Dacia Maraini incontra gli studenti del liceo Medi

12/04/2016 - A circa una settimana dalla riapertura dell'Aula Magna, il liceo Medi può dirsi ha ospitato Dacia Maraini, una delle intellettuali italiane più famose nel mondo. Scrittrice, saggista e sceneggiatrice, con oltre trenta opere letterarie e settantacinque teatrali, è annoverata tra gli autori di punta della letteratura italiana contemporanea.

Presenti all'incontro, tenutosi ieri, alcune classi del nostro liceo, i docenti, il dirigente Daniele Sordoni, l'assessore alla cultura Simonetta Bucari e il maestro di teatro Mauro Pierfederici.

«Per me, l'incontro con i giovani è oramai una vocazione» - ha detto la Maraini. «Sono le scuole come le vostre che, attraverso la cultura, vi rendono cittadini civili e responsabili». E cittadini del mondo, ha specificato subito dopo la Maraini, soprattutto nel nostro istituto. Da anni, infatti, il liceo Medi, attraverso numerosi progetti e gemellaggi, ha a cuore la cittadinanza mondiale, l'internazionalizzazione, una realtà oramai innegabile.

«Il mondo non è più riconoscibile per piccole identità, piccoli stati, isolati, autonomi. Il mondo ora è un agglomerato. È da qui che nasce la globalizzazione: certamente costruisce un ponte di comunicazione tra le nazioni, ma alimenta la competizione» - ha spiegato Dacia. «Proprio per questa ragione bisogna puntare all'eccellenza: le conoscenze generiche non aiutano, ora come ora, non qui in Italia. La specializzazione vi consente di sapere sempre più degli altri».

A renderci veri cittadini, però, sono anche le storie, dal teatro ai romanzi: una proprietà collettiva, ancor più antica della scrittura. «Capisco che è arrivato il momento di scrivere un libro perché i personaggi mi bussano alla porta, si piantano nella casa della mia immaginazione e insistono affinché io dia loro voce e metta in moto il mio istinto di narrare».

È nato così anche il personaggio di Marianna, la protagonista de La lunga vita di Marianna Ucrìa, opera bestseller vincitrice del Premio Campiello. Al centro del romanzo, la subalternità della donna, narrata attraverso lo sguardo di Dacia, da sempre attenta all'universo femminile. «Le discriminazioni esistono e sono di tipo storico. In passato, le donne erano considerate minorenni a vita, la loro parola era ininfluente. A ciò contribuiva anche la cultura cristiana: basti pensare alla Bibbia. La donna è stata creata dalla costola dell'uomo, per poi cedere alla parola del demonio. Un'interpretazione letterale che ha fatto ricadere sulla donna la responsabilità della cacciata dall'Eden».

In occasione del quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini, la Maraini ha voluto ricordarlo come un caro amico, un uomo con una «fervida vitalità intellettuale» con il quale condivideva la passione del viaggio, inteso come un processo di conoscenza. «Pier Paolo era un uomo poliedrico. Introverso nel quotidiano, trovava una profonda mitezza nel silenzio. Nelle idee, invece, era aggressivo e provocatorio». Menzionata anche la collaborazione del 1974 con Pasolini, nella sceneggiatura de Il fiore dalle mille e una notte. «Ricordo quando lavorammo assiduamente per quindici giorni. Pier Paolo era uno stakanovista instancabile ed energico. Per lui, le ore di duro lavoro -che spesso si protraevano fino a mezzanotte inoltrata- erano un piacere».

Tra gli interventi del pubblico, un'osservazione su come la tecnologia, mezzo di comunicazione indiscutibilmente rapido ed efficace, abbia impoverito e tolto colore al linguaggio degli studenti. «La scrittura è spesso devitalizzata perché non è personale. Anche nella prassi scolastica, lo stile è una creazione individuale» - ha osservato Dacia - «È un'impronta inimitabile attraverso cui si acquista la consapevolezza che tra chi scrive e chi legge c'è un ponte: lo scrittore deve saper osservare la realtà. Solamente così può squadernarla al lettore con credibilità». 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2016 alle 17:59 sul giornale del 13 aprile 2016 - 745 letture

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