Corinaldo: sette anni a Omar Turchi, la Corte d'Appello conferma la sentenza del Gup

francesco saccinto 12/04/2016 - Sette anni a Omar Turchi. La Corte di Appello penale, lunedì, ha confermato la sentenza emessa dal GUP Zagoreo del Tribunale di Ancona nei confronti del muratore che il 10 settembre 2013 ha investito ed ucciso Francesco Saccinto.

L'imputato, condannato in primo grado a 7 anni in quanto alla guida con un tasso alcolemico quattro volte superiore al consentito e senza patente (ritirata nel 2008 e revocata nel 2010), aveva infatti presentato appello, chiedendo la riduzione della pena che gli consentisse di evitare il carcere e poter scontare quel periodo minimo tramite affidamento ai servizi sociali o altre misure alternative, invocando la tesi che è malato, in quanto abusava di alcool e droga, e, pertanto, di necessitare di comprensione e di un percorso di recupero.

Ma la Corte di Appello, accogliendo tutte le istanze presentate dall'avvocato della famiglia Saccinto, Corrado Canafoglia, ha confermato la condanna a 7 anni di reclusione per Omar Turchi, assistito dall'avvocato Marcellini.

"La sentenza della Corte di Appello mette un punto importante sulla vicenda processuale" - dichiara l'avvocato Corrado Canafoglia. Ora a Turchi, resta solo il ricorso per Cassazione. "Considerando che la Cassazione può deliberare solo su questioni di diritto e che -evidenzia il legale della famiglia Saccinto- oggi la vicenda non presenta alcun argomento di diritto da approfondire, per lui, che prima, durante e dopo l'omicidio del 15enne ha avuto una condotta caratterizzata da continue violazioni delle regole (diversi incidenti prima di quello in questione, presentazione di una patente falsa in due occasioni che è stato fermato dai carabinieri, eludendo i controlli, la sera dell'incidente mai si è avvicinato a Francesco per sapere come stava, stando sempre al telefono ed in alcune occasioni sorridendo, una volta messo ai domiciliari è stato poi arrestato per evasione, poichè andava a comprare eroina e, successivamente, non ha mai chiesto perdono, anzi, ha tentato di eludere le proprie responsabilità prospettando una dinamica del sinistro stradale inverosimile, tanto che il PM è stato costretto ad ordinare una CTU, che ha smentito la versione dell'imputato) si riapriranno le porte del carcere".

Soddisfatti della sentenza i genitori, i parenti e gli amici di 'Saccio' che, appresa la notizia, su internet e sui social network hanno esultato, seppur con un velo di tristezza. Nessuna sentenza e condanna, né alcuno, può purtroppo restituire Francesco all'abbraccio terreno dei propri cari.

Al contrario, il legale di Turchi ha lamentato una determinazione della pena eccessiva per un omicidio colposo. "È vero- conferma Canafoglia- 7 anni rappresentano una pena record rispetto a quelle stabilite in Italia prima dell'avvento dell'omicidio stradale, divenuto legge negli ultimi tempi, e nel quale, questa vicenda, non rientra perché precedente all'emanazione della sua introduzione". "Ma ciò-conclude- non significa che le altre sentenze siano da seguire come esempio".





Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2016 alle 12:51 sul giornale del 13 aprile 2016 - 5598 letture

In questo articolo si parla di cronaca, Sudani Alice Scarpini, articolo

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Ma solo a me 7 anni sembrano pochi?

Boh, 7 anni (che poi diventeranno metà, basta leggere oggi la notizia dei selfie della rumena) mi sembrano veramente pochi, di fronte alla morte di un ragazzo

angelo pagliarani

12 aprile, 21:03
è il massimo della pena per l'omicidio stradale, ante riforma Renzi!




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