Il caso delle mense vegane finisce a Matrix: Mangialardi, "Se ne riparla a settembre". Foto e video

25/05/2016 - Il caso delle mense vegane finisce a Matrix. La protesta di un gruppo di genitori vegani, che nelle scorse settimane aveva protestato per il no del Comune alla richiesta di introdurre menù differenziati per i bambini vegani nelle mense scolastiche, è stato oggetto di un servizio andato in onda martedì sera su Canale 5.

Il servizio ripercorreva la vicenda dei genitori delusi per la risposta del sinda e della Giunta alla richiesta di introdurre menù vegani a scuola. Nella motivazione il sindaco Mangialardi aveva spiegato l'impossibilità di introdurre menù differenziati, eccetto quelli richiesti da disposizioni mediche, anche perchè questo avrebbe comportato un incremento dei costi delle mense scolastiche a carico della collettività.

Nel servizio genitori e una nutrizionista vegana sostenevano "la salubrità della dieta vegana" con anche alcuni bambini, figli di genitori vegani, che sostenevano di sentirsi "più leggeri a fine pasto" non mangiando carni "dei nostri amici animali". Ai microfoni di Matrix il sindaco Mangialardi replica. "La richiesta avanzata a settembre da parte di un gruppo di genitori vegano non era attuabile -spiega il sindaco- c'è un tempo per tutto e ci sarà un tempo per affrontare anche questa tematica. A fine anno scolastico c'è un comitato mensa che si riunisce e che deciderà".

Sul fronte opposto, quello dei gentitori di bambini "carnivori", c'è aria di tempesta. Molti genitori infatti, al rischio di incappare in ulteriori incrementi dei costi delle mense (già tra i più alti con 5 euro a pasto) si dicono pronti a dare battaglia contro "personalizzazioni dei menù nelle scuole".

Qui il video del servizio







Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2016 alle 00:43 sul giornale del 26 maggio 2016 - 4814 letture

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luigi alberto weiss

25 maggio, 11:33
Voglio augurarmi che il sindaco (o chi per lui) sia così intelligente da munirsi di un parere medico specialistico, a cominciare da quelli di un vero nutrizionista e di un vero pediatra, prima di cedere a pressioni elettoralistiche. La scuola, come istituzione pubblica, deve preoccuparsi della salute degli alunni, al di là di ogni tornaconto.

Concordo in pieno con Luigi, niente da aggiungere. ;)

Io, tranne le esigenze sanitarie, toglierei qualsiasi diversificazione di menù.
Se non mangi certe pietanze per convinzioni personali (religione e simili...) sono problemi tuoi e non della collettività.

Io sono per i menu alla carta. Bambino, che vuoi oggi, passatelli di mare o gnocchi ai 4 formaggi?




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