Ostra: centrale biogas, il M5S chiede l'annullamento per una zona alluvionata

14/03/2016 - Sembra non volersi arrestare l’idea di far costruire la centrale biogas in una zona soggetta ad alluvione (nel 2011 e nel 2014) a Casine di Ostra; al contrario l’aggiornamento del PAI (Piano stralcio di Bacino per l’ Assetto Idrogeologico), con particolare riferimento alla mappatura delle aree interessate dal fenomeno alluvionale del 3 maggio 2014, sembra essersi arenato a due anni fa (vedi Delibera di Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino n. 64 del 29 luglio 2014).

E’ prevista infatti per domani, martedì 15 marzo p.v. una Conferenza dei Servizi che potrebbe essere decisiva per la realizzazione della centrale biogas di Casine, alla quale parteciperà anche l’Autorità di Bacino (ente preposto al censimento delle aree inondabili) benché l’area interessata non sia ricompresa tra quelle inondabili nel PAI. In una lettera del 24 settembre 2015 il Dirigente dell’Autorità di Bacino scriveva, a mo’ di suo contributo per il rilascio delle autorizzazioni in corso, che il rilevato della variante della S.P. n. 12 che fiancheggia l’area del Consorzio ZIPA “ha costituito uno sbarramento per le acque esondate a monte per cui la zona ZIPA ha funzionato come area di laminazione delle acque di piena del Torrente Nevola”.

Sono trascorsi quasi sei mesi da allora e ci appare alquanto ingiustificabile il ritardo con cui ci si sta muovendo per aggiornare il PAI. Infatti il Rapporto sull’evento alluvionale del 3 maggio 2014 era pronto già dopo due mesi e l’inerzia nel provvedere all’aggiornamento del PAI ha consentito che si autorizzassero, e si continuino ad autorizzare, numerose ed importanti costruzioni (anche “sensibili” per la pericolosità della tipologia) che, altrimenti, non potrebbero essere realizzate, come il piano interrato dell’isolato denominato Orti del Vescovo che vi dovrebbe rientrare a tutti gli effetti. Ricordiamo che il PAI è nato, essenzialmente, grazie ad un censimento delle aree dissestate per cui, che l’area in questione sia identificata su un elaborato grafico, o meno, è del tutto insignificante.

A supporto della nostra tesi, nel verbale del 4 agosto 2015, è stato scritto che l’Ing. Sbriscia ( della Provincia di Ancona) aveva sottolineato che “il perimetro dell’area non è ancora formalizzato nel PAI, ma concorda con il Dott. Smargiasso (dell’Autorità di Bacino) che comunque è bene ragionare, dal punto di vista tecnico, come se di fatto vi rientrasse”. Sappiamo che la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sarà indispensabile per iniziare i lavori di un progetto che è stato modificato rispetto a quello autorizzato all’epoca, per cui pretendiamo un chiarimento in merito ad alcuni dubbi sulla legittimità delle procedure. Oltre ai dubbi che avevamo espresso sulla legittimità della precedente Autorizzazione che fu rilasciata disattendendo la prescrizione n°12 della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) dal momento che gli studi geologici sono stati consegnati dopo il suo rilascio, vorremmo che prima ci si risponda esaurientemente in merito ai seguenti quesiti relativi alla variante della S.P. n. 12 che è stata recentemente progettata e realizzata:
1. Perché il rilevato di tale infrastruttura ha costituito uno sbarramento alla libera tracimazione delle acque?
2. Non sarebbe stato più opportuno realizzare il tratto a ridosso del corso d’acqua mediante viadotto?
3. Perché, nel progettarla, non è stata adeguatamente valutata la possibilità che si verificasse una calamità del genere di quella occorsa nel maggio 2014?
4. Se l’infrastruttura fosse stata realizzata con altre modalità, sarebbero stati allagati anche i lotti del Consorzio ZIPA che lo stesso non è riuscito ad alienare nemmeno in parte, con tutte le conseguenze del caso, proprio per effetto di tale accadimento?

Inoltre:

5. Le opere di miglioramento della situazione idraulica della zona ZIPA, previste a carico della Ditta En-Ergon, sono state valutate dai competenti Uffici pubblici nella loro fattibilità, compatibilità ed efficacia presunta a beneficio dell’area ZIPA?
6. È legittimo mantenere in essere la proroga di 2 anni concessa in data 29 ottobre 2015 per ultimare i lavori, visto che era riferita non al progetto che verrà autorizzato, ma ad un progetto da esso diverso?
7. Le opere già eseguite a partire dall’inizio dei lavori sono funzionali al progetto da realizzare, oppure la variante da autorizzare deve essere definita sostanziale (o “essenziale ai sensi del TU Edilizia”?)

Fin quando tutto questo non ci sarà stato chiarito, il Movimento 5 Stelle di Senigallia, assieme ai consiglieri Regionali di riferimento, si muoverà presso tutte le sedi opportune per fermare la costruzione dell’impianto di cui trattasi.

I portavoce M5S:
Gruppo Consiliare M5S Senigallia
Gruppo Consiliare M5S Regione Marche: ROMINA PERGOLESI, GIANNI MAGGI, PIERGIORGIO FABBRI, PEPPE GIORGINI.





Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2016 alle 19:08 sul giornale del 15 marzo 2016 - 1250 letture

In questo articolo si parla di ostra, Movimento 5 Stelle, M5S

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Come ho scritto più volte quando si trattavano le vasche di espansione sul Misa, avevo proposto alternativamente, un fosso scolmatore di idonee dimensioni tra le Casine di Ostra e Passo Ripe lungo la provinciale che collega le due località. Questo manufatto dovrebbe collegare i fiumi Misa e Nevola prima della loro confluenza muniti di chiuse mobili. Tra l'altro, in quelle zone la velocità dell'acqua aumenta per le ultime colline presenti nella piana alluvionale dei due orsi d'acqua. La presenza di chiuse mobili, darebbe la possibilità di avere delle piene controllate e successivamente in tempi di magra, l'irrigazione dei campi e dipesca sportiva. Per quanto concerne la situazione dell'articolo presente, sarebbe di salvaguardia, sia per tutta la zona artigianale di Casine dalle inondazioni oltre alle future infrastrutture che nell'area saranno costruite.
Leonardo Maria Conti




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