La bella scienza: selezione di edizioni scientifiche tra ‘500 e ‘700 nelle raccolte della Biblioteca

22/04/2016 - Le biblioteche sono state nei secoli vere e proprie Arche di conoscenza che, come il ben noto sacello biblico, hanno avuto il compito di custodire il “verbo”, la parola scritta, a beneficio della conoscenza di pochi iniziati.

Che cosa è rimasto di tutto questo nell’era di internet, del trionfo dell’immagine sulla parola, della televisione, degli strumenti multimediali e interattivi, del progressivo diffondersi dell’e-book in cui si compie una vera e propria mutazione genetica del libro stesso? La mostra intitolata “La bella scienza” allestita ora dalla Biblioteca Comunale Antonelliana vuole tentare una parziale risposta a questa domanda. I libri un tempo ricercati dagli studiosi o comunque da una ben definita categoria di addetti ai lavori, sono ancora lì, sofferenti forse un poco per le ingiurie del tempo, ma disponibili, catalogati e schedati, a far bella mostra di sé su scaffalature idonee a proteggerli dai parassiti, pronti ad affrontare ancora il cammino per le generazioni che verranno.

Osservando infatti i bei volumi ora estratti dai magazzini ci si rende conto che questo patrimonio non è destinato più solo ad una sparuta schiera di eletti. Il confronto con le conoscenze scientifiche attuali, le stupende incisioni che mediano i contenuti, il carattere divulgativo che molte di queste edizioni hanno, le competenze che si sono generalmente diffuse insieme alla scolarizzazione, rendono queste opere ormai meritevoli dell’interesse o della semplice curiosità del vasto pubblico.

La mostra delle edizioni scientifiche che vanno dal XVI al XVIII secolo conservate dall’Antonelliana, proprio per voler essere un’iniziativa essenzialmente didattica, non ha certo i caratteri della esaustività. I volumi esposti rappresentano infatti solo una piccola esemplificazione di quanto la biblioteca conserva nei suoi archivi. La selezione è stata comunque attenta nel rappresentare le varie materie, come l’astronomia, la medicina, la matematica, le scienze naturali. Che si tratti di vere e proprie rarità (solo per citarne alcune: i trattati di astronomia del Piccolomini, il trattato sugli astrolabi del cosmografo Ignazio Danti, la relazione del Reame del Congo di Pigafetta, oppure il trattato di ornitologia con le incisioni del Tempesta e del Villamena), esempi notevoli di arte della stampa oppure di manuali di agevole consultazione, questi libri ci danno la misura del progredire delle scoperte scientifiche con l’affermarsi del metodo galileiano.

L’esposizione non tralascia però di citare anche alcune opere divulgative soprattutto nel settore della medicina, della geografia, delle scienze naturali, come testimonianza di un fenomeno molto diffuso di semplificazione delle discipline a beneficio dei “fanciulli studiosi” o comunque di un pubblico meno erudito.

La mostra, che verrà aperta al pubblico presso l’Emeroteca della Biblioteca Antonelliana a partire da sabato 23 aprile, nella ricorrenza della Giornata mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, inserita tra le manifestazioni del Maggio del Libro 2016, sarà liberamente visitabile fino al 21 maggio durante il consueto orario di apertura della struttura (dal lunedì al venerdì 9-19, sabato 8,30-13,30).





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-04-2016 alle 16:09 sul giornale del 23 aprile 2016 - 444 letture

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