Jessica Bertolini a Chi l'ha Visto? difende il marito: "Sono felice, a picchiarmi era mio padre"

Jessica Bertolini 12/05/2016 - Ha deciso di rompere il silenzio e ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Chi l'ha Visto, andata in onda nella puntata di mercoledì sera.

Jessica Bertolini, difende a spada tratta Alessandro Predieri, il 29enne, oggi suo marito, rinviato a giudizio con le gravi accuse di riduzione in schiavitù, istigazioni al suicidio e violenza sessuale reiterata. Nelle scorse puntate in trasmissione, su Rai Tre, erano intervenuti i genitori di Jessica Marco e Sandra Bertolini, assistiti dall'avvocato Roberto Paradisi, che hanno denunciato gli anni di violenza che sarebbero stati subiti dalla figlia quando era ancora minorenne fino anche al tentativo di suicidio. In studio in quella circostanza c'era anche un'altra ragazza, ex fidanzata di Alessandro, che al processo sarà assistita dall'avvocato Domenico Liso, che ha dichiarato di aver subito le stesse gravi violenze che i genitori contestano ad Alessandro.

Jessica, nella sua intervista, sostiene che le accuse contro Alessandro sono infondate e a sbagliare sono i genitori. "Sono una ragazza felice, che ha degli hobby, sono molto soddisfatta della vita -ha detto Jessica- mio padre sostiene quelle accuse perchè vuole la separazione da Alessandro. Mio padre ha sempre tenuto comportamenti irrazionali. E' sempre stato autoritario, in casa ognuno doveva stare ai suoi comodi, a casa si doveva fare tutto quello che voleva oppure ci insultata e ci picchiava".

A Pasqua 2009 Jessica tenta il suicidio. Secondo l'accusa sarebbe stato Alessandro ad istigarla a farlo come prova d'amore. "I miei genitori mi impedivano la frequentazione con Alessandro, io mi ero lasciata da tre giorni ma non glielo volevo dire per non dargli soddisfazione -replica Jessica- ho fatto un gesto dimostrativo ingerendo la tachipirina. Mio padre in ospedale mi ha preso a schiaffi e pugni provocandomi echimosi perchè si vergognava del gesto che avevo fatto"

La famiglia Bertolini, in studio, replica. "Non ho mai toccato mia figlia con un dito -dice Marco- le ho dato un solo schiaffo nel luglio 2013, una sola volta di cui mi ricordo la data per il male che mi ha fatto". Jessica quando era fidanzata con Alessandro e minorenne si era trasferita per un periodo dagli zii e anche loro raccontano della relazione problematica e violenta con il fidanzato riferendo di segni evidenti sul volto. "Non ho mai avuto occhi neri -insiste Jessica- anche loro hanno paura di mio padre e fanno quello che dice lui. Mio marito non mi ha mai messo le mani addosso".

Jessica trascorse anche un periodo in Comunità durante il quale fece un esposto contro Alessandro, dopo aver denunciato le violenze agli psicologi. "L'ho fatto perchè i miei genitori in quel periodo mi riferivano cose brutte di Alessandro screditandolo, riferendomi fatti non veri. Volevano farmi il lavaggio del cervello". Al ritorno a Senigallia lei è maggiorenne, si sposa con Alessandro e chiude i rapporti con tutti, anche il fratello Simone. "E' dalla parte loro e non mi ha mai difeso". Jessica insiste sulla normalità del rapporto con il marito e mostra foto della loro quotidianità. "Alessandro è eccezionale -dice- non ho assolutamente paura di lui. Io lavoro e nel tempo libero cucino, esco con gli amici. Lui ora non lavora e i genitori di Alessandro, dove abitiamo, ci aiutano. Sono assolutamente felice ma lo sarò di più quando i miei genitori la smetteranno. Lo hanno descrtitto come mostro sociale invece è un angelo".

Simone, fratello di Jessica, l'ha incontrata per strada con un collare ortopedico 15 giorni fa e si era preoccupato. "Ho fatto un incidente fuori dal lavoro -dice Jessica- ho tamponato con la macchina". Simone in diretta lancia un appello.  "Faccio un appello a tutti quelli che conoscono Predieri, tutti lo conoscono per fatti negativi e li invito a farsi avanti. Lui la manovra, lei si è imparata a memoria quello che deve dire".

Jessica ne ha anche per la madre Sandra. "Ho trovato una foto (pubblicat sotto ndr) di mia mamma piena di lividi. Ho visto con i miei occhi mio padre che picchiava mia madre". La mamma replica. "E' assurdo, in quella foto non ci sono echimosi da percosse. Figuriamoci". Anche Simone ribadisce che in famiglia non ha mai visto il padre alzare le mani nè sulla madre nè sulla sorella.

"Il plagio è arrivato alla perfezione -aggiunge l'avvocato Roberto Paradisi- Jessica non parla, è Alessandro a farlo. L'avvocato difensore (Cornacchia ndr) parla di un memoriale presentato da Jessica. In questo memoriale emerge un complotto contro la ragazza di tantissime figure, padre, famiglia, commissariato di Polizia di Senigallia, responsabile della comunità, presidente del Tribunale dei minori, servizi sociali del comune, di un'altra ragazza che ha denunciato Alessandro e di un'altra ancore che non se l'è sentita dopo tante violenze subite. Jessica non va creduta, va protetta".

"Noi scheletri nell'armadio non ne abbiamo -conclude Marco Bertolini- altrimenti ci saremmo battuti per otto anni? Avremmo potuto abbandonarla, invece noi abbiamo sempre detto solo la verità. Noi non dobbiamo tappare ogni bugia con un'altra bugia".







Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2016 alle 00:01 sul giornale del 13 maggio 2016 - 37442 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, chi l'ha visto?, articolo, Jessica Bertolini

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A questo punto sarà la magistratura a dirci dove sta la verità. Però speriamo non ci metta i soliti 10 anni per dircelo.

luigi alberto weiss

13 maggio, 08:23
Trovo questa spettacolarizzazione eccessiva da ambo le parti e non ne comprendo il fine. Avrei lasciato tutto nelle mani degli avvocati per quello che è il corso giudiziario della vicenda, considerato tra l'altro che la ragazza è abbastanza maggiorenne e perciò teoricamente capace di scegliere quello che meglio crede per sè. Capisco il sentimento dei genitori, ma probabilmente esiste un momento in cui bisogna prendere atto delle cose, pur se ciò è doloroso.

tex53 Utente Vip

13 maggio, 13:02
Sono d'accordo con Weiss... questa spettacolarizzazione di una cosa che si sarebbe dovuta svolgere nel segreto di un'aula di tribunale è letteralmente abominevole e vomitevole. Non mi risulta a mente che nessun altro caso a meno di omicidi o morti ammazzati abbia tanta risonanza sui media. Come dici bene la ragazza maggiorenne fa quello che vuole, purtroppo i genitori invece di prenderne atto, come avrebbero fatto tutti gli altri genitori del mondo, stanno cercando un capro espiatorio che paghi anche per le loro colpe e hanno scatenato questa nefasta gogna mediatica, che sta causando danni soprattutto alla loro stessa figlia. Quello di Weiss è l'unico commento assennato che ho sentito fino ad ora, spero che prima o poi tutto rientri in una aula dove sarebbe dovuto rimanere dall'inizio. Certo però che anche i giornali con quel poco che succede a Senigallia ci sono andati scandalosamente a nozze...

luigi alberto weiss

13 maggio, 16:51
Grazie del sostegno Tex53. Un solo pensiero sui giornali e l'informazione in generale, comprese certe trasmissione Tv che si sostituiscono a polizia giudiziaria e magistratura: da tempo i giornali hanno perso la loro autorevolezza, non avendo più giornalisti consapevoli del proprio ruolo e coscienti della necessità di non essere semplici megafoni di qualcuno, ma di professionisti cui spetta il dovere di valutare attentamente le notizie che hanno nelle mani, anche in ragione dei tanti documenti deontologici che sottoscrivono.