Amati (PD): "A due anni dall'alluvione al lavoro per erogare i fondi per la fase 2 dell'emergenza"

silvana amati 03/05/2016 - Nel secondo anniversario dei drammatici eventi alluvionali che hanno colpito la nostra città, torno a fare il punto della situazione sulla base delle informazioni ora disponibili.

Rispondo, così, anche al Consigliere comunale Sartini, al quale peraltro avevo già risposto, e che potrà collaborare alla riuscita di questa difficile impresa attraverso i canali che saprà anche lui mettere in campo, se ritiene, nel rapporto con il Governo e con le istituzioni coinvolte. Ogni collaborazione istituzionale è certamente utile, se si lavora per il comune obiettivo di trovare soluzioni concrete ai problemi della gente. Sono stata fin da subito e sono ancora capofila e coordinatrice dei senatori e deputati del mio Partito che, nei mesi scorsi, hanno chiesto con costanza al Governo di reperire le risorse necessarie a far fronte anche alla fase 2 delle emergenze. Continuo a seguire con determinazione l'iter, tenendomi quotidianamente in contatto con tutte le istituzioni coinvolte. Come è ormai noto, con la Legge di Stabilità è stato identificato uno stanziamento una tantum di 1.5 miliardi di euro per la fase 2 delle emergenze.

Queste risorse sono destinate ai cittadini e alle imprese, sulla base delle ricognizioni dei fabbisogni completate, come nel caso di Senigallia, per le emergenze riconosciute dal 2013 a livello nazionale. Si parla di finanziamento agevolato perché Governo e ABI sottoscriveranno un'apposita convenzione e i contributi saranno erogati direttamente dalle banche. Una scelta che dovrebbe rendere più facile l'erogazione delle risorse, non dovendo transitare nei bilanci delle pubbliche amministrazioni interessate o richiedere ulteriori adempimenti burocratici. Il procedimento è articolato e complesso, ma è stato già efficacemente testato nel processo di ricostruzione dopo il sisma dell’Emilia del 2012. Gli Uffici della Protezione Civile nazionale, su richiesta diretta, hanno nuovamente confermato che il cittadino e l’impresa che beneficeranno del contributo non dovranno, naturalmente, restituire nulla. Sarà lo Stato a rimborsare il finanziamento direttamente alle banche, attraverso il credito di imposta. Gli stessi Uffici, la scorsa settimana, hanno incontrato i rappresentanti del MEF, che dovranno ora stabilire i criteri di gestione del meccanismo. Una volta concluso il lavoro, il Consiglio dei Ministri ripartirà la cifra stanziata in misura proporzionale ai danni rappresentati nelle ricognizioni dei fabbisogni, definendo il tetto massimo delle risorse destinabili a ciascuno dei contesti emergenziali. Sulla base di questa ripartizione, secondo la procedura prevista, i Commissari delegati dovrebbero poi essere chiamati a trasformare le ricognizioni effettuate in veri e propri elenchi di beneficiari, che possano recarsi in istituti bancari identificati per ricevere il finanziamento a loro spettante.

Come già chiarito, sarà naturalmente lo Stato, non il beneficiario, a rimborsare il finanziamento alla Banca. Ci sono ancora aspetti operativi che il MEF sta approfondendo in questi giorni, alcuni dei quali sollevati dalla protezioni civile, altri dalle istituzioni locali ed altri ancora dagli stessi cittadini danneggiati. Sono consapevole del fatto che, per chi ha subito un danno, è importante avere una risposta precisa. Appena le procedure saranno del tutto concluse e la delibera di merito assunta dal Consiglio dei Ministri, sarà mia cura darne tempestiva comunicazione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-05-2016 alle 17:33 sul giornale del 04 maggio 2016 - 587 letture

In questo articolo si parla di attualità, silvana amati

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/awwi


La burocrazia rallenta tutto, condiziona tutto e tutti. Accelerare un iter è impossibile. D'altronde la burocrazia è gestita da burocrati che vivono di questo o, per meglio dire, il loro lavoro vive di burocrazia. Più lenti si va e "più si lavora". E più "pressioni" per completare il lavoro si ricevono e più potere acquisisce la burocrazia ed i burocrati. E nessuno fa nulla per accelerare quello che dovrebbe essere un iter normale ed accettabile. Ma così va in Italia e continuerà an andare avanti così per sempre. Ai voglia a parlare di semplificazione. Infatti quando si parla di semplificazione mi vengono i sudori freddi. Ed in effetti di semplificazione non se ne vede assolutamente. D'altronde, per quanto sopra detto, la burocrazia ed i burocrati perderebbero il loro potere se, realmente, si semplificassero le procedure. E' dai tempi dei romani che ciò accade. E sta bene a tutti. O almeno alla maggior parte dei cittadini. Lo vogliamo dire il perchè? Anche perchè grazie agli iter difficilmente controllabili (poco trasparenti?) prolificano il il malaffare e la corruzione. E questo piace a tutti quelli che su questo hanno fondato la loro "ricchezza".

luigi alberto weiss

04 maggio, 17:25
Con tutti i ministri, viceministri, sottosegretari e... sottopancia vari che bazzicano costantemente le Marche (ad esempio giovedì 5 maggio Morando o nei giorni scorsi il sempre "assiduo" Nencini), la senatrice fa appello alla collaborazione di tutti per arrivare a un risultato che di doveva ottenere in un lampo visto che dipendeva da un'emergenza di proporzioni immani?