“Memorie del 24 Maggio 1915 a Senigallia”, un libro di Donato Mori

30/06/2016 - Venerdì 1 luglio alle 21,15 davanti alla libreria IoBook (in Via F.lli Bandiera, nel centro di Senigallia) sarà presentato - con l’ausilio di videoprioiezioni di foto e documenti dell’epoca - il libro d’argomento storico e artistico “Memorie del 24 Maggio 1915 a Senigallia”, frutto di un’accurata ricerca pluriennale compiuta dallo storico dell’arte Donato Mori.

La serata offre l’opportunità ai cittadini e ai turisti di conoscere un evento drammatico per la storia di Senigallia, dal quale è germogliata una splendida opera d’arte. Infatti, il primo capitolo racconta il drammatico bombardamento dell’inerme e addormentata città adriatica da parte di una cannoniera austriaca la notte in cui l’Italia entrò nella Grande Guerra, attraverso testimonianze scritte, racconti tramandati oralmente, foto dei danni agli edifici e notizie biografiche delle 21 vittime civili e militari.

Una preziosa testimonianza - rimasta inedita per 100 anni proprio come voleva l’autore e trascritta integralmente nel secondo capitolo - è la cronaca di quel 24 Maggio a Senigallia firmata poche settimane dopo da Giambattista Ricci, chirurgo primario in pensione dell’ospedale civico, che prestò le prime cure ai feriti. Il terzo capitolo è incentrato sul monumento sepolcrale per i 12 soldati caduti del 135° battaglione che si trovavano sul treno colpito da una bomba austriaca presso Senigallia il 24 Maggio 1915.

Di quest’opera d’arte - che può considerarsi uno dei primissimi sacrari della Grande Guerra costruiti in Italia, poiché fu ideato pochi giorni dopo la strage, scolpito entro il 1915 e inaugurato nel cimitero delle Grazie il 24 Maggio 1916 – prima si racconta la storia (tramite il carteggio del comandante Spagnoli con il sindaco Belardi, cartoline ricordo, foto d’epoca, articoli di testate locali e nazionali e discorsi pronunciati durante la sua inaugurazione e la messa di suffragio in Duomo nel primo anniversario del bombardamento, senza trascurare altre testimonianze epigrafiche in onore dei caduti presenti nel territorio senigalliese), poi si descrive il significato simbolico delle varie figure e, infine, si pubblicano alcune notizie e opere dello scultore Pietro Seravalli di Gemona del Friuli, sergente del suddetto battaglione, che realizzò il sepolcro monumentale.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-06-2016 alle 22:24 sul giornale del 01 luglio 2016 - 407 letture

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