Volley: Paradisi sulla scomparsa di Marco Fratini, 'Qui tutto è “pieno” di Marco'

18/04/2016 - Tra i tanti, ho un ricordo fisico di Marco: il lungo e poderoso abbraccio dopo la prima promozione in serie “C” ad Offida della prima squadra della US. Dopo l’ultimo punto e la gioia di un traguardo storico, ci siamo cercati istintivamente.

Non c’era solo “pallavolo” in quel gesto. C’erano anime affini che si incontravano e si stringevano. C’era una granitica amicizia, una condivisione di vita, la consapevolezza di aver costruito, con i ragazzi – i nostri ragazzi – qualcosa di più grande di una vittoria sportiva. Perché Marco inseguiva un sogno: quello di insegnare ai ragazzi, attraverso lo sport, i principi non negoziabili della vita. Ed insegnava l’atteggiamento di chi non si arrende di fronte alle difficoltà. Marco lo ripeteva spesso: “la pallavolo mi ha insegnato a non arrendermi mai, a essere disposto al sacrificio con tanta sofferenza”.

Credetemi, aveva recentemente detto alle ragazze della prima squadra, “questo mi è servito nello sport ma soprattutto mi sta servendo tuttora nella vita”. Parole, conoscendo la sua storia, da far tremare i polsi, perché non si trattava di un monito astratto ma del suo reale atteggiamento quotidiano. Un atteggiamento con il quale ha sfidato, fino all’ultimo minuto, la sua malattia. Qualcuno ha detto che Marco, alla fine si è arreso. No, non è vero. Io ero lì, vicino a lui, vicino alla sua meravigliosa famiglia quando la morte lo ha rincorso con troppa tenacia. Marco non si è arreso. Come un guerriero alle Termopili, ha combattuto fino all’ultimo respiro. E’ caduto combattendo. Non arrendendosi. Questo è Marco. Ecco perché invito tutti a non lasciarsi andare oggi ad alcune frasi di rito sul “vuoto” che lascia Marco. Marco non lascia nessun vuoto, perché tutto è “pieno” di Marco.

Il nostro palazzetto (dove Marco ha anche fatto montare, nelle ultime settimane, un impianto acustico donando le sue casse professionali); la nostra panchina dove, fino a che continuerò a sederci, continuerò a girarmi alla mia destra e a chiedere a Marco, nei momenti più difficili, “cosa facciamo adesso?”; la sua casa, dove ogni oggetto parla della sua dolcezza, del suo estro di artista (perché Marco era anche questo), della sua poliedricità, del suo granitico senso di famiglia. “Pieno” di Marco è il suo ambiente di lavoro, dove è stato un punto di riferimento eccezionale e rigoroso. Ma “pieni” di Marco sono soprattutto i cuori di chi lo ha conosciuto. Perché se un uomo non è solo carne e sangue, ma spirito, idee, insegnamenti, anima … Marco è oggi non presente ma presentissimo. Ho toccato con mano la dedizione totale che, in questi anni e in questi ultimi mesi, la sua Gabriella gli ha dimostrato. Ma era Marco che dava forza a tutta la famiglia e agli amici. Era Marco che, anche nei momenti più bui, tranquillizzava tutti e ripeteva di non preoccuparsi perché lui non mollava.

Anche una settimana fa, durante l’ultima partita di campionato della prima squadra femminile della nostra US, ancora una volta è stato Marco a far scattare di nuovo la forza che si era assopita nella nostra, anzi nella “sua” squadra (perché ci teneva ad ogni ragazza come a una figlia). E’ bastato un messaggio dal telefonino, “La US non molla mai”, per restituire energia vitale alle ragazze. Quella stessa energia che in lui, giorno dopo giorno nel fisico – e solo nel fisico – si spegneva, era capace invece di trasmetterla agli altri con la forza di un ciclone. Le ultime parole di Marco alle ragazze, registrate in un messaggio vocale pochi minuti dopo l’ultima vittoria che sanciva la promozione in serie “C” della squadra, sono state queste: “Spero di potervi abbracciare presto tutte, insieme ai grandi dirigenti e al grande coach. Oggi vi ringrazio, mi avete dato tanta felicità. Grazie davvero”. Oggi ci abbracciamo Marco, come desideravi tu. Ci rivediamo in panchina.

Roberto Paradisi







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2016 alle 23:09 sul giornale del 19 aprile 2016 - 1229 letture

In questo articolo si parla di pallavolo, attualità, sport, senigallia, u.s. pallavolo Senigallia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/av2E


Roberto Garbin

19 aprile, 07:08
Grande persona Marco, me lo ricordo quando ero giovane e pur non giocando a pallavolo, sentivo parlare del suo futuro come giocatore ad alti livelli, dei suoi risultati sportivi, rimanendo comunque sempre una persona con i piedi per terra




logoEV