Gli avvocati di Alessandro: "Fantasioso il profilo ricostruito da Chi l'ha Visto?"

05/06/2016 - In relazione a quanto quasi costantemente diffuso dagli organi di informazione, anche e soprattutto televisiva, circa la vicenda giudiziaria riguardante Alessandro P., siamo, nell'interesse ed a tutela dei diritti del nostro assistito e della sua famiglia, a significare quanto segue.

Come riferitoci da Alessandro P., quest'ultimo ed i suoi famigliari: "negano recisamente e con forza tutte le ricostruzione fantasiose andate in onda nella trasmissione televisiva Chi l’ha visto? e, quindi, in ordine di tempo, anche le ultime relative alla puntata del giorno 01/06/2016, in cui una ipotetica professoressa narra di episodi di violenza verosimilmente commessi dal P., alla tenera età di 12 anni e durante la frequentazione scolastica della seconda media, in danno di una ragazzina della stessa età, attraverso atti quali spintoni per buttarla a terra, maltrattamenti ecc., perché costei non lo avrebbe voluto come fidanzato.

Parimenti negano le dichiarazioni della zia di una bambina, che dichiarava che sarebbero stati commessi, nella medesima epoca storica, gli stessi fatti in danno di sua nipote e di una sua amica e, più segnatamente, esplicatisi con pugni allo stomaco. Nega le inverosimili ed assurde dichiarazioni di un ragazzo che gli ascrive, assieme ad altri 5 complici fedelissimi, di essere andato in giro con le mazze da Flintstone - cioè con dei bastoni finti di plastica - sulla cui estremità inferiore del manico sarebbe stata inserita della sabbia, per tutto il pomeriggio, con un passamontagna e a testa bassa, colpendo indiscriminatamente qualunque persona si presentasse davanti. Nega, infine, di aver preso parte all'aggressione materiale nei confronti di una prostituta quando appena maggiorenne ed afferma di essersi costituito spontaneamente, assieme ad un amico, G., in quanto del tutto estranei alla vicenda".

Così pedissequamente riportata la voce del nostro assistito, non possiamo, ancora una volta, manifestare una ferma e totale contrarietà alla anticipata celebrazione mass-mediatica di un processo, in cui si è ora giunti, addirittura, all'assunzione di presunte testimonianze - peraltro su fatti e circostanze estranee all'imputazione - rese da persone neppure identificate, a volto coperto e/o spalle alla telecamera, così come si confaceva, esecrabilmente, a modelli processuali inquisitori, dominati dalla segretezza della procedura, in spregio a qualunque regola di accertamento obiettivo della verità, in palese violazione del principio del confronto dialettico tra le parti e delle garanzie riservate all'imputato, previsti oggi dalla legislazione dei Paesi più evoluti e civili, come il nostro.

Da ultimo e per l'effetto, significhiamo di aver ricevuto incarico di valutare la rilevanza penale contenuta nelle divulgazioni televisive di cui sopra e di perseguire senza indugio, laddove ne emergessero profili di responsabilità, gli autori delle affermazioni lesive della onorabilità, della dignità e del decoro dell' assistito e dei suoi famigliari.

Avv. Massimiliano Cornacchia e Avv. Gilberto Gianni





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2016 alle 10:00 sul giornale del 06 giugno 2016 - 1842 letture

In questo articolo si parla di attualità, avvocati, chi l'ha visto?, Jessica Bertolini, alessandro predieri

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