Gli avvocati di Alessandro: ''È estraneo a tutte le accuse''

20/05/2016 - In merito a quanto sta apparendo, quasi quotidianamente, sulla stampa locale marchigiana, circa la vicenda giudiziaria riguardante Alessandro P., siamo, nell'interesse ed a tutela dei diritti del nostro assistito e della sua famiglia, a rimarcare quanto segue.

​In primo luogo, non possiamo non rammentare come, in un Paese civile come il nostro, qualunque persona debba considerarsi non colpevole, finché non intervenga una sentenza definitiva di condanna, sicché il nostro assistito, ad oggi, deve ritenersi del tutto innocente. ​Invero, non è con il sensazionalismo, con lo strepitus fori e con la parzialità dei giudizi che è possibile arrivare alla verità dei fatti, perché la giustizia – quella vera – è solamente quella che si raggiunge all'esito di un equilibrato confronto processuale, nel rispetto dei canoni dell'epistemologia giudiziaria.

​Vi è comunque di più, perché al di là dei principi giuridici, l'estraneità di Alessandro P. ai reati contestatigli è suffragata, in concreto, dalle dichiarazioni rese dalla presunta persona offesa, Jessica Bertolini, la quale – non è mai abbastanza sottolinearlo – non solo disconosce tale qualifica processuale, ma, altresì, sostiene apertamente l'assoluta infondatezza delle accuse mosse dalla di lei famiglia di origine nei confronti di suo marito, Alessandro P. ​Al riguardo, va fortemente enfatizzato come tali affermazioni totalmente liberatorie – fatte pervenire dalla Sig.ra Jessica Bertolini all'Autorità giudiziaria a mezzo di un ampio memoriale già nel mese di ottobre del 2015 (giacché mai prima di allora neppure il Pubblico Ministero titolare delle indagini aveva richiesto una sua formale audizione sui fatti di causa) – siano state precedute ed accompagnate (in allegato) da una consulenza psichiatrica a firma del Dr. Michele Sanza (Direttore Unità Operativa Dipendenze Patologiche Azienda USL di Cesena), alle cui visite la Sig.ra Jessica Bertolini si sottoponeva spontaneamente, la quale attesta la piena capacità di intendere e di volere della stessa Sig.ra Bertolini e, soprattutto, la sua assoluta attitudine a determinarsi liberamente nelle proprie scelte di vita, senza che constino condizionamenti o influenze da parte del coniuge. ​In definitiva, la Sig.ra Jessica Bertolini, con le proprie dichiarazioni, ribadite risolutamente anche davanti alle telecamere della trasmissione “Chi l'ha visto?”, ha inteso sottolineare – ancora una volta – la sua intenzione di poter vivere liberamente la propria vita con Alessandro P., senza subire ostracismi da parte della famiglia di origine o di qualunque altra persona, avendo infatti la stessa Sig.ra Jessica Bertolini asserito – dietro specifica domanda della giornalista della citata trasmissione televisiva – di non sentirsi per nulla in pericolo, ma, anzi, di amare suo marito, Alessandro P. e di vivere felicemente con lui.

​Su un altro versante – e prima di concludere – non possiamo sottacere la sofferenza che, in maniera dignitosa, sta patendo la famiglia di Alessandro P., la quale, oltre a vivere il costante patema per la complessa vicenda giudiziaria che riguarda il nostro assistito, si è trovata ingiustificatamente esposta allo sbrigativo discredito di una parte dell'opinione pubblica, nonostante la famiglia P., da sempre, conduca un'esistenza all'insegna dell'onestà, del rispetto per le persone e della dedizione al lavoro.

Al riguardo, nello specifico, dobbiamo rimarcare l'assoluta buona fede del Sig. B. P. (padre del nostro assistito), il quale, lungi dall'aver affermato circostanze inverosimili – così come sembra essere emerso su qualche organo di informazione –, altro non faceva che riportare fatti già patrimonio del processo, poiché se è certamente vero che l'inserimento della Sig.ra Jessica Bertolini in una comunità avveniva per ordine del Tribunale per i minorenni, non è men vero che tale decisione veniva assunta proprio dietro impulso della famiglia di origine della moglie del nostro assistito così come si evince espressamente dall’esposto a firma degli stessi coniugi Bertolini, quale atto genetico della vicenda processuale a carico del nostro assistito.

Da ultimo, s’intende portare a conoscenza che tutti i componenti della famiglia di Alessandro P. non tollereranno più alcun tipo di attacco diffamatorio nei loro riguardi e che non esiteranno a tutelare i loro diritti dinanzi alle competenti Autorità Giudiziarie.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2016 alle 00:10 sul giornale del 21 maggio 2016 - 5278 letture

In questo articolo si parla di cronaca, avvocati

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tex53 Utente Vip

21 maggio, 14:08
Nell'Italia dei processi televisivi nulla di strano che la verità venga chiamata diffamazione...