L'ASD Summer League Senigallia presenta il primo quadrangolare di Baskin della provincia di Ancona

1° quadrangolare di Baskin, ASD Summer League e Comune di Senigallia 18/03/2016 - L'ASD Summer League Senigallia presenta il 1° Baskin Tournament della provincia di Ancona: quattro squadre con atleti disabili e normodotati fianco a fianco; quattro squadre per dire no alle barriere nello sport. Appuntamento il 25 e 26 marzo al Palapanzini.

L' ASD Summer League , in collaborazione con il Comune di Senigallia, la Pallacanestro Senigallia e l'Associazione Baskin, organizza il primo Baskin Tournament un quadrangolare di baskin in programma il venerdì 25 e sabato 26 marzo. Un'anteprima provinciale che gli organizzatori sono molto orgogliosi di aver portato per la prima volta in terra anconetana dopo il grande successo ottenuto nella provincia di Pesaro dove già si contano varie squadre e tantissimi praticanti.


A sfidarsi al PalaPanzini - a partire dalle ore 14.30 di venerdì e dalle ore 9.30 del sabato - saranno il Caorso Baskin di Piacenza, il Bears Baskin di Isola Vicentina, il Lupo Baskin di Pesaro e infine la rappresentativa targata Summer League che metterà in campo giocatori provenienti da varie realtà baskin e basket delle Marche come i Bees di Pesaro, Fanun Basket e Pantarei Urbino.

Ma cos'è il
baskin? Ci viene in aiuto la pagina ufficiale di questa attività sportiva:

“Il baskin è una nuova attività sportiva che si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari ed innovative. Un regolamento, composto da 10 regole, ne governa il gioco conferendogli caratteristiche incredibilmente ricche di dinamicità e imprevedibilità. Questo nuovo sport è stato pensato per permettere a persone normodotate e disabili di giocare nella stessa squadra (composta sia da ragazze che da ragazze, uomini e donne!). In effetti, il baskin permette la partecipazione attiva di giocatori con qualsiasi tipo di disabilità (fisica e/o mentale) che consenta il tiro in un canestro. Si mette così in discussione la rigida struttura degli sport ufficiali e questa proposta, effettuata nella scuola, diventa un laboratorio di società”.

Secondo le regole ogni giocatore ha un ruolo definito dalle sue competenze motorie e ha di conseguenza un avversario diretto dello stesso livello. Questi ruoli sono numerati da 1 a 5 e hanno regole proprie; inoltre, a differenza del basket, il baskin usa più canestri: due normali e due laterali più bassi; infine, c'è la possibilità di sostituzione della palla normale con una di dimensione e peso diversi. Ed é così che si crea uno sport in cui l'integrazione tra atleti disabili e normodotati e persino tra uomini e donne si avvera nello spazio di un campo da pallacanestro.

Una vera magia nata a Cremona in un contesto scolastico dalla collaborazione di genitori, professori di educazione fisica e di sostegno. Questo progetto ha visto la collaborazione, in quello che viene definito “lavoro di rete”, di realtà scolastiche e di associazioni del territorio ognuna delle quali ha contribuito, con la propria specificità, al successo del baskin. Anche il Comune di Cremona ha patrocinato e sostiene lo sviluppo di questa iniziativa. Nel 2006, infine, è nata l’Associazione Baskin Onlus che costituisce il riferimento di questa attività.


Ed è proprio l'ambiente scolastico dove il baskin sta riscuotendo sempre più successo e raccogliendo adepti. È il caso di Francesca Formica, alunna dell'ultimo anno del Liceo Apolloni di Fano che mi spiega come è nata la sua passione per questo sport: “tutto è nato grazie ad un mio compagno di classe Enrico Diamantini – che vestirà come me la maglia della rappresentativa Summer League - “Eravamo in prima superiore quando la prof Marcella Monti (una delle organizzatrici) ci ha invitato a provarlo e conoscerlo. Siamo rimasti entrambi molto colpiti, decidendo di portare avanti questo progetto, questo "nuovo" sport. Ora io ed Enrico, frequentiamo il quinto Liceo, in questi anni abbiamo disputato con la squadra della scuola campionati provinciali, ed un torneo in Sicilia dove siamo usciti vincitori. Io sono dell'idea che questo sport sia bellissimo, perché è uno sport "per tutti". Oltre il divertimento , facilita un maggiore contatto e confronto con persone che presentano disabilità e con persone normodotate, agevolando così la socializzazione e la comunicazione”.

E sono proprio questi gli obiettivi degli organizzatori: creare un ambiente dove la socializzazione e la comunicazione non possano conoscere barriere. E per riuscire a farlo, come in ogni sport, c'è naturalmente bisogno del sesto uomo: il pubblico che avrà la possibilità di conoscere questo bellissimo sport e finire con innamorarsene. 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2016 alle 18:57 sul giornale del 19 marzo 2016 - 783 letture

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