A.L.A.: un convegno sull'amianto con tante belle chiacchiere

17/05/2016 - Nei giorni scorsi, si è tenuto a Senigallia un convegno da titolo “Amianto: è ancora un pericolo in città?” organizzato dall’ordine dei chimici delle Marche e dal consiglio nazionale dei chimici. A riguardo, l’ALA, unica associazione operante dal 2004 su tutto il territorio nazionale e con un occhio particolarmente attento alla realtà marchigiana e senigalliese, intende porre all’attenzione alcune considerazioni.

D’altra parte, come riportato dalla stampa locale, la lotta all’amianto è ben nota nella città di Senigallia, impegnata da tempo in operazioni di bonifica. Ma un ruolo definitivo spetta alla definizione di norme sul piano nazionale. Durante il dibattito svoltosi lo scorso 14 maggio al San Rocco, la presidente del consiglio nazionale dei chimici, Nausicaa Orlandi, ha affermato che “Si attendono disposizioni e regolamentazioni per predisporre un testo unico che consenta alle professioni tecniche ed intellettuali di fornire il proprio contributo di competenza”.

A tal proposito, l’ALA suggerisce di leggere più attentamente la Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 10 dicembre 1994 dove, il ministero della sanità – nel decreto ministeriale 29 luglio 1994 – indica “l’attuazione delle direttive CEE (numeri 89/677, 91/173, 91/338 e 91/339) recanti rispettivamente l’ottava, la nona, la decima e l’undicesima modifica della direttiva CEE (n. 76/769) per il riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissioni sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, ai sensi dell’art. 27 della legge 22 febbraio 1994, n.146. Nel decreto ministeriale 5 settembre 1994 – indica “l’elenco delle industrie insalubri in cui all’art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie. Nel decreto ministeriale 6 settembre 1994 – indica “normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell’impiego dell’amianto. Non mi risulta inoltre che le Marche siano una delle poche regioni ad aver censito la presenza di eternit (lastre in cemento amianto Sacelit Senigallia) ed il fenomeno dell’amianto nei centri urbani.

Lo dimostra il fatto che, da anni, l’ALA effettua a seguito di segnalazioni continue di cittadini di Senigallia, denunce agli organi istituzionali e sanitari sulla presenza di siti da bonificare. Mi preme inoltre sottolineare che, durante il convegno del 14 maggio al San Rocco, non si è parlato nella giusta misura del problema salute che sta colpendo Senigallia con le mortalità e le malattie di mesoteliomi, asbestosi e tumori vari derivanti da amianto in progressivo aumento. Malattie che, solo a Senigallia, hanno causato centinaia di decessi e che purtroppo continueranno a salire sino al picco dell’anno 2030. Come non si è parlato dell’acqua potabile che passa nei tubi di amianto.

E soprattutto che, spesso, si tratta di vecchie condutture dell’acqua potabile in cemento amianto. Ovviamente non è stato nemmeno spiegato al pubblico, che le disposizioni per la sicurezza, stabiliscono certificazioni di controllo sullo stato di conservazione dei tubi di cemento amianto. In effetti, se questi rimangono interrati, possono invece logorarsi ed inquinare le falde acquifere. L’associazione ALA si batte da sempre anche per questa problematica ed ha chiesto, in diversi casi specifici segnalati sul territorio, di essere messa a conoscenza se tale operazione di controllo sia stata correttamente eseguita. Anche e soprattutto perché, in caso contrario, ci si troverebbe di fronte ad un rischio gravissimo per la salute dei cittadini.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2016 alle 17:50 sul giornale del 18 maggio 2016 - 755 letture

In questo articolo si parla di attualità, amianto, a.l.a.

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