesaro-Urbino), sicuramente avrebbero migliori servizi a minor costo. Come dice quell'antico detto, l'unione fa la forza.

angelo pagliarani

01 luglio, 15:51
Le unioni o le fusioni debbono seguire logiche di miglioramento dei servizi, non di temporanea simpatia, così si fanno danni inimmaginabili!
Morro D'Alba è geograficamente e analogo (come esigenze dei servizi) ai sui paesi limitrofi!
Unirsi con la città non gli farà bene! (non farà bene neancxhe alla città, che ha esigenze del tutto divferse!)

Fuori da ogni campanilismo, vedrei meglio la fusione tra Morro, Belvedere ed un altro comune dell'entroterra, magari guardando anche alle realtà confinanti in direzione vallesina in modo da fare una nuova entità di collegamento.

Pur di non andare con i vicini/rivali San Marcello e Belvedere si vendono a Senigallia. Potenza del campanilismo.

E comunque la Lacrima di Senigallia suona bene, no?

Di fronte a certe notizie, .......... non ho parole!!!

Andrea Carletti

03 luglio, 22:03
Non la considero una scelta giusta, conveniente o consigliabile.
Davide e Golia, interesse diversi, realtà molto diverse, culture agli antipodi.
Sarebbe più che sufficiente una convenzione e mantenere una fiera autonomia.
Andrea