M5S sul Referendum: "Con il sì bocciamo la politica di Renzi e compagni"

Trivelle 07/04/2016 - Il Referendum del 17 Aprile sulle Trivellazioni è importantissimo per noi del Movimento 5 Stelle e per noi tutti cittadini italiani perchè saremo chiamati ad esprimerci: - in difesa del nostro mare, - in difesa dei posti di lavoro, perché non è vero che le trivellazioni portano posti di lavoro come vogliono farci credere, - in difesa della nostra economia turistica, perché l’Italia ha settemila chilometri di costa e vanta un numero enorme di siti naturalistici ed archeologici tutelati come patrimonio dell’umanità.

Nella seduta di Consiglio Comunale del 6 aprile, ci siamo trovati a discutere in merito ad una Mozione per il “SI” referendario, presentata dal Sindaco in persona, massimo esponente del PD locale, quello stesso PD che con la legge di Stabilità 2015 ha fatto salvi tutti i titoli abilitativi all’attività di trivellazione già rilasciati entro le dodici miglia dalle linee di costa per tutta la durata di vita utile del giacimento. Quello stesso PD che ha disposto quindi una sostanziale proroga “a vita” dei suddetti titoli abilitativi entro le 12 miglia , con una norma della Legge di Stabilità del 2015 che sarà oggetto di richiesta di abrogazione nel Referendum del 17 Aprile prossimo. C’è una certa incoerenza nelle posizioni del nostro primo cittadino, ma mi rendo conto che essere Pro-Trivelle in una città turistica sul mare, quale è Senigallia, non fa certamente tendenza.

Le trivelle, però, non sono soltanto una questione ambientale, su cui si registra, in particolare in questo Consiglio Comunale, una certa convergenza, ma costituiscono, per noi cittadini una questione per cui battersi contro il perdurare di un sistema di corruzione e di collusione, alimentato da una certa politica, che sta minando gravemente le basi della nostra democrazia . Qualche giorno fa tutti noi abbiamo appreso delle dimissioni di un importante esponente del Governo Renzi, il Ministro GUIDI. Ciò a seguito delle intercettazioni che hanno riguardato i colloqui con il suo fidanzato in merito ad un emendamento che sarebbe passato con l’accordo sembra di una certa Maria Elena, e che andava ad agevolare alcuni affari in un progetto petrolifero, sembrerebbe guarda caso proprio del fidanzato della ministra Guidi (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/31/federica-guidi-il-compagno-intercettato-a-quelli-di-total-gli-ho-presentato-fede/2597368/ ). Il nostro sistema giudiziario si è addirittura dovuto arricchire di nuove fattispecie di reato, per stare al passo con queste nuove fattispecie collusive tra affari e politica che negli ultimi anni si stanno registrando nel nostro Paese. Infatti, il delitto di traffico di influenze illecite, previsto dall’art. 346-bis C.P., è stato introdotto nel nostro sistema penale nel novembre 2012 dal nostro legislatore, proprio per colmare un vuoto legislativo che esprimeva l’impossibilità di sanzionare il ruolo del mediatore nella costruzione dell’accordo corruttivo. (http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/referendum_trivelle_crescita-1642042.html )

Quindi, andare a votare SI, oggi, significa lanciare un messaggio chiaro e forte al "Comitato d’affari" dei soliti noti, a quel vergognoso sistema di corruzione e collusione che viene alimentato da una certa politica. Un’altra cosa da non sottacere è che, al di là della convergenza per il SI che abbiamo trovato nel nostro Consiglio Comunale a maggioranza PD, i tentativi del Governo Renzi di boicottare questo Referendum sono stati molti. Il primo è stato quello di non avere voluto accorpare il Referendum sulle trivelle alle consultazioni elettorali di giugno prossimo in una unica data elettorale, rendendo così di fatto più difficoltoso il raggiungimento del QUORUM che, ricordiamocelo è del 50% +1 degli Italiani.

Tra l’altro questa diversità delle date elettorali ha comportato un costo aggiuntivo per le casse dello Stato di oltre 300 milioni di euro. Soldi nostri, soldi sprecati dal governo Renzi per non avere voluto accorpare il voto del Referendum sulle trivelle alle consultazioni di giugno. Quindi dobbiamo andare a votare SI per fermare il comitato d’affari che si è formato intorno allo sfruttamento delle energie fossili , ed anche però per non sprecare quei 300 milioni di euro, (tanto ci costerà il referendum sulle trivelle) Inoltre, 1 miliardo di euro investiti in energie fossili crea 500 posti di lavoro. Se lo stesso miliardo di euro lo investissimo in energie rinnovabili creeremmo 17 mila posti di lavoro. Quindi, infine, andiamo a votare SI per far capire al Governo Renzi ed a chi verrà dopo di lui che noi cittadini abbiamo un’altra idea di sviluppo che non si basa sullo sfruttamento delle energie fossili ma sugli investimenti in energie rinnovabili.


da Stefania Martinangeli
consigliere comunale M5S




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-04-2016 alle 10:05 sul giornale del 08 aprile 2016 - 778 letture

In questo articolo si parla di politica, trivelle, Stefania Martinangeli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/avCa





logoEV