Stemmi papali in piazza Garibaldi: respinta la petizione per la soppressione

piazza garibaldi render 17/03/2016 - Martedì 15, nel corso della riunione di Giunta Comunale, il prof. Virginio Villani in qualità di primo firmatario della petizione contro l’apposizione degli stemmi papali in piazza del duomo, è stato invitato a relazionare sulle motivazioni della petizione stessa.

Nei fatti si è trattato più che altro un atto dovuto in osservanza del disposto dello Statuto Comunale, dal momento che, come ha affermato lo stesso sindaco, la decisione è stata ormai presa e il progetto non può essere cambiato in corso d’opera, aggiungendo che diverso sarebbe stato se il confronto fosse stato fatto un anno fa. Affermazione sorprendente, perché il sindaco dimentica che già prima dell’estate scorsa si erano levate chiare e diffuse voci di opposizione al progetto, alle quali, forse per prendere tempo, era stata data una risposta possibilista.

Di fronte alla progettazione di uno spazio così importante per la cittàci si attendeva un confronto più aperto e una concertazione almeno con quelle espressioni dell’opinione pubblica più attente, sensibili e preparate su questi temi. Non ci risulta infatti che la giunta sia composta da persone di robusta formazione storica ed esperte nella progettazione delle piazze. Invece una decisione che segnerà l’immagine della città per decenni è stata presa tra poche persone senza alcun confronto pubblico. Perciò si ha l’impressione che la scelta sia stata più il frutto di un atto di imperio, che di un confronto aperto e meditato. Entrando poi nel merito e limitandoci alla sola questione degli stemmi papali, ribadiamo l’erroneità di questa scelta per l’alto valore simbolico che hanno gli stemmi stessi, definiti per questo e non a caso “emblemi”, e che finiscono quindi per apparire come un’inopportuna celebrazione di fasti che la storia ha giudicato negativamente e che sono stati superati dai valori su cui si fonda questa repubblica democratica.

Decidere su quale messaggio inviare da un luogo pubblico per le generazioni avvenire, non crediamo sia cosa di poco conto per una Amministrazione Comunale e per la sua connotazione politica. Se poi si vuole lasciare memoria degli eventi storico-urbanistici che hanno connotato la storia della città, ci sono modi culturalmente più funzionali e di minor ostentazione, che disseminare i pavimenti dellà città di stemmi e simboli, a proposito e a sproposito.

Comitato di opposizione agli stemmi papali





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-03-2016 alle 17:15 sul giornale del 18 marzo 2016 - 3485 letture

In questo articolo si parla di attualità, comitato

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Io agli stemmi sono abbastanza indifferente, (mi cambia poco che ci siamo o no, tanto dopo poco si coprono di sporco).

Però mi sembra sbagliato affermare che non si può cambiare il progetto in corso d'opera.
Non è stato appena fatto per cambiare il progetto che prevedeva parcheggi ai lati della piazza e trasformarlo in totale pedonalizzazione?

Paul Manoni

17 marzo, 18:56
Complimenti davvero.
Non tanto per aver respinto la petizione o per imporre a tutti i costi sti simboli a tutti i cittadini. Quanto per aver palesemente motivato con pretesti e bugie gigantesche il tutto.
I motivi, le proposte diverse da adottare, e lo stesso confronto è stato chiesto nel Giugno scorso. Basta una breve ricerca in rete per trovare le date, le proteste, le proposte e gli inviti a rivedere sta porcheria. Insieme a queste, le prove empiriche della volontà di rivedere questa pessima scelta.
Per i progetti che non possono essere cambiati in corso d'opera, meglio stendere un velo pietoso. Quando si vuole, si riesce a cambiarlo in brevissimo tempo per le condotte fognarie, e non ci si riesce per delle piastrelle che compongono gli stemmi pontifici...!? Ma davvero si pensa di prendere per il "naso" in questo modo i cittadini???
Davvero è questa la risposta che la Giunta vuole dare a chi ha attraverso lo strumento democratico di una petizione cottadinae, ha portato le proprie valide e documentate ragioni, nel Municipio di questa città grossolanamente definita in campagna elettorale "città di tutti"!?
Meritereste pernacchie udibili da Pechino...!!

Antonio Bucci

17 marzo, 19:00
Spesso trovo esponenti del PD Senigalliese ai margini della piazza colloquiare con i passanti per convincerli di quanto sarà bella quella piazza, paragonandola a famose piazze Italiane. Faccio notare che piazza San Marco a Venezia e piazza del duomo a Milano, due delle più citate, piacciono per gli edifici, la storia e per i negozi, non certo per la pavimentazione (sperando che la cementificazione su cui è stata posata, vista la vicinanza del fiume non ci faccia piangere ancora). Se lo scopo era quello di abbellirla si doveva lavorare sulle facciate della filanda e del collegio Pio IX. Poi vorrei sapere che luogo di aggregazione sarà, non essendoci un albero, una panchina e nessun luogo da frequentare e dove parcheggerà chi si recherà in chiesa. Faccio notare che se il parcheggio è lontano per andarci faccio più strada, quindi inquino di più. Intanto un risultato lo si è avuto, lo spopolamento del Corso. Credo che con i soldi spesi si potevano fare tante altre operazioni che avrebbero abbellito la città, ad esempio la sistemazione di piazza Simoncelli, vero cuore della città.

Paul Manoni

18 marzo, 08:23
Che importa dove parcheggieranno coloro che vorranno andare in chiesa?
La pavimentazione di Piazza Garibaldi è "il prolungamento del sagrato del duomo" (Cit.), su suolo PUBBLICO. Cotanti fedeli che traboccheranno dalle funzioni religiose fino a saturare la piazza (!), saranno comunque felici di godere di tanto spazio abbellito con i simboli e gli emblemi dei loro paladini da idolatrare.

Impressionante.

I politici senigalliesi hanno una conoscenza del risorgimento nullo.

Come si può inserire degli stemmi papali (di pio ix, le cui encichliche hanno fatto sganasciare dalle risate mezza europa, a causa del suo assolutismo, persino napoleone terzo, protettore dello stato pontificio, ha proibito quelle del 1867) in una piazza dedicata a garibaldi?

Siamo veramente al colmo del ridicolo.

Agli illetterai signori del pd suggerisco l'ottimo libro "O Roma o morte" di Arrigo Petacco.

Senigallia, gestita da ignoranti, commercianti e contasoldi che parlano di cultura.

Stemmi papali (di pio ix, per di più) in una piazza dedicata a garibaldi.........Roba da ritiro della maturità.

luigi alberto weiss

18 marzo, 13:08
E se per tagliare la testa al toro e rendere ancora più evidente la dedica all'Eroe dei due mondi (quella targhetta sul retro della Fagnani è un po' pochino), il sindaco avesse uno scatto di reni (ciuffo al vento permettendo) e commisionasse un monumento equestre da porre al centro della piazza, con il nizzardo che impugna la sciabola rivolta verso il Duomo, come a incitare simbolicamente le sue camicie rosse ad andare per oltre Porta Pia, dove si fermarono gli stanchi (sempre di corsa...) bersaglieri piemontesi?

Sottoscrivo quello che ha scritto Paul Manoni! ;)

Maria Soldani

18 marzo, 17:47
Anch' io, in effetti, sono alquanto perplessa.....Pur non essendo cittadina di Senigallia, e quindi senza essere mossa da alcuna connotazione ideologica od elettorale,devo purtroppo dissentire da q scelta incondivisibile, che fara' di p.za Garibaldi uno spazio enorme ed inutile,un deserto freddo e desolato,X quanto bello e decorativo ( e ciò e' ancora da valutare...).Perché piastrellare con degli stemmi ( papali o laici che fossero), senza prevedere servizi ed arredi indispensabili,come parcheggi, sedili,panchini e alberelli? Dove andrà la gente a parcheggiare? Dove sosteranno abitanti e turisti? Per terra,sopra le decorative ed artistiche piastrelle ?E dove andranno a ritemprare i polmoni, a respirare aria pura ,a ripararsi dalla calura estiva?
Insomma, questa fissazione X uno stemma, facendo il vuoto tutt'intorno, mi sembra una mera assurdita',che ,penso, svuoterà le vie circostanti, il Corso 2 Giugno stesso, data l'assenza di parcheggi ( per tacer del resto)!
Una attonita Nigallia.

Il mondo guarda oltre e ripensa alla propria crescita attraverso un nuovo connubio tra città e natura, dove questa diventa un elemento vincolante per la sopravvivenza, la riqualificazione e lo sviluppo delle città del futuro. Basti pensare alle motivazioni che hanno premiato il “bosco verticale” considerato “espressione del bisogno umano di contatto con la natura”.
E l’Amministrazione cosa fa? Pensa ai medaglioni e a creare una landa pietrificata priva di alberature che mortifica e si scontra con il nuovo concetto che in tutto il mondo sta prendendo corpo: l’architettura è sempre più “responsabile dell’ambiente in cui persone, specie animali e vegetali concorrono al miglioramento della qualità della vita”.
Mi auspico ad un ripensamento anche dell'ultima ora perché i diktat non si addicono ad una fazione che si erge a essere inclusiva e democratica.

Fabrizio Ammollo

18 marzo, 19:54
Accampano le scuse più ridicole pur di non accettare il fatto che c'è molta gente d'accordo con la loro imposizione; è triste constatare a qual livello sono arrivati i rappresentanti delle nostre istituzioni...