NeT aT wOrK: “Piccolo è bello ma fare Rete è meglio”

29/06/2016 - Le Reti d’Impresa in Italia sono in crescita. Negli ultimi nove mesi sono aumentate del 23% e dati di Maggio dell’Unioncamere riportano che 14.305 imprese italiane hanno stipulato 2.844 contratti di rete di cui 401 con soggettività giuridica (+14%).

Anche nelle Marche (11° posto nella classifica nazionale) le Reti aumentano, coinvolgendo 458 imprese per un totale di un centinaio di reti di cui solo 5 con soggettività giuridica.

Ricordiamo che l’attribuzione della soggettività giuridica alla rete, che nasce attraverso la stipulazione del contratto, è facoltativa ed è condizionata all’iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese in cui ha sede. Ai fini di tale iscrizione sono necessarie: 1) L’istituzione di un fondo patrimoniale comune 2) L’istituzione di un organo comune 3) Una sede 4) Lo svolgimento da parte dell’organo comune di un’attività con terzi (anche commerciale) 5) La stipulazione del contratto per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

La prospettiva che la globalizzazione ci ha delineato è quella che per vincere la sfida sul mercato globale è necessario METTERSI IN RETE.

L’agire sui mercati globali, infatti, conduce ad inevitabili riflessioni sulle dimensioni aziendali delle nostre imprese e sulla presenza di una cultura manageriale orientata alla crescita ed alla condivisione. La logica economica del “piccolo è bello” su cui si è incardinato il nostro modello di sviluppo (anni ’80) non è più adatta a garantire alle PMI di rimanere competitive nelle nuova economia globale.

Di conseguenza, l’estensione del motto in “fare rete è meglio” ci pare scontato. Il valore aggiunto, infatti, in termini di competitività generati dall’appartenenza ad una rete è dunque da ricercarsi nel fatto che le reti possono consentire alle imprese di specializzarsi reciprocamente, essere più creative e condividere le conoscenze (tecnologiche, imprenditoriali ed organizzative), co-innovare riducendo i costi ed il rischio che sono ripartiti tra più soggetti, moltiplicare il valore delle idee ampliando l’uso di conoscenze originali a più luoghi, settori ed applicazioni, incrementare il livello di flessibilità ed il grado di personalizzazione.

Ma chi governa le Reti d’Impresa? Il Manager di Rete
Sgombriamo subito il campo! se pensiamo che sia quello che tutti i giorni si sbraccia per mandare avanti la baracca, di qualsiasi dimensione essa sia, sicuramente siamo sulla strada sbagliata.
Gestire una rete d'imprese è un'attività di evidente complessità, perchè?
1) Gli interessi di ciascuna azienda della rete possono non trovare completa realizzazione all'interno di essa.
2) Le diversità di culture organizzative all'interno della rete possono generare conflitti tra le parti.
3) Le diversità di funzionamento, la distribuzione del potere, i sistemi di controllo possono generare facili incomprensioni.
4) Le diversità degli stakeholders e dei finanziatori anch'essi possono causare facili incomprensioni.

E allora? Che doti dovrebbe avere questo 'gentiluomo/donna' per mitigare, comporre tutte queste diversità?
A me piace la 'Scuola Olandese' che fa una distinzione tra:
1) 'Direttore d'orchestra', con un forte ruolo di leadership
2) 'Soft Manager', con un orientamento volto al 'lascia fare' in cui vengono messi intorno ad un tavolo i diversi soggetti, facilitandone l'interazione, senza un suo intervento attivo sull'esito della negoziazione. 3) 'Produttore cinematografico', fortemente coinvolto nei processi d'interazione e negoziazione e deciso a mantenere un'elevata e costante partecipazione dei vari attori della rete.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-06-2016 alle 10:18 sul giornale del 30 giugno 2016 - 994 letture

In questo articolo si parla di attualità, imprese, alberto di capua, rete

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