Nuova mostra di Mario Giacomelli a Tolosa

23/04/2016 - Lo Château d’Eau di Tolosa, polo fotografico francese di prestigio internazionale, fino al 29 maggio dedica a Mario Giacomelli una significativa esposizione.

L’evento, curato e presentato da Katiuscia Biondi, nipote dell’artista, nasce dall’importante occasione editoriale costituita dall’uscita di un nuovo libro fotografico, curato dall’Archivio Giacomelli di Sassoferrato e che ha raccolto proprio i 50 scatti presentati nella mostra allo Château d’Eau di Tolosa. L’evento è intitolato  Mario Giacomelli, “je ne fais le photographe, je ne sais pas le faire” (edizioni Contrejour). Il libro e la mostra spiegano, attraverso una precisa selezione e messa in sequenza delle opere fotografiche, come Giacomelli sia stato un geniale artista capace di  usare la fotografia per compiere un percorso esistenziale di avvicinamento al reale.

Le 50 fotografie esposte allo Château d’Eau, dalle serie più datate, come Spoon River (1968/73) e Motivo suggerito dal taglio dell’albero (1967/69), alle opere della maturità, sono caratterizzate da un alto grado autobiografico e intimista. Complessivamente risalta particolarmente come nell’ultimo decennio della sua attività Giacomelli, attraverso l’autoscatto, abbia posto poeticamente il suo stesso corpo al centro del meccanismo scenografico. Con successo continuano intanto anche le mostre di Mario Giacomelli al Museo di Sens (Orangerie) e al Museo di Roma (Palazzo Braschi, in Piazza Navona).

 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2016 alle 15:03 sul giornale del 26 aprile 2016 - 1209 letture

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luigi alberto weiss

26 aprile, 08:53
Ho visto il progetto del Museo di Federico II voluto da Francesco Merloni e Gennaro Pieralisi e per un momento ho sognato che lo stesso possa accadere a Senigallia per il Museo Giacomelli, lasciando da parte le inerzie politiche e burocratiche. Ma qui dove sono imprenditori così lungimiranti e intelligenti da fare a meno del "coinvolgimento" del solito circuito di politicanti (Regione, Comune, Ministero) e mettere mano al portafoglio per quel famoso museo della fotografia destinato alla divulgazione e alla storia (non il solito spazio per "esperti" più o meno accreditati).