Incidente sulla Clementina, il fratello di Lorenzo Marasca: 'Aiutateci a chiarire alcuni punti interrogativi'

25/05/2016 - Il dolore aumenta a dismisura anziché arrestarsi. Il tempo curerà pure le ferite ma quelle mortali sono impossibili da rimarginare soprattutto a cinque giorni di distanza dalla morte di un fratello amato, adorato.

Massimiliano Marasca ha 28 anni, è il fratello maggiore di Lorenzo, morto lunedì scorso in un caldo pomeriggio di metà maggio, in un incidente sulla Clementina, la strada che collega Chiaravalle alla Rocca. Proprio alla Rocca era diretto Lorenzo: aveva finito il suo turno di lavoro al distributore dell’Ipersimply di Chiaravalle e stava tornando a riabbracciare Sara, la fidanzata. Il fratello maggiore non sa darsi pace.

“Si deve andare avanti – dice Massimiliano – ma è difficile: per la nostra famiglia è un colpo durissimo. E ci sono punti interrogativi che vorrei fossero chiariti. Discordanze nelle testimonianze che ho sentito. Chi dice che Lorenzo correva, chi dice che invece stava procedendo a velocità normale, testimoni che non si trovano e che invito a farsi avanti se sanno qualcosa di preciso. Non mitomani ma solo quelli che davvero sanno e che potrebbero chiarire la dinamica di un incidente che per me è ancora avvolto un po’ nel mistero e nei dubbi. Possono cercarmi a Marina di Montemarciano dove mi conoscono tutti”. Ci sono elementi che non convincono Massimiliano Marasca.

“C’è una telecamera sulla rotatoria all’uscita di Chiaravalle e c’è un autovelox qualche centinaio di metri prima della curva della casa cantoniera e so che mio fratello lì non viaggia veloce perché teme di prendere la multa. Poi mi chiedo perché la sua Smart è finita nel campo sulla destra rispetto al senso di marcia visto che la curva di solito spinge fuori dall’altra parte? E’ come se in senso opposto procedesse una macchina che stava stringendo la curva e per evitarla mio fratello abbia ancora stretto di più”.

Massimiliano, che lavora alla Conerobus, è di poche parole. “Non vogliamo pubblicità anzi siamo molto riservati ma mi spinge il desiderio di chiarezza. Mio fratello Lorenzo amava i motori e le auto sportive e veloci ma non era uno scavezzacollo. Era attento, prudente. La Smart non era sua ma di un suo amico che gliela aveva prestata per qualche giorno visto che Lorenzo stava scegliendo una macchina nuova”.

Massimiliano è rimasto commosso anche dall’enorme testimonianza di affetto che la famiglia ha ricevuto durante il funerale del fratello. “Lorenzo era amato da tutti, dai suoi amici, dai giovani ma anche dagli anziani che lo conoscevano. Ci sta cadendo il mondo addosso e ancora non possiamo crederci: ecco perché vorrei la verità sull’incidente e vorrei sgombrare il campo dai tanti dubbi che mi assillano sulla morte di mio fratello”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2016 alle 15:52 sul giornale del 26 maggio 2016 - 9888 letture

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Ciao Massimiliano, io posso provare a risponderti, da appassionato di motori e da guidatore di 2 e 4 ruote fin da bambino, per quanto riguarda la questione dell'uscita di strada a destra, ovvero nel senso opposto a quello che si pensa.
Quando in una curva si perde aderenza, per qualsiasi causa (velocità eccessiva, fondo scivoloso...), può succedere che durante la sbandata si riesca ad acquistare di nuovo aderenza mentre il mezzo è intraversato, in quel caso spesso il veicolo riprende velocità, senza controllo però, nella direzione opposta a quella della sbandata.
Non è facile da spiegare a parole, per farti capire con un esempio, prova a guardarti il video (facilmente reperibile in rete) dell'incidente in cui perse la vita il povero Marco Simoncelli, la curva era a destra, la moto ha perso aderenza iniziando a scivolare verso sinistra, poi ha riacquistato aderenza riprendendo la marcia senza controllo verso destra.
A mia moglie è successa la stessa identica cosa con il ghiaccio, curva a sinistra, leggera sbandata a destra e poi uscita di strada a sinistra, per fortuna senza conseguenze per la bassissima velocità e perché non c'erano ostacoli.
Spero di esserti stato utile,
sentite condoglianze.