Genitori chiedono il vegano nelle mense scolastiche: è scontro con il Comune

29/04/2016 - Rendiamo pubblica questa email dove il Sindaco di Senigallia rifiuta un menú vegano a un gruppo di famiglie che lo richiedono, violando la Costituzione nel diritto alla salute (art. 32 della Costituzione), diritto alla non discriminazione (art. 3 della Costituzione), diritto dei genitori a decidere l'educazione dei propri figli, specie su temi etici (art. 2 e 21 della Costituzione).

E contravvenendo alle "Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolatica" proposte dal Ministero della Salute che a pag. 22 cita testualmente "Vanno assicurate adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali".

Tutto questo accade alla fine dell'anno scolastico in corso, quando la domanda è stata presentata all'inizio dell'anno. Inoltre le motivazioni addotte sono alquanto confuse: si parla di troppe nuove tendenze alimentari da soddisfare come i LOCATARIANI o gli ECOTARIANI (si tratta di gruppi di consumatori catalogati dal mercato per ragioni meramente statistiche e inesistenti ai fini pratici), oppure di MACROBIOTICI e CRUDISTI (che esistono da moltissimi anni, ma sono stili alimentari sconsigliati in età pediatrica).

Nei comuni limitrofi, grandi o piccoli (Ancona, Jesi, Chiaravalle, Serra de' Conti, per citarne alcuni) È CONTEMPLATO IL MENÙ VEGANO. 
Ricordiamo inoltre che il numero dei bambini vegani è in netto aumento ed è uno stile alimentare considerato salutare e vantaggioso rispetto a quello onnivoro dall'ADA (American Dietetic Association; 2015).
 
Il Comune di Bologna ha infatti provveduto creando 2 possibili scelte di menù scolastico: onnivoro (il più salutare, biologico, locariano ed ecotaariano possibile) e vegano (dove rientrano non solo vegani, ma anche vegetariani, musulmani, induisti, intollleranti al latte...), essendo i due tipi di menù ormai più richiesti.

Indipendentemente dalle abitudini alimentari o dalle scelte etiche di ciascuno è un abuso negare un diritto laddove la legge lo sancisce.
È ritenuta una violazione dei propri diritti da parte di queste famiglie, almeno quanto potrebbe esserlo obbligare dei bambini musulmani al consumo di maiale o impedire il catechismo a dei bambini cattolici (per rendere l'idea di quanto sia forte l'impatto psicologico per chi ha fatto questa scelta).

Come famiglie continuiamo a credere nella scuola pubblica e nel cambiamento di questo paese. 
Con la speranza che le istituzioni comprendano meglio le ragioni di questi cittadini e che si aprano al dialogo per trovare insieme una soluzione, attendiamo un esito favorevole a questa vicenda.

Nel volantino la risposta del sindaco
 

da Carla Tomasini
gruppo di genitori vegani




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-04-2016 alle 10:37 sul giornale del 30 aprile 2016 - 6159 letture

In questo articolo si parla di politica, cibo, mense scolastiche, vegani, Carla tomasini

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Commento modificato il 29 aprile 2016

Ho sempre pensato che ciascuno debba essere libero di mangiare quello che vuole, senza per questo denigrare chi non la pensa come lui come purtroppo ho visto in diversi casi (non qui).
Posto questo, non conoscendo nello specifico quali menù siano proposti e come, mi viene da pensare se in futuro non sia meglio integrare il menù presente aggiungendo altre pietanze "vegetariane-vegane" (si lo so, non sono la stessa identica cosa, ma per gran parte si) senza per questo avere un menù specifico ad hoc.
Personalmente infatti sono convinto sia un grave errore avere menù differenziati, proprio per non incorrere in differenziazioni a livello scolastico tra gli studenti: per esempio 4 tipi di primi, 4 tipi di contorni, di secondi piatti etc... per ogni singolo giorno, mandando la lista la settimana precedente (o prima), come fanno talune mense private coi clienti.
Riterrei molto meglio avere un menù unico con una certa ampiezza di proposte tra cui scegliere piuttosto che menù separati, ed ognuno sceglierebbe quello che vuole.

Roberta Pinto

30 aprile, 12:57
Il sano principio di una alimentazione variata e ricca e' universalmente riconosciuto, qualsiasi sia il nostro stile alimentare.
Quindi seppure sia effettivamente impossibile creare un meno diverso per ogni stile alimentare e' altrettanto vero che la ricchezza dell'alimentazione dovrebbe essere la base del menù scolastico.
Fino ad ora a chi sceglieva per qualsiasi motivazione, religiosa etica o medica, di avere un menù speciale di fatto la proposta è' stata sempre quella di togliere alcuni alimenti dal menù tradizionale e ripetere con più frequenza quelli rimasti.
Questo è estremamente sbagliato.
Additare come esasperato e estremista ogni tentativo di diversificare la dieta dei nostri figli e' un atteggiamento molto pericoloso, proprio ora che stiamo per rinnovare il contratto per la fornitura dei pasti per i prossimi anni.
Si potrebbe invece rinegoziare anche in base a questa esigenza del menù vegano che risponde a tantissime esigenze e quindi adattarci a quelli che sono gli stili alimentari delle città più all'avanguardia , come naturalmente Senigallia ambisce di essere.

angelo pagliarani

01 maggio, 09:29
quanto è sentita questa esigenza? ovvero quanti sono quelli che chiedono un menù così particolare? se conosciamo anche di che grandezze parliamo forse è anche più facile dare un giudizio

Secondo me il punto è un altro: il "pubblico" non può fornire un servizio personalizzato per ogni bambino (a meno che non ci siano motivazioni mediche specifiche, tipo allergie a prodotti specifici o cose simili) perché non se lo può permettere. Il pubblico deve fare mangiare decentemente ed uguale per tutti i bambini punto è basta. Chi ha necessità particolari "dovute a motivi medici" deve essere autorizzato a portarsi da casa il proprio cibo, a quel punto chi è autorizzato può farsi far da mangiare come gli pare anche da Mauro Uliassi tutti i giorni.

Per completezza di informazione, questi bambini costretti ad essere vegani, come si sono alimentati fino ad oggi nelle scuole di Senigallia? Saltano i pasti, si portano il pasto da casa...