Il titolare della So.di.Co. Lauro Colomboni: "Sicurezza dei cittadini e ripresa dell'attività le priorità"

Lauro Colomboni 03/05/2016 - L'incidentio scoppiato nella notte tra lunedì e martedì ha completamente distrutto il capannone dove erano stoccate alcune merci della So.di.Co. srl, azienda leader nel mercato nazionale nella produzione e commercializzazione di prodotti per detersione, igiene personale e depilazione.

Un fatturato costantemente in crescita con un indotto di circa 250 dipendenti. Una sede centrale in via Foce del Fiume Cesano e vari stabilimenti utilizzati per lo stoccaggio delle merci pronte per essere spedite anche all'estero.

Il rogo che ha distrutto lo stabile di via Guidi, affittato dalla Union Cosmetics, ha provocato un danno di almeno 4 milioni di euro. Ieri mattina il titolare dell'azienda, Lauro Colomboni, rientrato proprio due giorni fa da una fiere in Medio Oriente, era comprensibilmente provato ma con grande senso di responsabilità il suo primo pensiero è stato per la sicurezza pubblica.

“E' stato un brutto colpo ma bisogna reagire e rimboccarsi immediatamente le maniche -afferma Colomboni- le nostre priorità ora sono due: la salute dei cittadini e la ripartenza dell'attività. Sul primo fronte stiamo collaborando al massimo con le autorità e comunque le sostanze presenti all'interno del capannone non sono tossiche ma ovviamente bisogna controllare gli eventuali effetti della combustione. Sul fronte del lavoro, anche se siamo riusciti a salvare una minima parte dei prodotti, per un valore di circa 100 mila euro, il nostro obiettivo ora è ripristinare il packaging per non provocare rallentamenti e danni alla produzione”.

Sul fronte delle possibili cause dell'incendio, Colomboni, affiancato dall'avvocato Corrado Canafoglia, nega ogni possibile avvisaglia che possa far pensare ad un atto intimidatorio precisando di “non aver mai ricevuto minacce o quant'altro che possa far pensare ad un atto mirato”. “D'altra parte -aggiunge l'avvocato Canafoglia- lo stabile e la merce sono assicurati e il capannone era dotato di tutti i sistemi anticendio e rigorosamente a norma. Al momento non sono stati trovati elementi attribuibili ad un autocombustione ma occorrerà aspettare i prossimi giorni per l'evoluzione delle indagini”.







Questa è un'intervista pubblicata il 03-05-2016 alle 23:55 sul giornale del 04 maggio 2016 - 2155 letture

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