Iscritti del Pd alla Regione: '"Dare piena attuazione alla legge sull'interruzione di gravidanza"

partito democratico 27/02/2016 - In questo ultimo periodo si è riaperto il dibattito in merito all’applicazione della L.194/78 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza”.

Non sempre, però, le comunicazioni che sono circolate hanno saputo rappresentare appieno la delicatezza dell’argomento né, tantomeno, garantire un’analisi attenta o una informazione trasparente. In Italia il 70 per cento dei medici e degli infermieri sono obiettori di coscienza, percentuale che raggiunge il cento per cento in alcune regioni. A causa dell’elevato numero di medici obiettori, non viene però garantito, nei fatti, in modo omogeneo su tutto il territorio regionale il diritto alla salute delle donne, nel riconoscimento della loro libera scelta. Gravi carenze diffuse su tutto il territorio nazionale e indiscutibili.

Nel 2013 il Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa, ha risposto a un Reclamo collettivo promosso contro l'Italia da una ong internazionale riconoscendo che, nel nostro Paese, le autorità competenti non assicurano il diritto delle donne di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, violando il loro diritto alla salute. Aumentano intanto il ricorso agli aborti clandestini ed è di pochi giorni fa la notizia di un inasprimento delle sanzioni per le donne che si sottopongono a queste procedure, una decisione inaccettabile dati gli ostacoli di fatto ad accedere alle procedure previste nei tempi richiesti. Inoltre, la depenalizzazione del reato di aborto clandestino e il correlato inasprimento delle sanzioni da 51 euro ad una ammenda pecuniaria tra i 5 mila e i 10 mila euro, ignora le ragioni per cui una “multa” di entità simbolica era stata prevista dalla legge 194, con l'intento di facilitare e consentire alle donne la denuncia dei “cucchiai d'oro” che praticavano aborti illegali, permettendo soprattutto alle donne, al primo segno di complicazione, di andare in ospedale senza rischiare la denuncia.

Ecco perché pensiamo sia importante prendere posizione ed esprime un pensiero che possa apportare un contributo al dibattito in atto. In particolare, chiediamo un impegno del governo della Regione Marche a garantire la piena applicazione della Legge 194/78, legge dello Stato che disciplina la tutela sociale della maternità, il diritto alla procreazione cosciente e responsabile e regolamenta l'interruzione volontaria di gravidanza, affinché siano garantiti i diritti sociosanitari legati alla salute riproduttiva della donna compreso il diritto di essere informata e scegliere tra le tecniche disponibili, la più rispettosa della propria integrità fisica e psichica (art.14 L.194/78). Non si tratta di far prevalere un diritto sugli altri, ma di rendere effettivo il bilanciamento già previsto dalla legge 194/78. L’obiezione di coscienza rappresenta un diritto della persona, ma non della struttura, che ha l’obbligo di erogare le prestazioni sanitarie previste dalla legge. La tutela del legittimo diritto all’obiezione di coscienza non può mettere a rischio la tutela del diritto alla salute fisica e psichica della donna che la legge 194/78 mira a garantire ed è, pertanto, indispensabile individuare modalità idonee a dare risposte adeguate affinché entrambi i diritti possano convivere.

Chiediamo inoltre alla Regione Marche:
1. di dare piena attuazione alla legge 194/78, potenziando e restituendo piena centralità ai Consultori affinché siano un reale punto di riferimento per la salute delle donne, per sostenere la loro libertà di scelta in tema di procreazione responsabile;
2. di garantire un riequilibrio del personale sanitario come peraltro previsto all’articolo 9 della legge, attraverso la mobilità del personale, che preveda almeno il 50 per cento di personale non obiettore;
3. di attivarsi affinché il ricorso alla RU 486 (IVG farmacologica) entri nella prassi, con percorsi che prevedano, come già avviene in altre Regioni, modalità di somministrazione in grado di assicurarne la sicurezza, all’interno di percorsi di integrazione ospedale-consultorio-territorio.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2016 alle 12:25 sul giornale del 29 febbraio 2016 - 1509 letture

In questo articolo si parla di attualità, partito democratico, pd, Gruppo di iscritti Pd

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