Da 'Scampia' a Senigallia per spacciare banconote contraffatte nei locali sul lungomare, in manette una 20enne

09/06/2016 - I carabinieri di Marzocca hanno arrestato una 20enne napoletana, residente nel quartiere di Scampia, con l'accusa di spendita di banconote contraffatte e truffa.

La 20enne, che mercoledì pomeriggio si è presentata in monopattino al bar di uno stabilimento balneare sul lungomare da Vinci, indossando una maglia bianca lunga, pantaloni corti, un cappellino nero con strass ed in spalla uno zaino nero con borchie, ha acquistato sei bibite in lattina pagando con una banconota da 100 euro.

Precisando di non avere altro denaro con sé, la giovane, di fronte al dubbio della titolare del bar, che in quel momento si trovava alla cassa, che le aveva chiesto se era il caso di fidarsi in quanto giravano spesso soldi falsi, con estrema tranquillità, l’ha rassicurata dicendole che la banconota in questione era autentica. Non solo. Addirittura le ha indicato come riconoscere una banconota vera, facendole sentire al tatto i rilievi sulla carta.

La barista, continuando ad avere perplessità circa l’autenticità della banconota, dopo aver consegnato lo scontrino e 88 euro di resto alla ragazza che si è quindi allontanata, ha chiesto al marito di verificare la banconota appena ricevuta. L’uomo, accortosi subito che era falsa, senza perdere tempo, si è messo alla guida della sua auto alla ricerca della giovane.

Dopo qualche centinaio di metri, notandola sul Lungomare Italia mentre saliva a bordo di un’Audi 3 nera, l’esercente ha segnalato quanto accaduto ai carabinieri e si è messo all’inseguimento dell’auto.

L’Audi A3, dopo aver percorso un tratto di lungomare in direzione Marina di Montemarciano, ha imboccato il sottopasso e raggiunto la Statale Adriatica in direzione Senigallia. Lungo la SS16 però è stata intercettata dalla pattuglia dei Carabinieri di Marzocca, immediatamente accorsa sul posto, che dopo un breve inseguimento, l’ha bloccata all’altezza del semaforo di Marzocca.

Al termine delle operazioni di identificazione degli occupanti dell’auto, sulla quale viaggiano infatti, oltre la 20enne, un 37enne napoletano che si trovava alla guida e la sua compagna 25enne, anch’essa di Napoli, che si trovava sul lato passeggero anteriore, tutti provenienti dal quartiere Scampia, i militari hanno proceduto con la perquisizione personale della 20enne.

Trovandola in possesso di 185 euro in contanti (autentici in quanto ricevuti come resto) ed uno scontrino di un bar annesso ad un altro stabilimento balneare del Lungomare Italia, dove la giovane, come appurato dai militari nel corso dei successivi accertamenti, aveva pagato con un’altra banconota da 100 euro contraffatta, la 20enne è stata accompagnata in Caserma dove i titolari dei due esercizi pubblici raggirati l’hanno riconosciuta senza ombra di dubbio come colei che aveva speso le banconote contraffatte.

Pertanto, a seguito della regolare denuncia sporta dalle vittime, la 20enne è stata arrestata per i reati di spendita di banconote contraffatte e truffa e trattenuta nelle camere di sicurezza della Caserma. I due accompagnatori napoletani, non essendo emersa nei loro confronti la prova certa della partecipazione materiale alla spendita delle banconote false, sono stati invece denunciati in stato di libertà. Le banconote contraffatte, che riportavano il medesimo numero seriale (U31427596411) sono state ritirate, sottoposte ad una perizia presso un istituto di credito della zona e sequestrate mentre i contanti autentici, ricevuti dalla giovane come resto, sono stati restituiti ai titolari degli esercizi pubblici raggirati.

Giovedì mattina il Tribunale di Ancona ha convalidato l’arresto senza applicare misure cautelari. Le indagini proseguono per verificare se a Senigallia siano state spacciate altre banconote contraffatte appartenenti allo stesso stock.







Questo è un articolo pubblicato il 09-06-2016 alle 17:20 sul giornale del 10 giugno 2016 - 5209 letture

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Graziano Rosponi

10 giugno, 11:09
E daie! "..... senza applicare misure cautelari ...." il che significa che è stata rilasciata assieme ai suoi complici e che potrà, una volta rifornitasi, continuare a truffare. E, anche questa volta, niente foto e niente nomi. Non sia mai che qualcuno la riconosca.




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