Ostra Vetere: contro la fusione per incorporazione e la fusione obbligatoria ecco il testo della petizione

ostra vetere 10/03/2016 - Come abbiamo annunciato nei giorni scorsi, ci siamo fatti aiutare da esperti per elaborare il testo e indicare le procedure più corrette per la petizione contro la fusione per incorporazione e la ancor più agghiacciante fusione obbligatoria del libero Comune di Montenovo, che rischia di essere sottomesso e ridotto a misera frazione di qualche altro Comune qui d’attorno, dopo novecento anni di libertà e autonomia.

PETIZIONE Alle Autorità competenti Loro Sedi

I sottoscritti cittadini firmatari, iscritti nelle liste elettorali del Comune di Ostra Vetere (già Montenovo - prov. AN), unitamente a cittadini anche di altri Comuni parimenti interessati alla medesima materia per la rispettiva competenza territoriale e istituzionale, con la presente:
CHIEDONO
con la massima determinazione: 1) che il proprio Comune, protagonista di oltre novecento anni di storia civile e istituzionale, territorialmente libera e intemerata, erede dell'antico Municipio romano di "Ostra" (già sede vescovile ordinaria e tuttora titolare), conservi, quale ente territoriale ordinamentale, la propria autonomia istituzionale, così come previsto, sancito e tutelato dalla Costituzione della Repubblica Italiana (artt. 5, 114, 118, 119, 128, 129, 130, 132), ed altresì per quanto contemplato negli Statuti regionale (artt. 3, 6, 20, 21 comma 2, punto 13 ..."sentite le popolazioni interessate"..., 32, 33, 38, 41, 45) e Regolamento (artt. 105, 127), e comunale (artt. 1, 2, 3, 6 comma 2 punto d, 20); chiedono inoltre : 2) la “audizione“ e 3) la risposta scritta entro 60 giorni dal suo ricevimento.
RESPINGONO
con forza ogni iniziativa, a qualsiasi livello, contraria a tale sacrosanto principio, nel rispetto di quanto garantito in materia di autodeterminazione dall'art. 133, secondo comma, della Carta costituzionale (..."sentite le popolazioni interessate"...), ribadendo, inoltre, la più ferma volontà di conservare la legittima titolarità del proprio futuro istituzionale, senza estemporanee imposizioni, forzature e prevaricazioni di qualsiasi genere da parte di soggetti esterni alla Comunità locale;
PREANNUNCIANO
infine piena disponibilità ad intraprendere, in tutte le sedi, ogni azione a difesa della propria identità municipale, per le quali delegano espressamente il referente.
DICHIARANO
ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di trattamento dei dati personali” che le informazioni fornite non saranno utilizzate che per la presente petizione”.
Su questo testo, appena preparati i moduli, inizieremo presto la raccolta di firme.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2016 alle 11:39 sul giornale del 11 marzo 2016 - 3473 letture

In questo articolo si parla di ostra vetere, politica, montenovonostro

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In questi ultimi anni, con la falsa motivazione di risparmiare, hanno distrutto più che riorganizzare. Prima le Province, adesso i Comuni. Le realtà locali con le loro centenarie tradizioni vanno conservate e valorizzate. La confusione mentale dei nostri polici ha creato delle aberrazioni e dei pozzi di San Patrizio come le unioni o le partecipate. Ogni ente territoriale costituzionalmente riconosciuto ha dei compiti ben precisi, infatti le motivazioni che porterebbero alla fusione dei comuni sono le stesse che giustificano l'esistenza delle province. Molte funzioni comunali condivisibili dovevano da anni essere accorpate alle province per lasciare intatta l'identità del vari comuni e dare la possibilità reale di risparmiare: conservazione ed elaborazione dati, polizia, progettazione, uffici legali, ecc. Era tutto molto semplice già dal T.U. 267 del 2000, ma come al solito la politica ha stravolto e deformato ogni cosa. Adesso ci ritroviamo una regione in totale confusione che però ha ben chiara l'erogazione di super indennità e vitalizi, le province che devono continuare ad erogare quei famosi servizi che i politici fingevano di non sapere con bilanci ridicoli ed infine i comuni che vantano ce tinaia di anni di storia e tradizioni ridotti a semplici frazioni di chissà che. Bravi, andiamo avanti così "facciamoci del male".

luigi alberto weiss

11 marzo, 17:02
Sarebbe illuminante conoscere il pensiero libero del presidente dell'ANCI Marche su questo argomento, come quello di alcuni parlamentari marchigiani (anche ex) che in passato si battevano per rilanciare la "Piccola grande Italia" con proposte come quella di indicare quale luogo di nascita, all'anagrafe, la località di residenza della famiglia e non quella dov'è avvenuto il parto.




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