Città Futura: "Bozzi e Mandolini smettano di nascondersi dietro ai cittadini"

piazza Garibaldi 09/03/2016 - I due consiglieri grillini, Bozzi e Mandolini, ogni tanto emergono dalla “rete” e, ricordandosi che sono stati eletti consiglieri comunali, ci propinano i loro pistolotti sgrammaticati con una punteggiatura degna del pensiero breve, in periodare lungo, di Facebook.

Se veramente volessero onorare il ruolo che i cittadini gli hanno dato, sarebbe ora che iniziassero anche a studiare (oltre che la grammatica) anche gli atti che negli anni hanno dato forma alla nostra città in modo di non cascare ogni volta dal pero. Non chiediamo certamente di approfondire come è nato lo spazio urbano che oggi si chiama Piazza Garibaldi, la sua evoluzione storica e architettonica e il suo utilizzo nei secoli.

Non chiediamo tanto, anche perché a loro basta estrapolare qualche citazione nel mare magnum della rete per sentirsi realizzati. A noi, e alla città, basterebbe, ad esempio, che iniziassero a conoscere e, anche, a capire cos’è e come funziona un Piano Regolatore Generale, un Piano Particolareggiato del Centro Storico ecc. ecc. Nello specifico sarebbe molto utile che iniziassero a studiare il Progetto di Recupero della Città Storica, il cosiddetto “Piano del Centro Antico”, che tra i suoi obiettivi ha: riconferire bellezza al centro storico della città, frenarne lo spopolamento, espellere il traffico e reperire parcheggi. Non si chiede certo di aderire o condividere gli obiettivi degli strumenti urbanistici che la città via via si è data, si chiede solo di conoscerli in modo da sapere di cosa si parla e, se necessario, di fare proposte sensate e praticabili per modificarli e cambiarli.

Su molti aspetti dell’evoluzione urbanistica di Senigallia noi, in passato, siamo stati fieri avversari e oppositori senza bisogno della benedizione di Grillo e Casaleggio, e poi, successivamente, abbiamo collaborato all’ampio e riconoscibile processo di rigenerazione urbana del centro abitato cittadino. Questo per dire che i “cittogrillini”, Bozzi e Mandolini, non si devono nascondere ogni volta dietro all’invocazione di chiedere ai cittadini. Si ricordino che loro sono stati eletti dai cittadini per esercitare la volontà popolare in Consiglio Comunale dove non solo possono, ma devono, esercitare il loro compito di controllo e il loro esercizio di proposta e di amministrazione dei beni comuni. Tutto il resto è fuffa, pure sgrammaticata.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-03-2016 alle 10:26 sul giornale del 10 marzo 2016 - 1664 letture

In questo articolo si parla di politica, La Città Futura

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..."onorare il ruolo che i cittadini gli hanno dato"... Visto che pretendete di fare i maestrini dalla penna blu, cercate voi di non fare errori! Avreste dovuto scrivere: "onorare il ruolo che i cittadini hanno dato loro". Beata ignoranza, beata presunzione, beata arroganza e supponenza!

Sul resto soprassiedo perché il pudore evidentemente non vi appartiene, essendovi venduti anima e corpo. E per quattro spiccioli...

Mi sta bene tutto,
pero' che un partito che si definisce ambientalista non difenda il patrimonio arboreo della citta'...
Faccio notare che negl'ultimi anni (abito a Senigallia ininterrottamente dal 1999) sono state tolte di mezzo tantissime piante: lungofiume, lungomare, Piazza Garibaldi....
E, a parte che sono rimasti spazi enormi in cui non c'e' rimasta un'ombra naturale, non mi dite che sono state fatte nuove piantumazioni riferendovi alla Cesannella e dietro gli impianti sportivi delle Saline (quindi ben lontane da dove sono state rimosse e dove i cittadini passeggiano regolarmente) perche' di quelle piante fittissime, appunto a causa mancanza di spazi adeguati, ne sopravviveranno ben poche!!!!

Che bello criticare un comunicato perché sgrammaticato con un altro comunicato sgrammaticato! Il dibattito politico locale si mantiene ad alto livello.

Adesso Basta

10 marzo, 09:52
Il passato non testimonia certo a favore di Citta Futura, uno per tutti la cementificazione delle mura cittadine del rione Porto...
l'esperienza dell'esponente politico di punta di Città Futura nella scorsa amministrazione, è stata pro cementificazione nei fatti.
Non rispondere nel merito, e lasciarsi andare ad insulti gratuiti, dimostra di non avere argomenti da contrapporre.
Pensateci la prossima volta, prima di scrivere un comunicato stampa.

Invece del partito dei Verdi mi sembra quello dei BOSCAOLI!!!

beatrix kiddo

10 marzo, 17:06
Ah città futura, quando uno non se lo può permettere di salire sulla cattedra per dare lezioni, ce se fa sempre più bella figura a sta' zitti, capito cementificatori de noantri?

Antonio Moroni

12 marzo, 18:27
“Beata ignoranza, beata presunzione, beata arroganza e supponenza!”
Signora Paradisi ha perso un'altra occasione per tacere.
Anche in fatto di grammatica non ci siamo proprio... RIMANDATA!
ACCADEMIA DELLA CRUSCA
Gli per loro è attestato nei dizionari più recenti, come il GRADIT, "Grande Dizionario Italiano dell'Uso" di Tullio de Mauro (2000, UTET), che nella definizione di gli scrive: "2 gli [...] colloquiale, specialmente nella lingua parlata compare in alternativa a loro, a loro, a essi, a esse: quando me lo chiederanno, gli risponderò" [cioè risponderò (a) loro]. Il DISC; "Dizionario Italiano Sabatini Coletti" (1997, Giunti) scrive: "[...] come pl. gli (come esito del dativo latino plurale illis) è assai freq. in quanto forma più chiaramente atona (e quindi proclitica o enclitica) rispetto a loro [...]". Dunque, a parte la ragione etimologica a tale uso (loro invece deriva dal genitivo plurale illorum), esiste una giustificazione "pratica", dovuta al fatto che per le altre persone esiste la possibilità di scegliere tra pronome enclitico e proclitico: mi dice / dice a me; ti dice / dice a te; gli dice / dice a lui; ci dice / dice a noi; vi dice / dice a voi; per la terza persona plurale questa possibilità non esiste: dice (a) loro e non *(a) loro dice: il pronome "mancante" viene, nell'uso, sostituito da gli. Tale forma è stata usata anche dal Manzoni: "Là non era altro che una, lasciatemi dire, accozzaglia di gente varia d'età e di sesso, che stava a vedere. All'intimazioni che gli venivan fatte, di sbandarsi e di dar luogo, rispondevano con un lungo e cupo mormorio; nessuno si muoveva". (Promessi Sposi, XIII).
[...]
Per riassumere, l'uso di gli in luogo di loro, a loro, a essi e a esse è da considerare senz'altro corretto (Ora vado dai tuoi amici e gli dico che la devono smettere di fare chiasso), tranne che, forse, nel caso di registri altamente formali (Il parroco espresse loro le sue più sentite condoglianze).

TRECCANI
GLI O LORO?
L’uso della forma pronominale atona gli in funzione di complemento di ➔termine in riferimento non solo al maschile singolare, ma anche al maschile plurale è ormai da considerarsi accettabile in quasi tutti i livelli di lingua.
Nel parlato colloquiale, quest’uso è molto comune
Ho incontrato i suoi genitori e gli ho chiesto di salutarmelo
Senti Mario e Paola: domandagli se ci raggiungono per l’aperitivo
Ma si trova ampiamente attestato anche in tutta la tradizione letteraria
Chi si cura di costoro a Milano? Chi gli darebbe retta? (A. Manzoni, I promessi sposi)
A favorire l’uso di gli al plurale c’è anche il fatto che il pronome loro è bisillabico (e dunque tonico, a differenza di tutti gli altri pronomi personali di questo tipo) e dev’essere sempre posto dopo il verbo.