Rifondazione sul caso dell'alunno disabile: "Impegniamoci per i diritti dei nostri figli"

Rifondazione Comunista 04/05/2016 - A scorrere la stampa o i giornali on line Senigallia sembrerebbe la città dell’ impegno civile e della solidarietà, ognuno ad esibire il suo gran cuore, perfino la Lega Nord vuol essere diversa che altrove, tanto da organizzare una raccolta alimentare per stranieri, ovviamente “regolari” (non si può chiedere l’impossibile).

Poi un episodio, piccolo, un disguido come qualcuno magari lo considera, e appare un’altra amara realtà. Alcuni giorni fa alla scuola Marchetti un bambino disabile è stato costretto a rinunciare alla gita scolastica. Motivo? L’autobus previsto non aveva la pedana funzionante per il sollevamento della carrozzina. La prudenza degli insegnanti è stata encomiabile? Ecco, noi non la pensiamo così, questi hanno piuttosto perso l’occasione per una straordinaria lezione di civiltà per tutti se semplicemente avessero annullato la gita e invitato gli altri bambini a riflettere su un mondo a misura di abili ed efficienti , che spinge alla competizione e che vorrebbe lasciare gli ultimi a terra.

In una scuola pubblica, nel 2016, con un bando per l'aggiudicazione di tali trasporti datato ottobre 2015, con una "vantata" sensibilità e competenza di un Istituto definibile storico a Senigallia, sede del CTI, con tanto di referenti e GLI (Gruppo di Lavoro per l'Inclusione) non è accettabile una superficialità simile che per il ragazzino in questione è piuttosto una discriminazione bell'e buona! Questo episodio rivela la superficialità con cui si vivono le solidarietà esibite in questa città, che non lasciano tracce nel senso comune, fosse la burocratica preoccupazione di non prendersi la responsabilità di far salire il bimbo, che l’insensibilità dell’“avanti si vada”. Le soluzioni potevano essere diverse. E diversa doveva essere la reazione della Dirigente, che altro non ha fatto che pensare ad una ulteriore gita, come se il senso di umiliazione di un ragazzino si cancelli col "chiodo scaccia chiodo".

E allora premiamo queste capacità con la "buona scuola", con il bonus docenti in mano ad un "uomo/dirigente" solo al comando che ne pregerà chi? Chi, per noi, da venerdì alla Marchetti di certo non se lo merita. Del resto questa città non aveva già mancato di testimoniare la sua falsa coscienza, vedi i fondi ridotti agli interventi per i disabili perché non si potevano decurtare quelli per le ludiche manifestazioni estive. In fondo mentre altrove si celebrano i figli illustri qui ci si fregia nei cartelli stradali quale città del jamboree, nell’indifferenza per i rifugiati ospitati (con i termosifoni spenti in pieno inverno) nel leggiadro e ridente Hotel Lory, in assenza di politiche sociali inclusive, e nell’indifferenza per la marea di lavoro nero che sta dietro il “miracolo turistico”. Forse non “è dai particolari che si giudica un giocatore”, ma dai dettagli se soprattutto avvengono in una scuola, si può giudicare il livello civile di quella che si considera la classe dirigente della città. Vorremmo essere smentiti, sentire il Sindaco e pensare che il consiglio comunale apra un confronto aperto con i cittadini.

Forse migliorerebbe la città più che i simboli papali con i quali adornare Piazza del Duomo. La scuola, insieme con il lavoro, sono gli argomenti cari a Rifondazione che per questo già da settimane, collabora come presenza attiva alla raccolta firme per i referendum sociali in tutta la regione e anche a Senigallia, a difesa dei nostri diritti, dei nostri figli che vanno a scuola, del nostro ambiente! Ricominciamo a farci i fatti nostri.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-05-2016 alle 16:34 sul giornale del 05 maggio 2016 - 528 letture

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