Serra de' Conti: lettera aperta alla comunità da un ex residente

Comune di Serra de' Conti 05/05/2016 - Non so da che parte iniziare quanto vorrei esprimere, ma proverò a farlo per come meglio posso. Dopo diversi anni, forse troppi, sono tornato in questa terra, dove ho avuto modo di vivere e lavorare in una parentesi della mia vita, nel corso della quale sono stato ben accolto e dove ho conosciuto persone aperte, dedite al lavoro con passione e competenza.

Ho avuto modo di sviluppare amicizie e rapporti umani improntati sul rispetto, sulla disponibilità e sul dialogo, senza distinzione alcuna tra soggetti diversi, appartenenti anche a classi sociali differenti. Di questa comunità mi è rimasta impressa la laboriosità, l’unione e la collaborazione che esisteva e che esiste molto probabilmente anche oggi, anche se l’asprezza dei tempi che viviamo adesso, potrebbe aver mitigato questo valore. Dopo diverso tempo vedo che anche qui la crisi ha inesorabilmente intaccato molte attività economiche, delle quali diverse sono state costrette a chiudere, mentre altre tirano avanti con evidenti difficoltà.

Da osservatore esterno percepisco che alcuni meccanismi di questa comunità si sono inceppati e che l’intraprendenza di un tempo rischia di essere sopraffatta dallo sconforto, dalla rassegnazione. I giovani imprenditori sembrano non essere in grado di raccogliere l’eredità delle aziende create dai loro familiari. Questo clima di oblio lo si percepisce anche dall’aspetto estetico di come si presenta l’abitato, che non sembra più curato come un tempo, con strade che chiedono di essere sistemate, giardini in disordine, marciapiedi poco curati, mura castellane deturpate dalla presenza di una folta vegetazione spontanea. E questo non è bene, perché per affrontare la crisi e riconvertire le attività economiche in difficoltà, non basta ritornare all’agricoltura, ma occorre sviluppare anche un’offerta turistica in grado di produrre reddito e valorizzare il territorio.

Ecco perché, da osservatore esterno che ha debiti di riconoscenza verso questa Comunità e senza alcun spirito polemico, mi permetto di suggerire che è necessario e doveroso invertire la tendenza nel modo di fare. La differenza tra fare bene o male è soggettiva, ma vedo che ora che si preferisce non fare…..





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2016 alle 21:36 sul giornale del 06 maggio 2016 - 735 letture

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