Impianto di trasformazione del rifiuto umido nella zona Zipa a Casine di Ostra, troppi rischi: al via la raccolta firme

26/02/2016 - Al via la campagna di sensibilizzazione e di informazione del Gruppo Società Ambiente (Gsa) di Senigallia circa i rischi che potrebbe comportare la realizzazione di un impianto di trasformazione del rifiuto umido nella zona Zipa a Casine di Ostra.

L’impianto, che entro marzo potrebbe ricevere dalla Regione e dagli altri Enti del territorio l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A), di fatto l’ultima autorizzazione necessaria per la realizzazione concreta, una volta in funzione raccoglierà, per poi trasformarlo, l’intera produzione di rifiuto organico della Provincia di Ancona.

Stiamo parlando di una struttura in grado di lavorare 45 mila tonnellate di rifiuti - spiega la presidente del Gsa Laura Lavatori- che metterà in atto un processo di ‘digestione anaerobica’ cioè un meccanismo che trasforma il rifiuto organico in “digestato”, ovvero un prodotto che, dopo la sua trasformazione, non è più considerato un rifiuto organico ma un rifiuto speciale”.

Non solo. A preoccupare il Gruppo Società Ambiente, che nei prossimi giorni sarà presente in città ed a Ostra con banchetti informativi e che da sabato raccoglierà le firme sul sito www.gsa-senigallia.it e sulla pagina facebook contro il progetto ed i suoi rischi, è la scelta del luogo.

Una zona esondabile che ha già ampiamente dimostrato tutta la sua vulnerabilità in occasione dell’alluvione di maggio 2014 (vedi foto) quando fu raggiunta da quasi 2 metri d’acqua- evidenzia la presidente Gsa- Possiamo solo immaginare cosa sarebbe potuto succedere se l’impianto fosse stato già operativo”.

Quanto accaduto avrebbe dovuto indurre le autorità competenti a dichiarare esondabile l’area e quindi ad impedire l’edificazione, a maggior ragione di un imponente impianto di trasformazione del rifiuto organico in digestato- osserva Luisa del Grande- purtroppo invece abbiamo avuto notizia che la perimetrazione dell’area non è mai avvenuta e che la Conferenza dei Servizi (tavolo tecnico cui prendono parte a vario titolo Regione, Provincia, Comuni, Autorità di Bacino, Sovrintendenza, ARPAM) è propensa a rilasciare l’autorizzazione a costruire l’impianto nel lotto alluvionato nel maggio 2014, limitandosi a richiedere un piano di mitigazione del rischio idrogeologico, finalizzato a far defluire meglio l’acqua al Fiume Misa”.

Perplessi, al riguardo, anche il consigliere comunale di Forza Italia Alan Canestrari e la responsabile cittadina Marta Torbidoni. “Occorre fermarsi a riflettere, oltre che sull’enorme quantità di rifiuti digestati che si avrebbe sparsa in tutto il territorio, nel fiume e nel mare in caso di inondazioni dell’impianto – dichiarano-  sulle ripercussioni in termini di traffico, inquinamento da polveri sottili e di qualità della vita”. “Non dimentichiamo- rimarcano- che, poco distante, ovvero a Corinaldo, vi è già l’impianto per il trattamento della frazione inorganica”.

Pertanto il Gruppo Società Ambiente di Senigallia e Forza Italia avviano una campagna di sensibilizzazione e di informazione tra la popolazione, oltre una raccolta firme da inviare a tutti i soggetti coinvolti nella procedura di Autorizzazione Integrale Ambientale di quell’impianto.

Data l’importanza del progetto e la conclamata criticità dell’area, riteniamo che una maggiore riflessione da parte di tutti gli Enti preposti al rilascio del parere sia doverosa- concludono il Gsa e Forza Italia- non capiamo perché, dopo quanto accaduto con l’alluvione, ci si ostini a permettere di costruire un simile impianto in un’area che si è dimostrata così pericolosa solo pochi mesi orsono. Noi non vogliamo ridurre il rischio, vogliamo che la popolazione non lo corra”.

Da qui l’invito al sindaco e presidente Anci Maurizio Mangialardi, a tutte le istituzioni, a tutti i movimenti politici, a tutte le associazioni locali ed a tutti i cittadini ad aderire alla raccolta firme “affinchè gli organi e gli Enti coinvolti in questo procedimento capiscano che il rischio non può essere mitigato ma va eliminato con il divieto di edificazione in quelle zone”. “Non si tratta di una ‘battaglia’ politica ma- sottolineano- di garantire sicurezza ai cittadini”.







Questo è un articolo pubblicato il 26-02-2016 alle 17:14 sul giornale del 27 febbraio 2016 - 1069 letture

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luigi alberto weiss

27 febbraio, 08:47
Ma qualche tempo fa non ne avevano inaugurato uno simile a Corinaldo, che doveva servire a tutti i Comuni della Valle del Misa? Già non è più sufficiente? E sì che cìè la raccolta differenziata...

Pablo Utente Vip

27 febbraio, 19:45

Commento modificato il 27 febbraio 2016

..e trovi qui la petizione online: https://www.change.org/p/il-misa-la-sua-vallata-e-senigallia-a-rischio-digestato?recruiter=39306209&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink
o su "GSA Senigallia" di Facebook




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