Vivere a 4 zampe. Insidie di primavera: la processionaria

31/03/2016 - La primavera è alle porte, bipedi e quadrupedi possono passare più tempo all’ aria aperta ma a causa di un inverno abbastanza mite dobbiamo metterci anticipatamente in guardia nei riguardi di questo “pericolo strisciante”.

Conosciamolo meglio. La processionaria è un insetto appartenente all’ordine dei lepidotteri cioè una farfalla e più precisamente una falena o farfalla notturna. Le femmine depongono le uova ( fino a 300) fissandole ad un ago dell’albero ospite ( soprattutto pini) dalle quali fuoriescono come bruchi. Questi vivono in gruppo nutrendosi degli aghi dell’ albero, spostandosi di ramo in ramo fino ad ottobre quando si costruiscono un nido per affrontare l’ inverno. A primavera fuoriescono dal nido e si dirigono a terra in cerca di un luogo adatto dove tessere il bozzolo. Per spostarsi si muovono tutte in fila formando vere e proprie processioni ( da qui l ‘origine del loro nome).

Il corpo di questi bruchi è ricoperto da moltissimi peli urticanti che si staccano facilmente sia toccandoli che anche solo per azione del vento. Rappresentano un pericolo per le persone e gli animali che in seguito al contatto subiscono una intensa e dolorosa reazione infiammatoria, simile ad un’ ustione. Spesso nel cane le lesioni si verificano a livello di muso, labbra o lingua con danno tissutale anche grave ( fino a necrosi e successiva perdita di porzioni di lingua ).

Come prevenire questo pericolo? Innanzitutto facciamo attenzione se nell’ ambiente frequentato dal nostro cane ci sono nidi: attaccati a un ramo dell’ albero sono della grandezza di un uovo di struzzo, bianchi e simili a un bozzolo gigante (foto). Attenzione a maneggiarli anche se ormai abbandonati dai bruchi perché al loro interno rimangono moltissimi peli urticanti. Come riconoscere e intervenire in caso di incontro ravvicinato? La parola d’ ordine per il proprietario in questo caso è attenzione e tempestività!

Se il nostro amico viene sfortunatamente in contatto con una processionaria manifesterà un intenso dolore e una profusa salivazione. È importante cercare di lavare abbondantemente con acqua la parte interessata, molto spesso lingua e muso x eliminare eventuali peli urticanti facendo molta attenzione anche alla propria incolumità.

Dirigersi il più velocemente possibile dal veterinario che cercherà di arrestare la reazione infiammatoria e impedire danni permanenti soprattutto alla lingua. La terapia è principalmente sintomatica tramite antibiotici, antidolorifici e antinfiammatori.

Purtroppo a volte la lesione evolve in necrosi, cioè morte dei tessuti colpiti, con perdita anche di una porzione di lingua.







Questo è un articolo pubblicato il 31-03-2016 alle 10:10 sul giornale del 01 aprile 2016 - 1769 letture

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