Amati sull'approvazione del Ddl sul negazionismo: "Finalmente approvata la norma"

silvana amati 09/06/2016 - "Con l'approvazione definitiva del Ddl sul negazionismo il Parlamento ha finalmente introdotto sanzioni verso chi nega o minimizza accertati crimini di genocidio. Un atto fondamentale per contrastare concretamente atti che continuano a ispirate, sollecitare e incoraggiare gruppi razzisti, xenofobi e antisemiti, perché nella nostra società non sono venute meno le condizioni di allarme sociale che in passato hanno generato orrori".

Lo afferma la senatrice Pd Silvana Amati, prima firmataria del Ddl in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra.

"Una grande soddisfazione per un risultato raggiunto attraverso un lavoro lungo e complesso, iniziato già nel corso della precedente legislatura. Il negazionismo è un abuso di diritto che, come ha chiarito più volte la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, in nessun modo può essere protetto dalla libertà d'espressione. La norma approvata trasmette un messaggio chiaro, che rispetta il significato che riveste la Shoah nella nostra società, affinché simili eventi non possano mai più accadere".





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-06-2016 alle 11:09 sul giornale del 10 giugno 2016 - 1148 letture

In questo articolo si parla di silvana amati, politica

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/axVF


luigi alberto weiss

09 giugno, 13:05
Condivido la sua soddisfazione, senatrice, specialmente perchè si riaffermano i valori dell'uomo e non le convenienze politico-economiche (vedi questione armena per la Turchia che pretende un posto in Europa).
Visto che ci siamo però, che intende fare sul referendum per le riforme costituzionali? Si adegua al partito o rimane coerente al suo impegno passato nei Comitati Dossetti?

Non concordo assolutamente con questo tipo di reato che mina la libertà di pensiero e ricerca. Faccio mie le parole dello storico Luca Alessandrini e l'intervento che segue:

"Secondo Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto Storico sul Novecento “Parri” di Bologna, intervistato su ‘Radio Città Fujiko’, "la legge non tutela dal negazionismo e mette in pericolo la libertà di pensiero e di ricerca scientifica".

Per lo storico si tratta di una norma che mette a tacere le coscienze in un paese: "Figurarsi se, per gli studi che ho fatto, non mi ribolle il sangue di fronte al negazionismo della Shoah, di genocidi o di crimini contro l'umanità ma il punto è che una legge serve solo per mettere a tacere la nostra coscienza, mentre sono anni che abbiamo rinunciato alle politiche culturali, al punto che oggi in Italia non c'è ancora una visione condivisa del fascismo, considerato anche a sinistra una dittatura all'acqua di rose rispetto al nazismo, cosa assolutamente non vera".

"Se cambia il vento e si decide che, per ragioni di equilibri politici, quanto accaduto al confine orientale italiano dopo la Seconda Guerra mondiale è genocidio, benché dagli studi emerga che non possa considerarsi genocidio in senso stretto, andrà in galera chi sostiene che non fu genocidio?", si chiede Alessandrini.

Inoltre, Anna Foa, storica dell'età moderna, durante la trasmissione radiofonica Fahrenheit, di RadioRai 3, afferma che contro il negazionismo "la strada da seguire è quella dell'insegnamento della storia, dell'educazione, non quella dei tribunali".

adesso bastaperme

10 giugno, 09:52
Commento sconsigliato, leggilo comunque




logoEV