Vivi Senigallia: sì al Referendum abrogativo

Trivelle 25/02/2016 - Vivi Senigallia sostiene il referendum abrogativo sulla durata delle autorizzazioni alle esplorazioni e alle trivellazioni in mare. La consultazione referendaria di aprile è un’opportunità per costruire un modello di crescita fondato sulla sostenibilità e il rispetto delle volontà dei territori.

La nostra amministrazione a guida Maurizio Mangialardi è riuscita ad avere anche in questo campo lungimiranza, avendo preso posizione sulle trivellazioni in adriatico già da diversi anni. Abbiamo sostenuto insieme al sindaco Mangialardi di stabilire un vincolo per cui il legislatore non solo non potrà rimuovere il divieto di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le dodici miglia, ma decreterà anche l’obbligo per il ministero dello Sviluppo economico a chiudere definitivamente i procedimenti in corso per il rilascio dei permessi e delle concessioni, ben prima della decisione di promuovere il referendum abrogativo.

Oggi più che mai è necessario investire sulle risorse rinnovabili e tutelare le principali ricchezze di cui il nostro territorio dispone: il mare, il patrimonio paesaggistico, il turismo, l’ambiente e la pesca di qualità. Vivi Senigallia auspica che l’appuntamento referendario del 17 aprile possa diventare un momento di grande partecipazione democratica per raggiungere il quorum e ribadire che il futuro energetico del nostro Paese, non può essere affidato a fonti energetiche esauribili e inquinanti, che ostacolano lo sviluppo di nuovi settori economici sostenibili e innovativi. Fonti ormai dannose e superate. Votare Sì al referendum abrogativo del 17 aprile evidenzia un grande rispetto verso il mare e il nostro territorio ma soprattutto verso la salute dei cittadini. Vivi Senigallia lo sosterrà in tutte le sedi.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-02-2016 alle 10:48 sul giornale del 26 febbraio 2016 - 720 letture

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giuliano giacomini

26 febbraio, 07:56
Assolutamente importante è fermare questo pericolo di scempio per il nostro mare. Però nessuno evidenzia il pericolo del non raggiungimento del quorum. Siamo per l'ennesiam volta di fronte al funerale della buona politica. Infatti a cosa servono i ns. parlamentari se non fanno il bene comune e tutelano gli interessi e la salute dei cittadini. Una corretta gestione della politica avrebbe evitato il referendum ( ed i relativi costi ) poichè è logico che le trivellazioni debbano essere vietate per legge. Ricordiamoci di queste cose alle prossime votazioni.