Belvedere: la Biglio sulle fusioni, "I piccoli comuni sono la linfa del Paese e modello di virtusismo"

31/03/2016 - Un successo di partecipazione la conferenza organizza dal Comune di Belvedere Ostrense con la presidente dell'ANPCI Franca Biglio sul tema del futuro dei piccoli comuni, alla luce della proposta di legge, che fa tanto discutere, che prevede la fusione per i comuni al di sotto dei 5 mila abitanti.

A fare gli onori di casa, nella suggestiva cornice delle restaurate cantine dell'ex convento delle Clarisse, è stato il sindaco di Belvedere Ostrense Riccardo Piccioni che ha illustrato le ragioni della conferenza. "Vogliamo parlare con dati alla mano. Sono convinto (ma posso cambiare questa convinzione con fatti concreti) che abbattendo ed eliminando per via legislativa, dall'alto, le realtà dei piccoli comuni, si sguarnisca il territorio dei suoi presidi istituzionali, gli unici in grado di mantenere vive le periferie del Paese -ha detto il sindaco Piccioni- Il nostro territorio è puntellato di campanili, è fatto di Caserme che presidiano il territorio. Rischiamo di annullare la vita associativa dei piccoli comuni sempre viva e vivace. Accorpando i piccoli comuni queste realtà spariranno. Piuttosto che agire di imperio studiamo le realtà dei piccoli comuni ben gestiti che possono essere di esempio per quelli che fanno più difficoltà. Vogliono costringerci a fonderci chiudendoci i rubinetti dei trasferimento ma questo non è accettabile".

A "tranquillizzare" sull'obbligatorierà della fusioni per i comuni al di sotto dei 5 mila abitanti è stato il presidente dell'ANCI Marche e sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. "I comuni sono tutti in grande difficoltà e per la prima volta abbiamo trovato interlocutori che forse ascoltano un po' di più. Dobbiamo iniziare il ragionamento da come siamo oggi, dagli investimenti fermi al palo e dalla necessità di ricorrere a processi di ottimizzazione -ha detto Mangialardi- Questi processi o li si subisce o li gestiamo presentando una proposta. Non c'è una proposta dell' ANCI che obbliga alla fusione. Nessuno obbligherà mai nessuno. Cosa diversa è dire che ci sono processi nazionali e ragionare se dentro questi processi vogliamo starci da protagonisti. Stiamo in ambiti associati per sanità, servizi, acqua, gas perché è inevitabile". La proposta di Mangialardi, sulla quale il sindaco Piccioni si è detto "favorevole all'approfondimento" è quella di "ragionare su ambiti condivisi, su bacini omogenei per comuni che hanno affinità e che decidono cosa condividere".


Protagonista della conferenza, seguitissima dagli otre 30 sindaci provenienti da tutta la Provincia e che a visto anche la partecipazione del coordinatore dei piccoli comuni dell'ANCI Roberto De Angelis e dell'ex sindaco di Monsampolo del Tronto e membro dell'ANPCI Nazzareno Tacconi, è stata Franca Biglio, presidente nazionale dell'ANPCI, l'Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani. Senza indugi la Biglio ha messo in luce le peculiarità dei piccoli comuni, cuore pulsante del tessuto sociale italiano, e soprattutto la parsimonia e oculatezza economica che stride con i grandi "sperperi" dei grandi comuni o anche della pubblica amministrazione centrale. "I piccoli comuni con i volontari sindaci, assessori, e consiglieri muovono in Italia un esercito di 60.000 persone -ha esordito la Biglio-. I piccoli comuni incidono sulla spesa pubblica per l'1%. L'incidenza del 70% è data dall'amministrazione centrale con i ministeri e i parlamentari. Per far funzionare un ministero si brucia un miliardo al giorno! Ma parliamo dei piccoli comuni: nonostante la politica devastante del Governo che dal 2011 ha portato tagli del 45-48% ai trasferimenti, abbiamo i conti in regola, siamo di esempio e per questo diamo fastidio. Qualche cifra anche sulle spese dei piccoli comuni. Il rapporto dipendenti-abitanti a livello nazionale è di 1 a 145 (un dipendente comunale ogni 145 abitanti) quando un decreto ministeriale prevede per i comuni in dissesto un rapporto da 1a 98. Il rapporto spesa corrente è del 34% su una soglia del 40%. E cosa volete ancora da noi?".

Secondo i dati dell'Anpci, nei piccoli comuni la tassazione è il 33% in meno e nel l'erogazione dei servizi i piccoli comuni spendono meno del fabbisogno accertato. "Anziché dare i soldi a pioggia purché i comuni si fondano, perché non rivendichiamo i soldi che ci spettano? -rincara la Biglio- Siamo costretti dalla legge o dai fatti perché se non ci fondiamo ci tolgono l'ossigeno chiudendo i trasferimenti. E che dire poi della proposta di legge Lodolini che vorrebbe la fusione per i comuni al di sotto dei 5 mila abitanti? Ho interrogato l'onorevole Lodolini sulla ratio di questa proposta di legge e mi ha risposto che lo ha fatto per provocazione! Ma ci rendiamo conto? Secondo me il problema non sono i piccoli comuni... Del territorio e degli abitanti non interessa a nessuno. Ai politici interessa potenziare il proprio poter sul territorio e come possono riuscirci? Riducendo la democrazia partecipata, riducendo il numero dei comuni in modo da avere un sindaco nominato dal partito e non più eletto".







Questo è un articolo pubblicato il 31-03-2016 alle 16:03 sul giornale del 01 aprile 2016 - 1318 letture

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luigi alberto weiss

01 aprile, 12:53
Ma il sindaco di Senigallia ha letto la proposta di legge sottoscritta con entusiasmo dal suo compagno (?) di partito e parlamentare PD Emanuele Lodolini? Ci sono condizioni-capestro, del tipo o la borsa o la vita.




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