Violenza di genere, esenzione ticket sanitario per le vittime. La soddisfazione di Volpini

23/02/2016 - Ad ogni donna vittima di qualsiasi forma di violenza sarà garantita la gratuità delle prestazioni sanitarie legate al percorso di sostegno e cura in relazione alle violenze subite.

È questo l'impegno a cui è chiamata la Giunta regionale, dopo l'approvazione, nella seduta odierna dell'Assemblea legislativa delle Marche, di una specifica mozione, presentata dal Movimento 5 Stelle ed emendata dal Partito Democratico.

“Abbiamo deciso di presentare degli emendamenti a questo atto – spiega il consigliere regionale PD, Francesco Micucci, intervenuto in Aula – per sottolineare l'attività già portata avanti dalla Regione Marche per implementare i servizi ospedalieri a sostegno delle donne vittime di violenza, come ben evidenziato dal Rapporto ONDA 2014-2015, che riconosce in diversi ospedali marchigiani le eccellenze di percorsi dedicati al trattamenti sanitario delle donne vittime di violenza, che potrebbero certamente essere estesi ad altre realtà sanitarie marchigiane.

Obiettivo dell'altro emendamento presentato – prosegue Micucci – è stato di garantire la gratuità delle prestazioni sanitarie alle donne che subiscono non solo violenza domestica, ma ogni forma di violenza. Un'attenzione, dunque, quella dimostrata dal Gruppo PD che porta una sostanziale differenza nella messa in pratica di queste misure”.

Sullo stesso tema, un aspetto fondamentale  ha voluto sottolinearlo il Presidente della Commissione Sanità, Fabrizio Volpini. “Sono molto soddisfatto dell'approvazione di questa mozione che prevede l'esenzione del ticket per le vittime di violenza, ma bisogna andare oltre e fare di più. Se, infatti, in caso di violenza, la prima interfaccia per le vittime è quella del pronto soccorso, dobbiamo poi garantire alle stesse donne violate dei percorsi successivi protetti e definiti. Con ciò intendo – dettaglia Volpini – che si deve raccordare la denuncia accettata in prima battuta dal pronto soccorso con l'azione svolta dai consultori e dai distretti territoriali lungo tutto il percorso di recupero. Un percorso che deve essere instradato su binari assistenziali protetti, preferenziali e definiti, non improvvisati, per avere certezza della tutela della privacy e dell'interconnessione dei vari servizi sanitari. Perché la vittima di violenza, nel già difficile contesto di recupero, possa essere protetta in senso globale”.


 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2016 alle 16:19 sul giornale del 24 febbraio 2016 - 1293 letture

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