Il Kiwanis ospita lo scopritore delle Grotte di Frasassi e i giovani speleologi senigalliesi in un'ideale passaggio di consegne

10/04/2016 - Nell'ottobre del 1971 Fabio Sturba fu il secondo essere umano a calarsi nell'Abisso Ancona. Il suo racconto di un momento storico non solo per la sua vita ma anche per tutta la speleologia italiana e non solo davanti ai soci del Kiwanis club è stato davvero emozionante. Presenti i giovani istruttori di speleologia del Gruppo Speleologico Senigalliese.

"Scoprire una grotta è il sogno di di tutti gli speleologi, ma purtroppo è un evento molto raro - così Fabio Sturba ha iniziato il suo racconto - la scoperta è avvenuta un po' per scienza ed un po' per buona sorte. Il Monte Valmontagnana contiene altre grotte e inghiottitoi per le acque e in quegli anni molti stavano cercando. Rolando Silvestri mentre stava facendo delle cure termali in zona non perdeva occasione di fare delle escursioni. Incontrando lo speleologo Giancarlo Cappanera gli racconta di aver scoperto un buco. Tutto il gruppo speleologico di Ancona quindi è andato a ricercare quel buco e lo ha trovato il 25 settembre del '71. Dal buco si accedeva ad una saletta chiusa, larga 6 metri per 3. Quasi per caso nella saletta abbiamo sentito dei leggerissimi getti d'aria provenienti da dei forellini. Dopo alcune ore di scavi siamo stati investiti da un getto d'aria molto potente, da cui il nome Grotta del vento".

Purtroppo la scoperta si è dovuta fermare lì perché gettando il sasso per stimare l'altezza i ragazzi si sono resi conto di non avere abbastanza corda per scendere. Dopo un viaggio all'unico negozio specializzato per speleologi, a Bologna, per procurarsi scala e corda la domenica successiva l'esplorazione è potuta riprendere.

"A chi ci chiede se avevamo paura - dice Sturba - non so come rispondere: eravamo giovani e l'emozione e la voglia della scoperta erano tali che alla paura proprio non abbiamo pensato. Per scendere per primi abbiamo tirato a sorte Maurizio Bolognini ed io. E ancora oggi, dopo 45 anni, mi dispiace veramente di aver perso. La discesa è stato qualcosa di incredibile. Riuscivo a vedere la parete solo da un lato, ma non appena la grotta si è allargata non avevo più riferimenti, ero come un ragno appeso alla sua tela in mezzo al vuoto, un'emozione unica.
Ma quello che abbiamo trovato nella grotta ha suscitato un'emozione ancora maggiore.
Abbiamo vissuto alcune settimane davvero incredibili, scendevamo nella grotta partendo ad orari improponibili per non far scoprire a nessuno la "nostra" grotta. A volte dormivamo anche in grotta e continuavamo ad esplorare. Solo a metà dicembre, quando era ormai impossibile mantenere il segreto ci siamo decisi ad accatastare la grotta
".

Durante la serata Fabio Sturba ha mostrato molte foto d'epoca, in cui si vedono anche alcuni cambiamenti avvenuti nella grotta negli anni. Zone in cui non c'era l'acqua ora allagate e zone secche che 45 anni fa avevano l'acqua. E anche una splendida stalagtite distrutta per errore dallo zaino di uno speleologo tedesco. Emozionante riascoltare l'audio della prima discesa di Bolognini. Alcune delle foto sono disponibili qui: www.frasassigsm.it/la-scoperta-di-frasassi/

"Frasassi rappresenta per L'italia il futuro - ha dichiarato il sindaco Maurizio Mangialardi presente alla serata - perché è uno dei luoghi più amati e frequentati della Regione".

"L'idea di questa serata - racconta la presidente del Kiwanis di Senigallia Laura Giannini - è nato dopo l'incontro con Fabio Stura. Ho letto il libro in una notte e mi è sembrato doveroso metterlo in contatto con i giovani speleologi senigalliesi".

La serata infatti è stata chiusa da Francesco e Michela Mancini, istruttori del Gruppo Speleologico Senigalliese che hanno raccontato le loro iniziative e dato vita ad un dovertente confronto sull'evoluzione tecnologica della stumentazione a disposizione degli speleologi con Fabio Sturba.







Questo è un articolo pubblicato il 10-04-2016 alle 23:16 sul giornale del 12 aprile 2016 - 1476 letture

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