Ciclabile Fano-Marotta-Senigallia: ecco l'idea preliminare

mangialardi, seri, carloni 11/03/2016 - Presentata a Fano "l'idea progettuale" del tracciato che unirà la Città della Fortuna alla Spiaggia di Velluto per circa trenta chilometri di percorso.

Fare squadra e superare i campanilismi in nome della vocazione turistica che contraddistingue la costa marchigiana: è questo il principio da cui nasce la collaborazione tra i Comuni di Fano Mondolfo e Senigallia. A breve, fanno sapere i rispettivi sindaci, nascerà una "commissione di progettazione intercomunale": ad essa il compito di studiare la morfologia del territorio e disegnare il tracciato utilizzando anche le infrastrutture esistenti. Intanto è stata svelata l'idea di partenza.

"Con la ciclabile Fano-Pesaro - sottolinea il sindaco fanese, Massimo Seri - abbiamo dimostrato che esiste una forte sinergia tra amministrazioni e imprenditori: perché, allora, non collegare il nostro territorio a Senigallia, punta di diamante del turismo regionale?".

"I cittadini chiedono a gran voce quest'opera - incalza Alvise Carloni, vicesindaco di Mondolfo, intervenuto al posto del primo cittadino, Pietro Cavallo -. Fano e Senigallia ci insegnano inoltre che Marotta necessita di migliori strutture, come nuove scogliere e una ciclabile adeguata".

Parla delle tante somiglianze fra le città menzionate anche Maurizio Mangialardi: "Ragionare su una dorsale adriatica è la risposta di cui abbiamo bisogno. E' giunta l'ora di collegare tre identiche realtà per posizione geografica e vocazione turistica".

Tuttavia il vero progetto è ancora lontano e quella presentata oggi è soltanto una bozza, l'idea base: i tecnici dei tre Comuni si sono già incontrati ma passeranno diversi mesi prima di avere un disegno completo e fattibile. Per quanto riguarda Fano, il problemi maggiori saranno il ponte ciclo-pedonale sul Metauro, tra statale e ferrovia, e il tratto di costa fino a Torrette: qui si è più propensi a sfruttare il lato monte a causa dell'erosione marina. Da Torrette a Ponte Sasso, invece, la soluzione più plausibile sarebbe quella di interagire con i proprietari di stabilimenti, alberghi, campeggi e ristoranti - come tra Fosso Sejore e Pesaro, dove la ciclabile corre sulla spiaggia -. E la lunghezza? Ben 29 chilometri: dieci sotto Fano più cinque a Marotta e 14 che attraversano Senigallia. Dove trovare i fondi? Quelli necessari arriverebbero dall'Europa che strizza sempre l'occhio a proposte di carattere turistico e di mobilità sostenibile (come la "ciclovia adriatica" che dovrebbe collegare Trieste a Santa Maria di Leuca).

"La sfida maggiore per Senigallia - chiosa l'assessore Enzo Monachesi - sarà quella di erigere un nuovo ponte sul Cesano piùttosto che sfruttare la Statale. Si tratta, comunque, di un progetto entusiasmante perché un territorio ambizioso come il nostro, in grado di rispondere a ogni tipo di turismo, non può restare indifferente a una richiesta altrettanto ambiziosa".





Questo è un articolo pubblicato il 11-03-2016 alle 13:21 sul giornale del 12 marzo 2016 - 3611 letture

In questo articolo si parla di politica, articolo, Francesco Gambini

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è http://vivere.biz/auIY


Il problema maggiore per Senigallia è di adeguare il lungomare Mameli, creando una pista ciclabile dal molo al Cesano. O si allarga la carreggiata verso mare oppure bisogna creare un servizio di minibus per sopperire ai parcheggi ivi esistenti. (ambito estivo) Poichè a Marotta si parla di una bretella complanare fino al fiume Cesano, potrebbe essere un'ottima occasione per farci anche una ciclabile protetta fino al territorio senigalliese (via della Bruciata). Da quel punto utilizzando l'argine del Cesano fino alla foce o quasi, all'altezza delle Piramidi, si collegherebbe con il lungomare Mameli.
Ecco una proposta su cui discutere e migliorare.
Leonardo Maria Conti

Con tutto il dovuto rispetto per gli esperti (Carloni e Mangialardi, figuriamoci che esperti), l'urgenza sarebbe la circonvallazione, dopo la malaprogettazione della complanare di senigallia (che non arriva alla bruciata), dalla bruciata verso fano.

La pista ciclabile è una misera striscia larga due metri senza nessuna particolare difficoltà tecnica (le bici hanno un fattore di compressione enormemente inferiori rispetto ai camion).

Il ponte sul cesano?

A parte che i problemi sarebbero diversi (da marina vecchia, già stretta, che andrebbe messa a senso unico con una pista ciclabile, a marotta, con una "pista ciclabile" disegnata sulla sede normale, al doppio passaggio a monte più il passaggio del metauro e cosi via) la pista ciclabile, per essere tale, deve essere SEPARATA fisicamente dalla sede stradale.

Spacciare per pista ciclabile quelle di marotta o quelle di levante a senigallia si commenta da se, essendo solo dei disegnini sulla normale carreggiata.

Codeste piste ciclabili, infatti, non garantiscono la sicurezza dei ciclisti, visto che:

1. Vengono usate (illegalmente) dai pedoni per correre, cosa loro vietata dal codice della strada (le piste ciclabili sono ad esclusivo utilizzo delle bici, come i marciapiedi per i pedoni);

2. Le auto che sfrecciano (in particolare a levante) a velocità molto superiori al codice, sorpassando sulla pista ciclabile (sarebbero 5 punti della patente per il sorpasso più altri 5 per guida pericolosa, giusto per essere chiari).

Quindi gli "esperti" di esperienza e capacità ne hanno un po' pochina.... a partire dal far rispettare il banale codice della strada, indice di civiltà di un paese.

" Codeste piste ciclabili, infatti, non garantiscono la sicurezza dei ciclisti, visto che:" ma che ragionamenti sono... la sicurezza è un concetto arioso perchè non possiamo prevedere ma al massimo limitare i danni con delle leggi usando delle convenzioni, appunto; se non ci fosse la possibilità di violare le leggi a quest'ora non esisterebbe la giurisprudenza... se per questo neanche le strade sono sicure perchè un meteorite potrebbe schiantarsi sul parabrezza... ma che discorsi sono? XD




logoEV