Ostra Vetere: Codias dopo il convegno “Stati Uniti d’Europa: per una casa comune ed accogliente”

Giuseppina Codias 25/04/2016 - Riflessioni personali di ritorno dal convegno “Stati Uniti d’Europa: per una casa comune ed accogliente” alla presenza del Vice Presidente del parlamento Europeo On. David Sassoli e del Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini, sabato 23 aprile 2016.

La Politica, a mio avviso, deve prendere atto che la soluzione per tutte quelle persone che fuggono dai loro Paesi a causa della guerra, della fame e delle persecuzioni, non può essere l’Europa. La ricollocazione e il reinserimento in Europa non può essere la soluzione duratura al problema dell’immigrazione bensì una misura temporanea. E’ necessario invece, collaborare con i Paesi di provenienza di queste persone in modo tale da affrontare a monte la questione immigrazione. E’ necessario che l’Europa tutta vari misure concrete che impediscano di fatto la partenza di queste persone per viaggi troppo spesso carichi di rischi. Ma è soprattutto necessario, che l’Unione Europea affronti le cause profonde del fenomeno e non fomenti guerre come accade in Siria dove i paesi occidentali hanno imposto sanzioni e minacciato guerra al legittimo (non come il nostro) governo di Assad. In Iraq o in Afghanistan dove assistiamo ai tragici effetti della “Guerra al Terrorismo” di George Bush oppure in Kosovo dove l’aggressione della Nato ha procurato effetti catastrofici. E guarda caso quelli appena menzionati sono proprio gli Stati da dove provengono la maggior parte dei richiedenti asilo politico che arrivano in Europa.

E ancora… vogliamo parlare delle multinazionali petrolifere americane, europee e asiatiche che sfruttano i ricchi territori africani causando frequenti disastri ambientali che obbligano decine e migliaia di persone a lasciare i Paesi d’origine in cerca di protezione umanitaria perché vittime della violenza e dell’inquinamento che ha reso impossibile il sostentamento storico per quelle popolazioni generati dal traffico del petrolio. Il furto delle terre e il colonialismo del XXI secolo. A partire dal 2000 contiamo oltre 1600 accordi di acquisizioni di grandi porzioni di terre per un totale di 60 milioni di ettari, come se ogni giorno venisse espropriata una porzione di terreno più grande di Roma. Le conseguenze sociali di tale fenomeno sono: povertà, erosione di culture ed economie locali, minacce alla sicurezza alimentare e all’ambiente coinvolto.

Allora, e concludo, facciamoci si carico di quelle persone che partite dai loro Paesi d’origine fuggono da guerre e persecuzioni nella consapevolezza però che tale soluzione da sola non sia sufficiente ma necessiti di provvedimenti urgenti di cui si facciano carico tutti i Paesi membri dell’Unione Europea.


da Giuseppina Codias
consigliere di minoranza



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2016 alle 18:17 sul giornale del 26 aprile 2016 - 599 letture

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