Manocchi sul saggio degli allievi del Nirvana: "Perché ciò che conta è invisibile agli occhi"

22/06/2016 - Partentendo da una citazione del Piccolo Principe voglio condividere con voi il fatto che sabato sera sono stato al saggio di danza del Nirvana svoltosi presso il teatro La Fenice di Senigallia. Chiamarlo “saggio di danza” è corretto in quanto i protagonisti sono i bambini ed i ragazzi che ballano, ma avendo visto quello che ho visto, il termine utilizzato, risulta estremamente riduttivo, perché abbiamo assistito ad uno spettacolo straordinario impostato sulla storia del Gobbo di Notre Dame.

Premetto che non sono un critico, ma uno spettatore ed un genitore che aveva una figlia che stava ballando, quindi quanto segue non ha valore di feedback professionale, non ne ho le conoscenze, ma questo articolo vuole essere un mezzo per esprimere emozioni, sensazioni e stati d’animo che mi hanno pervaso durante tutto lo Spettacolo e che al ritorno a casa erano ancora così forti che non riuscivo a prendere sonno.

La commozione provata, la gioia che avevo visto sui volti dei ragazzi e dei bambini non mi faceva dormire, avevo bisogno di scaricare su carta quello che stavo provando.

Per lavoro svolgo la professione di Life Coach e Formatore Comportamentale e tra i miei compiti ho spesso quello di aiutare le persone a realizzare i loro obiettivi, e una delle frasi che utilizzo di più è: “ Nella vita si apprezza l’impegno ma ci pagano i risultati!!”

Beh, al termine dello spettacolo mi sono reso conto che l’impegno profuso da tutti aveva prodotto un risultato così alto da impedire ad ogni cifra di diventare adeguata!!

A partire dai più piccolini, alcuni dei quali credo sotto i 5 anni, indipendentemente dal fatto che ballassero la break, la classica, il moderno, l’hip hop o il contemporaneo, hanno dimostrato un ordine, una precisione, una voglia di fare bene e divertirsi tanto da far sfigurare alcuni sedicenti professionisti che a volte vediamo.

Bravi!!

Io seguo insieme ad altri genitori i ragazzi della Crew dei Jologik

Questi ragazzi sono accumunati dalla passione per l’Hip Hop e dalla voglia di divertirsi insieme, e questo credo sia la cosa più importante.

Io a loro voglio un bene dell’anima perché so quanta fatica, quanti pianti, quanto sudore, quanti disorientamenti, quante ore di duro allenamento ci stiano dietro a 2 minuti e mezzo di esibizione.

Per darvi una dimensione rispetto alla pratica del parlare in pubblico, per un neofita che inizi a dedicarsi a questa attività, per ogni ora di esposizione di fronte al pubblico ci vanno 10 ore di allenamento!

Nel body building c’è una frase storica che riassume tutto questo: “No pain, no gain” ovvero senza dolore, sacrificio, perseveranza e disciplina non si ottiene nulla di duraturo!

E allora grazie a Leonardo e alla Loredana per credere e permettere che ogni anno si possa vivere un’esperienza unica.

Grazie a Top Service per il supporto tecnico, professionale come sempre.

Grazie alla Giorgia per l’impegno nella regia e a tutti coloro che con lei collaborano al fine di far sì che tutto funzioni al meglio, che le coreografie e le scenografie siano sempre all’altezza. Grazie agli insegnanti Bernard e Davide.

Straordinari i 4 ragazzi protagonisti Marco che ha fatto Febo, Lorenzo che ha fatto Frollo, Andrea che ha fatto Clopin e la Roberta che ha fatto Esmeralda, meravigliosa nell’energia e nella sensualità che la sua danza esprimeva.

Ma chi mi ha lasciato senza parole, per tutto lo spettacolo, per la sua assoluta intensità artistica, per la tecnicalità dimostrata, per la cura del particolare è stato . . . Alessandro (detto Riga). Grazie per la tua magistrale interpretazione di Quasimodo e per aver fatto comprendere che la passione e l’amore per quello che si fa porta sempre a qualcosa di straordinario.

Grazie a tutti loro, grazie anche a mia figlia Rachele, ed a tutti i suoi compagni di ballo, per avermi accolto, accettato e permesso di rimanere coinvolto in un gruppo di ragazzi che come spesso avviene, ci dimostrano di avere più cose da insegnarci di quante crediamo debbano invece imparare.


da Paolo Manocchi
manocchipaolo@gmail.com




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2016 alle 22:13 sul giornale del 23 giugno 2016 - 2702 letture

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