A mezzo secolo dal diploma: s'incontrano a Senigallia i geometri del “Corinaldesi”.

24/03/2016 - Correva l'estate del 1965 quando la classe V^ dell'Istituto Tecnico “Ferruccio Corinaldesi” affrontava la prova della maturità. Otto ragazzi di allora all'esame di stato per divenire “geometri”. Otto soltanto, allora le classi erano poco numerose.

Però una piccola squadra, molto coesa e motivata, che affrontava il balzo decisivo per la vita. Gli “otto geometri” di allora si sono ritrovati dopo cinquant'anni in sette, data la scomparsa, da oltre due lustri, di Stefano Casavecchia Morganti. Oggi tutti assieme i “sette”, anche con il ritorno dalla Sicilia dell'allora ospite del Collegio dei Ferrovieri, Salvatore Primiero. Dopo una visita al cimitero per ricordare il compagno scomparso, prima di arrivare alla cena consumata in grande allegria presso un noto ristorante di Ostra, i “ragazzi degli anni '60”, hanno ripercorso i ricordi del tempo.

Ciò anche grazie alla “esposizione degli scrutini” ripescati dagli archivi della scuola, ed ottenuti per la cortesia del Preside, prof. Daniele Sordoni e del personale di Segreteria. Oltre ai ricordi del tempo questa occasione d'incontro è stata quanto mai opportuna per ripercorrere i ricordi di sette vite professionali, esercitate nei modi e nei posti più disparati. Nella fotografia di fine serata sono evidenti, per chi li conosce, i ragazzi d'un tempo, ora ultrasettantenni: Umberto Allegrezza, Claudio Giovannini, Giuseppe Mariselli, Gianluigi Mazzufferi, Valter Pierpaoli, Salvatore Primiero e Antonio Maria Rossi.

Per un buon auspicio si sono dati appuntamento fra dieci anni, sempre qui a Senigallia!







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-03-2016 alle 21:04 sul giornale del 25 marzo 2016 - 1927 letture

In questo articolo si parla di attualità

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/avdQ


Francesca Casavecchia Morganti

28 marzo, 12:50
Grazie dei fiori, grazie del pensiero, babbo parlava sempre di voi, con smisurato orgoglio e grande affetto. Scalda il cuore sapere che c'è chi ancora si ricorda di lui, non ci sono parole per ringraziarvi.