Incendio alla So.di.Co: escluso il dolo. Ecco chi è la "regina" della cosmesi da 40 milioni di euro

05/05/2016 - Ad appena tre giorni dal devastante rogo che ha distrutto il capannone di stoccaggio della So.di.Co. Srl, l'azienda ha ripreso l'attività e nel giro di due settimane la produzione arriverà ad una operatività del 95%.

Una risposta celere e rassicurante quella arrivata dalla proprietà di una delle aziende leader in Italia e all'estero per la produzione e commercializzazione di cosmesi per il corpo. E in attesa della relazione finale degli investigatori circa le cause dell'incendio, l'azienda esclude l'ipotesi del dolo.

“Attendiamo la perizia dei Vigili del Fuoco ma escludiamo il dolo -spiega l'avvocato Corrado Canafoglia- Non sono mai arrivate minacce né intimidazioni. Piuttosto le cause dell'incendio si circoscriverebbero ad un problema dell'impianto elettrico o del fotovoltaico”. Nel capannone di via Guidi, in affitto e andato completamente distrutto, erano stoccate le merci in attesa di spedizione della Union Cosmetics, una dei tre rami di cui si compone il mini-impero che fa capo alla famiglia Colomboni. La So.di.Co., che fa capo al fondatore Lauro, commercializza i prodotti in Italia e in 44 paesi nel mondo, mentre la Union Cosmetics, di cui è amministratore il figlio Matteo e dove lavora anche la figlia Claudia, e la Diamond International si occupano rispettivamente della produzione e della produzione di profumi.

Il tutto per un fatturato di 40 milioni di euro, che ha visto un aumento del 200% negli ultimi due anni, e che impiega circa 220 dipendenti. I prodotti della So.di.Co. sono sugli scaffali di tutta la grande distribuzione e tocca brands come Walt Disney, Mascalzione Latino, Warner Bros, Winx, Vitalcare, fino alle innovative linee biologiche che hanno conquistato grosse fette di mercato (come la prima strisce depilatoria totalmente bio e biodegradabile). Il rogo ha intaccato le merci della Union Cosmetics ma il danno, di circa 3,5 milioni di euro solo di materiali, grazie anche alla totale copertura assicurativa, è stato ben sopportato dall'azienda. “La solidità dell'azienda non è stata intaccata da questo incidente” -sottolinea l'avvocato Canafoglia.

“La produzione non si è mai arrestata del tutto, è stata solo rallentata utilizzando alcuni giorni di ferie per i dipendenti -continua Lauro Colomboni- i fornitori hanno capito la situazione e così abbiamo potuto reggere il colpo”. Preoccupazione principale dell'azienda, oltre alla produzione, la salute pubblica. Per questo parallelamente alle indagini che sta effettuando l'Arpam e che richiederanno alcuni giorni prima dell'esito, l'azienda di propria iniziativa ha fatto eseguire campionamenti su aria, acqua e terreni scongiurando così il rischio di emissioni tossiche.

“Attendiamo i riscontri dell'Arpam ma già gli esiti delle nostre analisi dicono chiaramente che nella combustione non sono state rilasciate sostante tossiche -rassicura Matteo Colomboni- del resto i materiali andati bruciati non presentavano elementi di criticità. Ora proseguono i controlli da protocollo ma su questo aspetto possiamo ci sentiamo di tranquillizzare”. In effetti nell'ultima ordinanza emessa dal comune e attualmente in vigore, è stato ridotto a tre chilometri il raggio di distanza dal rogo per il divieto di utilizzo di prodotti dell'orto e anche il divieto di balneazione ha solo scopo precauzionale, come previsto dai protocolli e in attesa dei risultati delle analisi dell'Arpam.







Questo è un articolo pubblicato il 05-05-2016 alle 23:30 sul giornale del 06 maggio 2016 - 6148 letture

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