Al Musinf la Notte dei Musei si è chiusa con l’illustrazione delle carte de visite di Nadar e Disderi

26/05/2016 - Al Musinf la Notte dei Musei si è chiusa con l’illustrazione al pubblico delle carte de visite di Nadar e Disderi. E’ stato il prof. Bugatti, direttore dell’istituzione museale, a richiamare l’attenzione dei visitatori sulle bacheche che raccolgono i materiali fotografici storici appartenenti alla raccolta di Massimo Marchini, che ha messo a disposizione del Musinf alcune sue acquisizioni recentissime, tra cui alcune carte de visite di Disderi e Nadar.

L'attrezzatura per l’esecuzione delle carte de visite era costituita da una fotocamera, dotata di quattro obiettivi, che in un secondo tempo diventeranno otto o anche dodici. Attraverso la molteplicita' degli obiettivi su di un'unica lastra potevano essere riprese quattro, otto o dodici pose, uguali oppure diverse fra loro. Le dimensioni delle foto risultavano assai ridotte, ma il loro costo unitario si abbassava drasticamente in quanto venivano tutte impressionate su una sola lastra al collodio umido. Da questa lastra si potevano ottenere stampe positive di 6 x 9 cm e che vennero montate innovativamente su un economico e funzionale cartoncino rigido con in calce il nome o il marchio dello studio fotografico di produzione. Fu l'economicita' del processo ad assicurare il successo delle carte de visite. Come noto Massimo Marchini, appassionato ricercatore nel settore, ha pubblicato anche  un manuale sulle antiche tecniche.

A chiusura della Notte dei Musei 2016 il prof. Bugatti ha fatto notare l'importanza nella formazione dei giovani fotografi della conoscenza della storia e delle tecniche fotografiche. Nella sua visita guidata il prof. Bugatti è partito da un aneddoto raccontato da Nadar nel suo libro "Quand j'etais photographe", che descrive la notorieta' ed il successo raggiunto dalle carte de visite di Disderi. Si deve a Nadar la narrazione del fatto che Napoleone III alla testa delle sue truppe, mentre stava partendo da Parigi per la campagna d'Italia del 1859 in occasione della seconda Guerra d'Indipendenza, passò davanti allo studio di Disderi al n. 8 di Boulevard des Italiens. Nell’occasione addirittura fece fermare l'esercito per entrare nello studio di Disderi per farsi fotografare, ritenendo opportuno diffondere cosi' la sua immagine fra soldati e alleati. Lo studio di Disderi era conosciuto come "Il palazzo della Fotografia".

Fu proprio questo fotoritratto dell'imperatore, che lancio' il fotografo verso un immenso successo economico. Successo che nel 1862 lo indusse ad aprire un nuovo atelier a Parigi, dove eseguire ritratti equestri. La vita di André Adolphe Eugéne Disderi, che  era di origini italiane, è stata davvero avventurosa. Era nato a Parigi il 28 marzo 1819. Dopo alcune fallimentari avventure si era avvicinato alla fotografia provenendo dall'esperienza pittorica. Nel 1854 aveva aperto lo studio al n. 8 del Boulevard des Italiens a Parigi. Contemporaneamente aveva chiesto il brevetto per una sua invenzione fotografica, la "carte de visite", caratterizzata da nuove modalita' di ripresa fotografica. La borghesia e la nobilta' parigina si fecero travolgere da questa moda e Disderi, nel giro di alcuni anni allargo' lo studio, giungendo ad impiegarvi un centinaio di persone.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2016 alle 18:48 sul giornale del 27 maggio 2016 - 403 letture

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