Bancarotta, arrestato noto imprenditore delle spiagge

25/05/2016 - Mercoledì 25 maggio la Guardia di Finanza di Pesaro ha arrestato un noto imprenditore fanese e denunciato 16 persone nell'ambito dell'operazione "Ultima Spiaggia". Bancarotta fraudolenta il reato a suo carico. Perquisizioni e sequestri in venti aziende.

Stefano Cordella è un noto imprenditore fanese di 48 anni, già titolare di società che operano nel settore dei call center, della pubblicità, della ristorazione e della gestione di spiagge a Fano e Senigallia. Mercoledì mattina è stato condotto in carcere su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Pesaro con l'accusa, stilata nel rapporto delle Fiamme Gialle, di "bancarotta a fini di lucro per perseguire vantaggi personali, lasciando senza lavoro decine di ignari dipendenti". Il processo investigativo, portato avanti dal Nucleo di Polizia Tributaria pesarese, è iniziato lo scorso anno seguendo le vicende di due aziende pubblicitarie che vendevano liste di nomi da contattare tramite call center a società di servizi per la fornitura di luce gas e telefonia. Piccolo particolare: le due aziende sono state dichiarate fallite nel luglio 2013 dal Tribunale di Milano e nel luglio 2015 dal Tribunale Pesaro. Gli agenti hanno scoperto che Cordella, pur non apparendo tra i nominativi, ne era l’amministratore e gestiva la contabilità e i rapporti con le banche. Stando ai dati pubblicati dalla Finanza, l'imprenditore avrebbe occultato, con costanti prelievi dai conti correnti, somme per oltre 6,3 milioni di euro in circa 3 anni. Le indagini patrimoniali hanno permesso di scoprire che i continui prelievi di denaro erano dirottati, in gran parte, su conti correnti personali e utilizzati per mantenere un elevato  tenore di vita in famose località turistiche, ristoranti di lusso e la residenza in uno dei più noti palazzi storici del centro di Fano. Una parte è stata anche usata per foraggiare nuove società. Al fine di eludere i controlli venivano utilizzati nomi simili per le varie aziende costituite e fallite nel tempo: prima dell'insolvenza, le sedi erano trasferite in altre province cambiando amministratore, quasi sempre un "prestanome nullatenente" - spiegano gli agenti - che acquisiva le quote societarie.  Oltre all’arresto di Cordella e alla denuncia di 16 persone, la Guardia di Finanza ha perquisito venti società con sede a Fano, Senigallia, Rimini, Padova, Milano e Sant’Angelo in Vado, nonché le abitazioni dei soggetti coinvolti, sequestrando documenti bancari contabili e informatici.





Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2016 alle 11:43 sul giornale del 26 maggio 2016 - 12254 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Francesco Gambini

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