Bagnini contro il divieto di pubblicità negli stabilimenti: "Così il Comune danneggia tutti"

spiaggia senigallia 12/03/2016 - Bagnini sul piede di guerra contro la decisione del Comune di abolire, a partire dalla prossima estate, la pubblicità negli stabilimenti balneari.

Una decisione, che rientra nelle modifiche al piano spiagge che la Giunta approverà la prossima settimana, che solleva un vespaio di polemiche. Il “pacchetto” al vaglio della compagine di governo del sindaco Mangialardi se da un lato prevede la possibilità di mantenere il montaggio delle strutture per tutto l'anno, dall'altro introduce una novità assoluta. Niente più pannelli pubblicitari che per i gestori degli stabilimenti significava entrate importanti per far fronte a spese come quelle del salvamento a mare.

“Questa decisione del Comune non può che vederci contrari per le ovvie ricadute negative che avrà sulle imprese -afferma Paolo Pierpaoli, titolare dei Bagni Sandro n.32- a cominciare dal salvamento. Il costo del servizio, che è carico dei bagnini, è di 160 mila euro. Il Comune dà un contributo di 40 mila euro e il resto li mettiamo noi e non sono pochi”. I bagnini non ci stanno alle accuse del comune di “insolvenza” nel pagamento delle tasse comunali sulla pubblicità, che riguarda sia i pannelli sponsorizzati in senso stretto che le insegne con i nomi e i loghi degli stabilimenti.

“Noi abbiamo pagato fino all'ultimo centesimo i pannelli pubblicitari e al Comune conviene verificare -aggiunge Pierpaoli- conviene anche fare chiarezza sulle due tipologie di pannelli. Gli spazi pubblicitari che vendiamo alle aziende per fare pubblicità (es. per negozi, bar, ristoranti,ecc.) ci servono per ammortizzare le spese sostenute dal consorzio per il salvamento a mare. Questi contratti pubblicitari sono tutti regolari e tassati. Poi ci sono le insegne dei nostri stabilimenti. Una legge nazionale attribuisce uno spazio di 5 metri quadrati per ogni azienda. La normativa ora è cambiata e dice che di quei 5 metri fanno franchigia solo per il primo cartello, quindi se uno spazio viene utilizzato, ad esempio, da più aziende occorre pagare. Rispetto a questo ora cercheremo una soluzione. Quello che a noi interessa è che il Comune mostri una apertura. Presenteremo un nostro piano sulla pubblicità e speriamo che prevalga il buon senso”.

Bene la deroga per il mantenimento delle attrezzature anche nei mesi invernali ma i bagnini chiedono parità di trattamento rispetto ai baretti e ai locali in “sede fissa” che si trovano sulla spiaggia. “Ai bar vengono concesse strutture in cemento e a noi no -conclude Pierpaoli- avere la possibilità di chiudere uno stabilimento ai lati nei mesi invernali significa davvero destagionalizzare. Senigallia è l'unica città in Italia che deve smontare tutto. Si mette sempre davanti la Soprintendenza ma basta andare a Marotta per vedere come le cose sono diverse. Un bagnino a Senigallia impiega un mese per montare con costi notevoli”.

“Ci dispiace in primis che la cosa non sia stata minimamente concordata con le categorie -lamenta Daniele Corinaldesi dei Bagni Nella- Togliere gli introiti pubblicitari significa togliere linfa vitale a bagnini e nuoce ance alle aziende che hanno l'opportunità di mettersi in mostra. Che poi la pubblicità vada regolamentata ci sta bene ma il provvedimento di per sé mi vede fortemente contrario. Sulle “evasioni” sono perplesso, hanno fatto controlli e fior di sanzioni e possono continuare a controllare chi non rispetta le regole”.

L'eliminazione della pubblicità in spiaggia mette a rischio il servizio di salvamento a mare. “Avremo ricadute pesantissime sulle spese del salvataggio -fa eco Filippo Borioni dei bagni 77- . Abbiamo apprezzato la decisione di mantenere su le strutture che facilita il nostro lavoro ma è solo un primo passo. Bisogna rivedere le condizioni del piano spiaggia che sono troppo limitative e non ci consentono di differenziarci e crescere. Vogliamo una gestione più libera in modo da rendere la spiaggia, proprio come dice il Comune, più ordine e bella 365 giorni all'anno. Ovviamente non vogliamo il cemento in spiaggia ma solo adeguarci alle nuove tendenze del turismo”.





Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2016 alle 08:26 sul giornale del 14 marzo 2016 - 2600 letture

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Che ne pensa il vostro collega e Assessore ai Lavori Pubblici Monachesi?

beatrix kiddo

13 marzo, 10:32
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Il solo mantenere il montaggio delle strutture per tutto l'anno e' uno scandalo!!! Ora volete anche cementificare? Vi ricordo che la spiaggia e' demanio pubblico, almeno per qualche mese la volete lasciare a chi la vuole godere anche dal punto di vista visivo? Mica a tutti piace prendere il sole a 4 di spade!

Maria Soldani

14 marzo, 15:36
Di solito sono piuttosto avversa a subire visivamente i cartelloni pubblicitari sui marciapiedi della mia città (Roma),anche perché le dimensioni degli stessi sono, non di rado, imponenti, e riempono assai la visuale (X quanto collocati in alto)... Per il lungomare di SENIGALLIA :se devo essere sincera,non mi ha mai infastidito la loro collocazione a ridosso dei bagni,forse perché più piccoli,meno appariscenti, oltre al fatto che,data la loro utilità, per un turista, credo, sarebbero i benvenuti ..!Non so se per i residenti sia lo stesso: per conto mio,li trovo persino simpatici e carini...!
Riguardo alle strutture, non saprei cosa dire....Certo, almeno in pieno inverno, sarebbe opportuno non ingombrare la visuale della spiaggia con arredi inutili...Il Comune dovrebbe cercare,a mio avviso, di venire incontro alle esigenze dei bagnini,proponendo loro un dialogo aperto,chiaro,costruttivo,e non limitarsi ad emettere ciecamente solo divieti e sanzioni che,di fatto, potrebbero quantomeno compromettere l'imminente stagione balneare....
Spero si arrivi ad un compromesso accettabile X entrambe le parti in causa.
Nigallia