Amianto in via Perugio: esposto in Tribunale dell'A.L.A.

06/06/2016 - Il 21 aprile scorso, l’associazione ALA ha segnalato un caso di presenza di amianto sconvolgente a Cesanella di Senigallia. In effetti, in tanti anni di battaglie e segnalazioni per la lotta all’amianto in abitazioni private, una situazione del genere non mi era mai capitata. In un’abitazione privata, ubicata in via Perugino 27c nel quartiere Cesanella di Senigallia, il contesto che si è presentato ai miei occhi è stata a dir poco impressionante.

La casa è praticamente invasa da lastre di amianto vetuste e pericolose, addirittura con fibre di amianto evidenti libere, di lastre in cemento amianto rotte attaccate alla finestra dove dorme un bambino. Una circostanza da terzo mondo, dove un bambino è forzatamente costretto a tenere le finestre della camera costantemente chiuse per evitare conseguenze peggiori dei gravissimi rischi che sta costantemente vivendo. Anche dal bagno, sono attaccate alla finestra lastre in cemento-amianto vetuste e che sarebbero stati da bonificare chissà da quanto tempo.

Tutto ciò, a causa di un capannone che circonda in parte l'abitazione. Sono passate diverse settimane da questa segnalazione, inviata al Direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica ZT4, Giovanni Fiorenzuolo, al Comune di Senigallia ( sindaco Maurizio Mangialardi ed assessore all’ambiente Ilaria Ramazzotti) ed al Comando Carabinieri N.O.E. - Nucleo Operativo Ecologico di Ancona, ma purtroppo fatti concreti non si sono verificati. In considerazione di questo, e soprattutto del fatto che, ad oggi, nessuno ha bonificato il tetto di Via Perugino, prospiciente l’abitazione dove vive una famiglia con dei minori, l'Associazione Lotta all'Amianto di Senigallia ha presentato in data odierna (6 giugno 2016) un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Ancona. L'inerzia del Comune, che come riportato nell'ordinanza sindacale del 9.12.2015 (la nr. 682), conosceva la situazione già dal 2 maggio 2014, le pessime condizioni in cui versa la copertura in amianto, ed il protrarsi della situazione (visto che né la proprietà né le autorità locali hanno proceduto a bonificare) rischia seriamente di rappresentare un pericolo per la salute degli abitanti della zona limitrofa al capannone.

Dal momento che neanche la pubblicazione della vicenda sui maggiori organi di stampa locale sembra aver sortito alcun effetto, l'Associazione si è così rivolta all'autorità giudiziaria. Ora attendiamo ulteriori sviluppi, con la speranza che la collaborazione con gli organi di stampa, possa contribuire ad una maggiore sensibilizzazione verso la problematica, sempre e comunque per la tutela della salute della cittadinanza.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2016 alle 14:58 sul giornale del 07 giugno 2016 - 786 letture

In questo articolo si parla di attualità, amianto, a.l.a.

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