Vivi Senigallia: "L'opposizione riconosce le linee adottate da anni dal sindaco sulla Biogas"

Stop Biogas Terre Nostre Marche 08/04/2016 - Lista civica Vivi Senigallia vuole esprimere la sua soddisfazione in merito all’approvazione della mozione di maggioranza approvata all’unanimità in Consiglio comunale sul progetto di “Centrale Biogas in località di Casine di Ostra” che chiede la messa in sicurezza di tutto il territorio interessato, fino alla costa, alla luce della contestata vulnerabilità idrogeologica prima della realizzazione di ogni progetto.

Siamo soddisfatti, dalla lettura del testo della mozione, del riconoscimento, da parte dell’opposizione consiliare, della linea politica del sindaco Mangialardi e del Comune di Senigallia che sono stati sempre “in prima linea sul tema delle energie rinnovabili, […]facendo anche da apripista per diversi provvedimenti in materia”.

“La nostra Amministrazione ha infatti puntato da diversi anni su questo tema e sull’importanza del rifiuto, come testimoniano gli eccellenti risultati della raccolta differenziata”. E, riconoscimento della grande azione amministrativa del sindaco Mangialardi da parte delle opposizioni comunali, anche di quelle non presenti in Consiglio all’epoca, è stato il prendere atto che “il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi – muovendosi ancor prima degli atti istituzionali – a gennaio 2015 chiedeva alla Regione Marche e alla Autorità di Bacino Regionale di effettuare ulteriori analisi ed approfondimenti per verificare la compatibilità di un impianto di biogas in località Casine di Ostra-Area Zipa. Richiesta prioritariamente finalizzata ad approfondire gli aspetti di vulnerabilità da un punto di vista idrogeologico”.

Il fatto che le opposizioni di Senigallia Bene Comune e M5S, non solo votano l’atto in Consiglio, ma sottoscrivono la mozione della maggioranza, è prova del riconoscimento della visione e dell’azione del sindaco Mangialardi di carattere strategico sulla problematica: sì agli impianti che sono indispensabili per i nostri territori e per la sostenibilità della politica energetica ambientale regionale (PEAR della Regione Marche) ma in zone sicure. Quindi, prima il progetto di messa in sicurezza ambientale della zona interessata, poi la realizzazione del progetto energetico. Questa la visione del sindaco Mangialardi che ha posto in essere la sottoscrizione anche da parte delle opposizioni consiliari della mozione “affinché nella ZIPA di Casine di Ostra sia per i siti produttivi esistenti che per le nuove strutture previste (come quella appunto dell’impianto Biogas) venga garantita la sicurezza”.

Quando l’opposizione comunale abbandona il metodo della strumentalità politica, il territorio ne beneficia. Lista civica Vivi Senigallia vigilerà affinché la sicurezza idrogeologica dell’intera valle venga garantita. Il sindaco di Senigallia Mangialardi proseguirà nel suo mandato di difesa delle istanze dell’intera vallata del Misa e Nevola.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-04-2016 alle 22:00 sul giornale del 09 aprile 2016 - 843 letture

In questo articolo si parla di politica, vivi senigallia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/avGJ


Iniziamo dal vostro interesse sulla "vulnerabilità idrogeologica". Che Senigallia sia sempre stata vulnerabile lo si sa da tempo ma mai avete puntato i piedi per mettere in sicurezza il fiume come invece altri hanno fatto ma , avendo un minimo peso politico rispetto a voi (in Italia non si valuta l'idea a prescindere da dove arrivi ma dal PESO politico), le proposte sono rimaste inascoltate e quindi neanche discusse. Perchè già dal 2008, considerando come il clima da annni stava continuamente cambiando in peggio, qualcuno ha detto che sarebbero arrivate queste piogge e sempre più importanti e quindi i fiumi andavano potenziati nella loro portata e valuate al più presto altre operazioni di emergenza......nulla di fatto se non concedere ai contadini di andare a ripulire il fiume dal legname secco.

In merito poi alla questione della Biogas avete tutti quanti una confusione in testa tra rifiuti e fonti rinnovabili e sinceramente mi fa preoccupare; provo a spiegarmi:
normalmente si realizzano impianti di produzione energia rinnovabile quando questa è resa disponibile GRATUITAMENTE dalla natura (sole, vento, acqua ecc..) e chi realizza l'impianto è incentivato da questo oltre al fatto che viene pagato tre volte di più di quanto poi costa l'energia sul mercato (viene pagata 18 centesimi per essere venduta a 6 )affinchè riesca a recuperare i soldi spesi.
Per quanto riguarda invece il Biogas questo impianto viene normalmente realizzato da chi produce la materia prima (organico, biomasse, liquami ecc) e che ha come scopo PRINCIPALE l'evitare di pagare lo smaltimento in altri impianti a biogas oppure in discarica (finchè si poteva). Inoltre oltre ad evitare l'esborso di denaro si ha la possibilità di avere energia per i propri fabbisogni e magari vendere l'eccesso (alle stesse tariffe di altri impianti ad energia rinnovabile....unico punto in comune).
Pertanto questo impianto di Casine non è da considerare esclusivamente come un normalissimo impianto ad energia rinnovabile in quanto, se non incassasse i soldi dai cittadini per smaltire l'organico, il privato non avrebbe altre entrate e quindi non gli converrebbe realizzarlo. Il rapporto tra entrate ed uscite di questo impianto è di poco positivo e che non converrebbe realizzare nonostante gli incentivi.

Quindi ribadisco che gli impianti a Biogas devono essere realizzati da chi produce la materia prima che, invece di avere costi di smaltimento, ha addiritttura un piccolo ritorno economico. Al di fuori di questa regola c'è solo business a discapito del cittadino e nel nostro caso (lavoro spettante) per togliere un peso alla Provicnia o chi per lei nel realizzare un impianto pubblico. La domanda sorge spontanea a questo punto ; cosa paghiamo a fare tutte queste persone se poi il lavoro lo danno fuori ed ovviamente con i relativi costi ? Quindi paghiamo degli stipendi per non lavorare per noi ed in più anche il privato che invece se ne occupa.
Per fare un esempio:se diamo ad un privato la realizzazione di una strada pensate che questa poi non diventi a pedaggio ?

Quindi TUTTI quanti non avete capito un bel nulla su come funziona la differenziata e la state trasformando in un bel business nelle mani di pochi e state tranquilli che con tre milioni all'anno minimo di incassi che frutterebbe l'impianto di Casine l'area diventerà super sicura e voi continuate e perdere tempo inutile oltre a creare problemi ambientali ed economici al cittadino (altro che trivelle).
Poi mi fate ridere collegandomi alle trivelle " no ai carburanti fossili."..dite e poi come pensate che vadano i camion della RIECO che TUTTI i giorni girano casa per casa per raccogliere differenziato quando basterebbe che il cittadino lo portasse dietro quando va a fare la spesa ? Non siate ridicoli per cortesia ma coerenti.

a disposizione

paolofiore

Dimenticavo....l'impianto in questione di Casine della EN ERGON, visto che parlate di energia rinnovabile è iscritto in Provincia con i soli codici R3 (riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche) e R13:( messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti)) ma NON con l'R1 ( utilizzazione principale come combustibile o altro mezzo per produrre energia)....pertanto è inutile che parliate di questo argomento tanto per rabbonire i cittadini...
controllate qui http://www.provincia.ancona.it/ecologia/Engine/RAServeFile.php/f/Osservatorio_Rifiuti/report_ditte_rifiuti_ord.pdf.

A disposizione

paolofiore




logoEV