Piazza Garibaldi: un comitato contro gli stemmi papali

piazza garibaldi 24/02/2016 - L’opposizione manifestata nei mesi scorsi da più parti contro gli stemmi papali sulla pavimentazione di piazza del duomo sembrava avesse indotto il sindaco e la giunta ad una fase di riflessione, che preludesse ad un ripensamento.

Perciò del tutto imprevista è arrivata prima di Natale la decisione di dar corso al progetto, passata allora nella disattenzione generale per il periodo natalizio e recepita con un certo ritardo. Contro questa decisione un nutrito gruppo di cittadini (primi firmatari Virginio Villani, Marco Severini, Enrico Pergolesi, Mauro Pierfederici) ha deciso di manifestare le sue ragioni, presentando una petizione scritta al sindaco, ripresa on line da un altro comitato su change org, per dare voce alla protesta dei tanti che non hanno altra la possibilità di esprimere apertamente la loro opinione.

L’appello parte dal presupposto che una piazza è un luogo pubblico per eccellenza e che quindi deve essere rappresentativo dei valori che ispirano la comunità civile, valori di democrazia, libertà e laicità. Perciò qualsiasi intervento ornamentale non può essere dettato solo da ragioni estetiche, ma deve essere improntato a questi valori o per lo meno non deve contraddire la loro memoria storica, soprattutto nel caso di immagini a forte connotazione simbolica e celebrativa come gli stemmi, che sono inevitabilmente portatori di un messaggio storico e ideologico. Di conseguenza gli stemmi dello stato papale in piazza Garibaldi non possono essere interpretati solo come un innocuo omaggio a singole figure storiche, ma rimandano inevitabilmente a quel potere temporale della Chiesa di cui gli stemmi stessi sono il simbolo.

Non possono essere fatti passare come una semplice memoria degli interventi urbanistici di papa Mastai cittadino senigalliese senza alludere anche a Pio IX come sovrano e alla monarchia papale di cui è stato rappresentante; quella monarchia contro la quale attraverso il Risorgimento si è costituito il presente Stato italiano, fondato sui valori di democrazia e laicità, radicalmente avversi agli stati autocratici e confessionali di Antico Regime di cui lo Stato Papale è stato un assertore radicale. Quindi, sulla base di questi presupposti i sottoscrittori della petizione ribadiscono la loro avversità all’inserimento nella pavimentazione di piazza Garibaldi di stemmi che ricordino le figure di Pio IX e del cardinal Lambertini con i simboli dello stato papale e propongono in alternativa disegni e raffigurazioni ispirati ai valori civili e alle memorie storiche della comunità, quali potrebbero essere ad esempio immagini della città cinque/settecentesca (Portici Ercolani, Porta Lambertina, Palazzo Comunale, Cattedrale ecc.), o per lo meno motivi non avversi ai principi ispiratori della nostra storia democratica e repubblicana. Sarebbe stata poi un’idea ancora più brillante quella di un concorso di idee, magari aperto simbolicamente anche alle scuole.

LA petizione online è raggiungibile all'indirizzo: https://www.change.org/p/sindaco-di-senigallia-no-agli-stemmi-papali-in-piazza-garibaldi-a-senigallia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2016 alle 15:01 sul giornale del 25 febbraio 2016 - 3813 letture

In questo articolo si parla di attualità, piazza garibaldi

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Mi parete tutti matti con sta faccenda degli stemmi.
Non vi piace il papa? E va be.
Allora a qualcun altro magari fa schifo la famiglia Rovere perchè era piena di generali e avevano magari condannato a morte persone e allora bisogna togliere lo stemma dalla piazzetta.
Bene o male Senigallia c'è stata sotto lo stato della chiesa per quasi 2000 anni se mi pare.
Allora mettiamo lo stemma della famiglia Mastai.

Ma un comitato contro le buche per strada non lo fa mai nessuno? Eppure mi sembrano ben più fastidiose

Mi permetto di proporre al posto degli stemmi attuali, la vecchia Porta Ancona, che si trovava all'inizio dell'attuale Piazza Saffi e nell'altro lo stabilimento Italcementi con le due ciminiere stilizzate. Sono memorie storiche e una forma di archeologia per i futuri discendenti senigalliesi.
Leonardo Maria Conti

Commento modificato il 24 febbraio 2016

Mi trovo in minima parte d'accordo con quello che scrive ilbianconiglio.
Per come io mi sento libero da ogni forma di ideologia, al punto da non sopportare chi mi vuole inserire per forza dentro uno "schema" che non sia di assoluta libertà ed indipendenza intellettuale, personalmente credo che si stia facendo un caso più grosso di quanto sia davvero.
E vorrei essere libero di scriverlo in tono non polemico e non critico e di non meritare per questi ostracismi o epiteti o silenzi da parte dei tanti amici che stimo e apprezzo incondizionatamente e che stanno promuovendo la raccolta firme.

Ho letto di Garibaldi, noto "mangiapreti", che si rivolterebbe per lo sgarbo.
Non potendo parlare di persona, il grande Generale, non si può sapere: sicuramente lo avrebbe fatto al tempo, ma ha ancora senso ora che lo Stato Pontificio-della Chiesa contro cui aveva combattuto di fatto non esiste più in quella forma dal 1870?
Più che simbolica e/o celebrativa l'unica valenza che so dare dare a quei simboli è appunto quello di un ricordo di un passato andato e che mai più ritornerà, grazie anche a persone come Mazzini e Garibaldi, ma che ha comunque inciso per circa 1300 anni nella storia della nostra città, che l'ha vista svilupparsi urbanisticamente come la vediamo ora.
Nel bene come nel male PioIX è un personaggio che ha fatto parte della storia nazionale risorgimentale che ha portato all'unità, e pure la storia della Chiesa per la durata del suo pontificato.
Pertanto una volta installato il simbolo dei Della Rovere in piazza Manni, c'è una logica nel mettere in piazza Garibaldi, dove si trova il duomo cittadino, il simbolo di chi ha ingrandito la città, il card. Ercolani (ma sta bene anche la proposta del Comitato) ed il simbolo di colui che è stato il personaggio storico cittadino più importante nel panorama nazionale ed internazionale del tempo.
Mi hanno fatto sorridere alcune critiche mosse alla figura di Mastai Ferretti: in fondo anche Cesare, in assoluto il più brillante politico e uomo di guerra di cui siamo orgogliosi e a cui dedichiamo vie e piazze, eppure nei giorni nostri sarebbe accusato di crimini contro l'umanità per quanto fatto nelle Gallie. (Gli unici personaggi storici recenti che possono avere valenza completamente positiva furono Gandhi e Mandela. A proposito, a quando una strada o piazza dedicata loro?).
Quindi se proprio non si vuole mettere in ansia il grande Generale allora, come si suggerisce qui sopra, si metta in piazza lo stemma della singola famiglia nobiliare senigalliese Mastai, che governò come Papa sulla città, come si è messo lo stemma della famiglia nobiliare Della Rovere, che governò la città per più di un secolo.

tex53 Utente Vip

25 febbraio, 08:24
Ricordo che papa Pio IX tanto osannato fu quello che negò la grazia e quindi mandò a fucilazione il patriota senigalliese Girolamo Simoncelli, alla cui memoria è intitolata una famosa piazza della nostra città.... basta con questa fissa di mettere stemmi ad ogni piazza.. piantate piuttosto qualche albero e lasciate almeno ai lati qualche parcheggio...

luigi alberto weiss

25 febbraio, 08:45
Questo soprassalto di laicismo sterile, anche se sostenuto da personaggi che si piccano di essere "intellettuali". non fa ridere nemmeno i classici polli. Allora ci sarebbe, a Senigallia, d'abbattere qualche stemma sulle facciate dei palazzi, da rimuovere qualche targa celebrativa, da cambiare nome a qualche strada. Il generale Garibaldi non fu da meno nelle sue campagne (vedi Bronte), Cavallotti forse qualche... esuberanza eccessiva l'ha avuta, le truppe del Della Rovere non erano propriamente "svizzere" e non parliamo di altri più vicini a noi. Signori "intellettuali", sempre pronti al rito del bacio dell'anello (laico o ecclesiastico che sia), la state facendo fuori dal vaso e non vi rendete conto che la gente su quegli stemmi ci passerà sopra (letteralmente), fregandosene di certe raccapriccianti elucubrazioni mentali, sperando solo che quella piazza sia funzionale e utile.

Daniele Patregnani

25 febbraio, 09:40
Le uniche cose importanti per i nostri politici, sono gli stemmi e la pedonabilita' della città. Non interessa affatto che quella piazza ci costerà il doppio bel preventivo , sperperando i soldi dei cittadini per una cosa che solo a pochi rimarrà utile, quando avremmo bisogno di mettere in sicurezza tutte le strade della città, e proporre opere utili e sensate di comune utilità.

marco iacussi

25 febbraio, 10:41
La Storia e’ quella che e’ e ci insegna che e’ fatta da personaggi “positivi” ma anche (anzi molto spesso) da personaggi “negativi” e quindi va presa per quello che e’. Alcuni personaggi e vicende si possono CRITICARE altre si devono CONDANNARE ma quello che non possiamo fare e’ CANCELLARE la Storia e le cose che non ci piacciono perche’ altrimenti finiamo con l’essere noi stessi poco democratici.

Un altro problema e’ che in Italia si lotta per la Democrazia solo attraverso l’uso delle ricorrenze, celebrazioni e gesti simbolici poi a lato pratico si fa ben poco. Infatti, vorrei ricordare che negli anni ’80 la gente pensava (a torto) che l’Italia fosse una delle migliori democrazie….. poi infatti ecco che negli anni ’90 c’e’ stato “Tangentopoli” e se non bastasse, la situazione a distanza di piu’ di 20 anni non e’ certo migliorata…anzi. Allora mi chiedo: dove erano i paladini della Democrazia e della Liberta’ ad impedire che tutto questo avvenisse e come sia stato possibile, vista la grande attenzione che si ha nel difendere la Democrazia anche attraverso i particolari ed i simboli? In un momento storico dove la corruzione e le ingiustizie sono ai massimi livelli, ci preoccupiamo di Stemmi, Crocefissi nelle scuole e quant'altro … fino al “probema” delle cittadinanze onorarie di Mussolini.

Ho firmato la petizione, la scelta degli stemmi è ridicola, antistorica, esteticamente orrenda... (attenzione a non far vedere la piazza a Sgarbi, ché gli verrebbe un coccolone.

Ho firmato, ma al tempo stesso mi chiedo: Città Futura e i suoi ipocriti esponenti, promotori assieme agli altri della petizione, SONO COMPONENTI del governo cittadino! Non si sentono essi stessi un ridicoli tanto quanto la piazza (oltre che politicamente ipocriti)? Carlo Girolametti, per esempio, assessore Sel, dov'è?

L'ignoranza di bianconiglio e il qualunquismo di weiss sono rappresentativi dell'attuale italia.

1. Che piazza "garibaldi" debba vedere degli stemmi di pio "nono" si commenta da se.

2. Pio nono è responsabile diretto della morte di migliaia di patriori italiani, in primo luogo per aver fatto abbattere, dalle truppe francesi (chiamate da lui), la repubblica romana del 1849, in secondo luogo per aver fatte combattere, dalle truppe papaline, i piemontesi (le battagli delle marche.

3. Tra tutti i papi, negli ultimi secoli, pio nono è quello direttamente maggiormente lordo di sangue.

x weiss:

Allora perchè non intitolare qualche strada a cialdini, generale piemontese primo responsabile dei 50mila morti nel sud italia, con buona complicità di nino bixio (a cui è stata dedicata una piazza)?

Magari studiare un po' di storia, prima.

Sarebbe come mettere il simbolo fascista sul monumento ai partigiani.

Roba da scuola superiore, per chi l'ha fatta, se poi chi decide ha la terza media......

Maria Soldani

25 febbraio, 12:41
Mi permetto di commentare anch'io la questione,pur abitando a Roma ( ma di Senigallia dho ben presente tutto il Centro Storico,dato che,quando posso , vengo tra le Sue mura sempre con rinnovato piacere, La amo e La eleggo a città del cuore).
La stima del sig. L. A. Weiss mi pare del tutto condivisibile.... Dopotutto, quel suolo pubblico, comprendente l'area di piazza Garibaldi, verrà cmq calpestato dai cittadini e dai turisti( spero numerosi), che verranno a visitare tutto il comprensorio, laico o papale che fosse.....Dobbiamo X forza far valere ( e tirare fuori dalle nebbie del passato storico) tutto quel corredo di riflesssioni conflittuali, risentimento, e fisime di tipo ideologici, quando ,più importante ancora,e', semmai il decoro urbano, l'estetica, e,non ultima, l'utilizzo e le utilità pratiche di q pavimentazione?
Tutta Senigallia(e altre città della marca Anconetana,e delle Marche,X tacere dell'Italia tutta...) mostra agli sguardi (e agli obbiettivi fotografici) di chiunque la visiti, sia testimonianze religiose/papali ,che laiche, nei suoi edifici patrizi, nelle facciate, nelle porte e mura, nella stesso rivestimento pavimentale ( es. : piazza A. Saffi, là dove,giustamente, il Comune ha "firmato" l'anno dei lavori ultimati,con almeno due stemmi araldici della città roveresca)....Che non prevalga,dunque, né animoso spirito di parte,ne' ideologismi vacui di ogni sorta, né ,tantomeno, fanatismi anche di tipo religioso/ortodosso, tutti a mio parere nocivi e non utili all'abbellimento della Nostra Senigallia....Basterà un sano buon senso, per esempio (e' un suggerimento personale che non si permette di essere imposto a chicchessia...) collocando davanti al prospetto delle scalinate del Duomo,per terra,uno stemma,non di dimensioni enormi, di papa MASTAI, e al contempo, sul lato "laico", o magari davanti alla targa su Garibaldi ( sempre x terra, sul selciato della piazza),un analogo stemma, o decorazione ,rievocante i fasti risorgimentali.....Così : tutti contenti...e nessuno deluso!
(Per onestà di opinione, faccio notare che io detesto qualsiasi tipo di ideologia,condannando sia l'ateismo esasperato che il fanatismo religioso ,tutte malsane passioni ,deleterie al sano e quieto vivere della gente,nonché alla propria salute....)
Viva il sereno confronto,nel rispetto reciproco.Senigallia merita amore e civico rispetto ,non certo dietrologie e strumentalizzazioni di qualsiasi colore...firmato Nigallia.

Paul Manoni

25 febbraio, 22:56
Uno stemma si porta giocoforza dietro il suo significato simbolico ed ideologico. Metterlo al centro di una piazza non è affatto una scelta estetica, come si intende spacciarla da più parti cadendo dal pero, ma politica.
Rendere omaggio e lustro attraverso quei stemmi ad personaggi storici che di giorno predicavano il cristiano comandamento "non uccidere", e la sera, prima di coricarsi, firmavano condanne a morte di individui, spesso senza neanche processo, è tipico di chi vuole raccontare la Storia come gli fa comodo, o di chi tutta quanta la Storia nemmeno la conosce perché impegnato a farsi pippe mentali sugli stemmi di personaggi che hanno governato Senigallia, tra i quali ricordo anche Mussolini, da mettere nella ristrutturata Piazza Garibaldi.
La Storia è Storia, ma occorre sapere cosa mettere in risalto e cosa invece andrebbe decisamente ripudiato, proprio perché contrario a valori e virtù di paesi civili e democratici. Anche il nazismo è Storia tedesca, ma dubito che ci siano amministratori tedeschi intenzionati ad erigere una statua a Goebbels o ad Eichmann. Men che meno ad erigergliela accanto al monumento alla Shoah o ai cancelli di Auschwitz.
C'è una Storia da conoscere e di cui esserne fieri, e c'è una Storia da conoscere ed archiviare senza orpelli, stemmi, e riconoscimenti, perché decisamente non opportuni. Vi sono valori ripresi dalla nostra Costituzione odierna, alla Costituzione della Repubblica Romana, che fanno a pugni con i valori che si trascinano dietro gli stemmi di Pio IX e Benedetto XIV. Continuare a motivare la presenza di quei stemmi attraverso mille e una giustificazione sterile di estetica, è solo da compatire.

Paolo Pettinelli

28 febbraio, 08:46
Ai miei cari concittadini ricordo per l'ennesima volta che NON siamo più nel XIX secolo e che NON c'è più pericolo né vicino né lontano di un ritorno allo stato teocratico cattolico. Pertanto il centro storico di Senigallia è oggettivamente fatto da nipoti dei Papi (la parte roveresca e ben ci sta lo stemma dei Della Rovere) e l'ampliamento settecentesco fatto dai Papi (e ben ci sta il loro stemma). Se una parte fosse stata fatta da Nerone, ben ci starebbe lo stemma di Nerone! Questo NON significa che sono d'accordo con Nerone, ma semplicemente ho dato a ciascuno il suo, facilitando la lettura della topografia storica, architettonica e artistica, sia ai cittadini sia ai turisti.




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