Innovazione e ricerca, in una tavola rotonda all'Univpm nasce Cna Industria per favorire le pmi

08/04/2016 - “Se l'innovazione e il progresso tecnologico sono, e rimarranno, la principale fonte di competitività per l'Italia, allora l'obiettivo della politica dev'essere quello di avvicinare le imprese ai temi dello sviluppo tecnologico e dell'innovazione”. Sono le parole di Sergio Silvestrini, segretario nazionale Cna durante l’incontro “I2b, Innovation to Businness” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Univpm.

Una grande tavola rotonda tra Università, Cna e società di servizi alle imprese, per stabilire gli adeguati strumenti di sviluppo alle pmi marchigiane. È nata, anche nelle Marche, Cna Industria. Di cosa sia l’innovazione ha parlato l’ospite d’onore di Sauro Longhi, il saggista e matematico Piergiorgio Odifreddi, partendo da una distinzione in tre metodi: “Il primo metodo d’innovazione, che è il più diffuso, consiste nello spingersi al limite. Ad esempio Bach non è stato un innovatore. Conosceva alla perfezione le regole del contrappunto ed è riuscito a muoversi sfruttandole al meglio. Lo stesso vale peri pittori che dopo il ‘500 hanno sfruttato la prospettiva. È il metodo meno glorioso ma il più efficace”.

Se si osa di più ci si spinge poi “al limite delle regole, come accade nei paradossi o nei giochi linguistici. A volte si tratta di riuscire a leggere in maniera di versa le cose che ci sono già, come hanno fatto Newton e Einstein”. Infine c’è “il più classico, il cambiare gioco, che è raro. Nella musica è il caso di Mozart, nell’arte di Brunelleschi, nella matematica di Cartesio”. Le uniche vie che consentirebbero di mantenere però stabile il mercato sono le prime due. E in queste si inserisce Cna con la nascita del comparto Industria. Lo ha confermato la responsabile designata Lucia Trenta, affermando che “Cna è nata per servire imprese che in questi anni sono cresciute in termini di servizi e oggi lanciamo la loro rappresentanza Cna Industria, che a livello nazionale si è già costituita”. Ha quindi elencato i dati alla mano della provincia anconetana: “Abbiamo oltre cinquemila imprese iscritte. Di queste oltre un 10% è costituito da pmi. Siamo in grado di rappresentarle e aiutarle in termini di servizi (come prestiti e finanziamenti)”.

Obiettivo del nuovo ente sarà quindi quello di agevolare “le aziende che si riuniscono per fare politica industriale, offrendo loro un innovetion box”. Si tratta di un progetto integrato, tra enti di ricerca, aziende, e società terze, che mira a portare innovazione alle imprese partendo da aggiornamenti, consulenza e corsi di formazione.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 






Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2016 alle 19:24 sul giornale del 09 aprile 2016 - 674 letture

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