Vivi Senigallia: sì al referendum per salvare il nostro mare

Trivelle 14/04/2016 - Il prossimo 17 aprile i cittadini saranno chiamati ad esprimersi con il voto sul referendum che riguarda le concessioni in essere per le trivellazioni in mare.

Vivi Senigallia ricorda che il referendum è uno degli strumenti della nostra democrazia: votare non è solo il modo per sostenere le proprie convinzioni, ma è anche la via per salvaguardare i fondamenti del nostro sistema democratico e dare nuova forza alla partecipazione. Vivi Senigallia auspica che l’appuntamento referendario possa diventare un momento di grande partecipazione democratica per raggiungere il quorum e ribadire che nell'assenza di un vero piano energetico nazionale, il futuro energetico del nostro Paese, non può essere affidato a fonti energetiche esauribili e inquinanti, che ostacolano lo sviluppo di nuovi settori economici sostenibili e innovativi.

Oggi più che mai è necessario investire sulle risorse rinnovabili e tutelare le principali ricchezze di cui il nostro territorio dispone: il mare, il patrimonio paesaggistico, il turismo, l’ambiente e la pesca di qualità. Votare Sì al referendum abrogativo del 17 aprile evidenzia un grande rispetto verso il mare e il nostro territorio ma soprattutto verso la salute dei cittadini. Vivi Senigallia lo sosterrà con il SI al referendum abrogativo domenica 17 aprile.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2016 alle 09:55 sul giornale del 15 aprile 2016 - 965 letture

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Condivido pienamente l'invito ad andare a votare per appunto "sostenere le proprie convinzioni" ma per poter ognuno sostenerle deve avere da parte di TUTTE le forze politiche, specie di chi sostiene l'attuale governo locale, ottenere informazioni le più complete ed obiettive possibili e possibilmente scritte alla portata di tutti.
Non condivido invece il resto dell'articolo, cioè l'indicazione al voto in quanto contrasta con quanto avede detto sopra.

Approfitto, visto che parlate male delle fonti fossili, di porvi questa domanda: quando ad esempio è iniziato il percorso che doveva essere virtuoso della raccolta differenziata perchè invece di fare una forte campagna richiamando alla responsabilità civica ed ambientale il cittadino nel portarsi dietro il riciclabile quando va a fare la spesa depositandolo in apposite aree comode e ben studiate vi siete subito attaccati al PETROLIO per alimentare i camion che ogni giorno girano per vari comuni con fermate porta a porta ? Quando fate eseguire lavori sulle strade, ponti ecc... come pensate che vengano alimentati i mezzi meccanici ? Potrei andare all'infinito e pensate che a breve si potrà fare altrimenti ?

Quindi guardiamoci in faccia e non diamo false illusioni ai cittadini e quindi eviterei.
Concludo dicendovi che se voterete SI, lunedì non vi dovete permettere di fare il pieno alla vostra auto, di accendere la caldaia a casa vostra e dovete avere la garanzia che l'energia che usate anche di notte provenga al 100% da fonti rinnovabili......perchè è troppo facile farsi vedere puliti ai cittadini dicendo NO a tutto e lasciare lo sporco lavoro a chi invece, nonostante tenesse più di voi all'ambiente ed alla salute del cittadino, si prende la responsabilità, suo malgrado, di accettare che queste piattaforme lavorino ancora per noi fino a TRAGHETTARCI a fonti GRATUITE e rinnovabili ma che ancora oggi non sostenibili.

A disposizione

paolofiore

Caro Paolo Fiore,
credo lei, come la maggior parte di chi non va a votare, non ha capito su cosa si vota.

SI VOTA SULLì'EVITARE CHE LE CONCESSIONI PER I POZZI ENTRO LE 12 MIGLIA ABBIAMO DURATA "A VITA".

In poche parole, non chiude nessun pozzo, non vengono toccati i pozzi oltre le 12 miglia, fino alla scadenza della concessione.

In altre parole, le concessioni PER I POZZI ENTRO LE 12 MIGLIA torneranno ad essere quelle del settembre 2014.

Ne più, ne meno.

Il petrolio e il metano continueranno ad essere estratti, nessuno verrà licenziato, non ci saranno problemi di disponibilità, non ci saranno aumenti del costo del carburante.

Secondo me, voi del NO al voto, soffrite di seri problemi; non capite quello che leggete.

In democrazia si va a votare, soprattutto considerando quello che è costato, in termini di sangue, il diritto al voto.

Non andare a votare perchè si vuol lasciare mando libera ai pozzi (entro le 12) "a vita" non è, esattamente, segno di intelligenza.

E' come dire NON CI VOGLIONO PIù LE AUTORIZZAZIONI PER COSTRUIRE LE CASE, HAI IL TERRENO, COSTRUISCICI PURE QUELLO CHE TI PARE.

Si chia "DEREGOLAMENTAZIONE", tolgono la necessità dei permessi.

Ecco quello che sta facendo Renzi, sta facendo diventare l'italia (e il mare) un far west.

Ecco quello che volete voi, e non c'entra niente le sciocchezze sulle "caldaie" e le "rinnovabili".

Voi confondete l'amore con lo stupro, cari boicottatori, e non ve ne siete manco accorti.

Secondo me è lei davide che non ha capito quanto ho scritto, e forse è una mia colpa e lo ribadisco:
invito ad andare a votare in base alle informazioni oggettive e reali (se si riescono ad ottenere) tagliando fuori i discorsi dei SI e dei NO in quanto, essendo una forma pubblicitaria che io vieterei almeno due mesi prima del referendum; lasciando al singolo cittadino la scelta ma basandosi sulla REALTA'.....VERITA'.

In merito poi a quello che si vota mi sembra che lei non abbia capito o fa finta di non capire per suo tornaconto (magari lavora nelle rinnovabili)..... nel caso vincesse il NO la durata della concessione è a FINE GIACIMENTO e non a VITA ....rilegga bene per cortesia. Mi scusi, lei se fosse il petroliere, pagherebbe dipendenti ed altro per non estrarre nulla ? Quello che invece va fatto che una volta finito il giacimento e quindi la concessione, che sia chiaro, bisogna obbligare a smantellare la piattaforma e stia tranquillo che non ci sarà nessun far west.
Conosco bene come funzionano le concessioni statali le quali richiedono anche fideussioni bancarie per coprire costi di smantellamento o altro nel caso in cui non venga eseguito da parte del petroliere (tipo fallimento della società).
I centri revisione privati, per esempio, che hanno in concessione appunto la revisione dell'auto per conto dello Stato, devono concedere una fideussione allo Stato di ben 150.000 euro per coprire l'eventuale rischio alquanto remoto nel caso in cui il privato scappi con i soldi spettanti allo Stato, circa 10 euro a vettura revisionata. Nonostante la fideussione lo Stato al privato gli ha fatto spendere ulteriori soldini per far si che non possa revisionare quell'auto se prima telematicamente non abbia versato i 10 euro. Questo per farvi capire che se uno vuole può tutelarsi senza problemai e le regole ci sono basta farla rispettare.

Quindi si informi meglio lei e soprattutto faccia ragionamenti logici con le indicazioni che le ho appena scritto.

Sempre a disposizione

paolofiore