Progetto 'Dare un senso alla vita': un 'ponte' unisce il Panzini e l’orfanotrofio di Cabrousse in Senegal

istituto alberghiero panzini di senigallia 29/03/2016 - Ancora un appuntamento del progetto “Dare un senso alla vita”. Iniziato un anno fa con un incontro straordinario per gli alunni del Panzini che attraverso la storia della loro prof Lucia Russo hanno potuto interrogarsi sul valore e sul senso della vita.

Un progetto che è poi continuato in questo anno scolastico e grazie all’impegno delle prof Simonetta Sagrati e Lucia Russo, gli alunni sono diventati protagonisti per un obiettivo di solidarietà attraverso due libricini di favole da loro scritti “Noi per voi – Nous pour vous”, che hanno dato la possibilità di aiutare l’associazione “Amico Senegal” e i bambini di un orfanotrofio di Cabrousse.

I ragazzi del Panzini hanno potuto conoscere delle persone veramente speciali dell’associazione: Luisella, Valerio e Gianni, che hanno lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti loro.
Un altro appuntamento la scorsa settimana presso la Sala Incontri del Panzini gremita di alunni, accolti dalle prof Simonetta e Lucia, per un collegamento via Skype con i bambini del Senegal.
Nel preciso momento in cui sullo schermo sono apparsi 400 bambini, le distanze si sono annullate e si è creata un’atmosfera magica, dove ognuno si è sentito parte di un tutto.
Una grande opportunità, tanto entusiasmo ed emozione.

“Questo incontro è stato veramente speciale. – tengono a sottolineare Sara e Jason, della classe 5^A art – Incontrare, tramite Skype, 400 bellissimi bambini dell’orfanotrofio di Cabrousse, tutti perfettamente ordinati e precisi nei loro stupendi grembiulini blu, i volti incorniciati dal loro magnifico sorriso ha riempito tutti noi di gioia e di speranza. Sorprendente è stato vedere che nonostante le loro difficoltà e i loro problemi erano felici, emozionati e con tantissima voglia di dimostarci il loro affetto con canti e balli.”

Una mattinata che ha riempito a tutti il cuore, facendo capire che la felicità è nelle piccole cose e che la solidarietà è il vero motore del mondo.

“Ciao bambini, grazie!!! Grazie per avermi strappato un sorriso in questa giornata un po’ nuvolosa e cupa; grazie perché voi che non avete niente, fate sorridere me che ho tutto. Ma fidatevi bambini, che quello che avete nel cuore è la ricchezza più grande che Dio può donare. Sentirvi cantare a squarciagola mi ha trasmesso una gioia immensa e ho immaginato di prendervi per mano facendo un girotondo lì con voi.”
Le parole di Serena rappresentano bene il clima che si è creato: un ponte virtuale che è riuscito ad unire i ragazzi del Panzini ai bambini dell’orfanotrofio del lontano Senegal.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-03-2016 alle 19:22 sul giornale del 30 marzo 2016 - 522 letture

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