La settimana di arte e cinema d’autore al Gabbiano

06/06/2016 - Prima di osservare qualche giorno di riposo per organizzare la tradizionale apertura dell’arena estiva, il Cinema Gabbiano si accinge a concludere la sua programmazione stagionale con un triplo evento (sempre con biglietti disponibili anche online sul sito www.cinemagabbiano.it, cliccando la sezione “Acquista online”).

Si concluderà infatti questa settimana la rassegna dei “mARTEdì – Cattedrali della Cultura” distribuiti da Nexo Digital con “Istanbul e il Museo dell’Innocenza di Pamuk”, che sarà proiettato sia nella serata di martedì 7 giugno (ore 21.15), che nel pomeriggio di mercoledì 8 giugno (alle ore 18.30), sempre con biglietto a 8 euro e ridotti a 7 euro.
Sbarca dunque anche sul grande schermo del Gabbiano la fantastica storia dell’unico luogo al mondo che ha preso vita… da un romanzo: il museo dell’Innocenza di Istanbul è infatti nato dall’immaginazione di un celebre scrittore, il turco Orhan Pamuk. Il “Museo dell'Innocenza” è stato immaginato nel suo primo romanzo scritto nel 2008, due anni dopo aver ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura.

Oggi è divenuto un museo popolato di oggetti reali, che fanno rivivere una grande ossessione d'amore, rappresentando una sorta di santuario laico con le reliquie dell’ossessivo e infelice amore del giovane e ricco Kemal per la commessa Fusun. La collezione è allestita in forma di natura morta in 83 fascinose vetrine di legno (numero pari ai capitoli del romanzo) e i pezzi esposti sono stati in parte raccolti dallo stesso Pamuk nei mercatini, mentre altri sono di pura invenzione. Divenuto ormai meta visitatissima e parte integrante di Istanbul, quel museo è oggi anche protagonista di un film diretto da Grant Gee per celebrare il potere dell’immaginazione di plasmare la realtà che ci circonda. Presentato alle Giornate degli Autori della 72ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, «Istanbul e il Museo dell'Innocenza di Pamuk. Quando l’immaginazione diventa realtà» arriva al cinema nei prossimi due giorni (non a caso: proprio il 7 giugno Pamuk compirà 64 anni) come appuntamento conclusivo del ciclo della Grande Arte al Cinema.

Mercoledì 8 giugno (ore 21.15, biglietto a 6 euro) con repliche anche nei prossimi giorni (comunicate nella prossima programmazione), è invece in programma l’ultimo appuntamento stagionale straordinario, fuori-cartellone, con il cinema d’autore. La pellicola in programma sarà “Fiore”, di Claudio Giovannesi, già noto per “Alì ha gli occhi azzurri”.
Presentato al Festival di Cannes 2016, nella Quinzaine des Réalisateurs, racconta la storia di Daphne, detenuta per rapina in un carcere minorile, che si innamora di Josh, anche lui giovane rapinatore. Ma non potendosi incontrare direttamente, la loro relazione vive solo di sguardi da una cella all’altra, brevi conversazioni attraverso le sbarre e lettere clandestine. Al di là della privazione della libertà, Fiore descrive il riformatorio come ostacolo al desiderio d'amore di una ragazza adolescente, capace di provare un sentimento che infrange ogni legge.

Si tratta quindi di una piccola storia intima, ma non per questo meno complessa e approfondita, ben sviluppata da Giovannesi grazie ad un cast di intensi attori non professionisti, supportati come sempre in maniera eccellente da Valerio Mastandrea. Lo sguardo del regista è lucido, mai banale e capace di schivare la facile pietà per raccontare senza alcuna retorica la difficile condizione di vita dietro le sbarre, specialmente quando si è così giovani.

Domenica 12 giugno (ore 18.30, biglietto a 5 euro) ultimo appuntamento speciale prima dell’apertura dell’Arena Estiva (fine giugno) con lo sconvolgente documentario “Il complotto di Chernobyl – The russian woodpecker” di Chad Gracia. Il documentario, vincitore al Sundance Festival, segue le ricerche dell’artista ucraino Fedor Alexandrovic, colpito direttamente dal disastro di Chernobyl, raccontando l’ipotesi del legame tra la tragedia della centrale nucleare e la Duga, l'antenna che ai tempi della Guerra Fredda doveva interferire con le comunicazioni occidentali e infiltrarle di propaganda sovietica. Ambientato nel bel mezzo della rivoluzione ucraina, lo stesso Fedor Alexandrovic si trova a dover fare una scelta difficile tra lo svelare a tutti ciò che ha scoperto e il rimanere in silenzio per proteggere la sua famiglia. L’artista rievoca il trauma vissuto da bambino a seguito dei fatti di Chernobyl (26 aprile 1986), il più grave disastro nucleare le cui cause furono imputate a errore umano. Convinto che non si sia trattato di un incidente, rabbioso per l'omertà tenuta dalle istituzioni all'epoca e insospettito dall'inquinamento delle prove, ipotizza che l'esplosione del reattore sia stata provocata intenzionalmente da Mosca per disattivare l'inefficiente e costosissimo radar Duga, costruito nelle vicinanze dell'impianto,  individuandone il mandante.

Appuntamento al Gabbiano nelle prossime serate, dunque, come sempre con biglietto acquistabile già da ora anche online.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2016 alle 18:44 sul giornale del 07 giugno 2016 - 532 letture

In questo articolo si parla di cinema, attualità, cinema gabbiano, senigallia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/axOo